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Vertenza Elica, la protesta si sposta
dalle piazze dentro le fabbriche

FABRIANO - Per il 30 giugno è convocato il vertice al Mise per la costituzione del tavolo di crisi. Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato altre 16 ore di mobilitazione: tutti i giorni della settimana, i vari reparti degli stabilimenti effettueranno delle fermate con sciopero all’interno dell’orario di lavoro. Il Pd regionale deposita una mozione per chiedere l'istituzione nelle Marche di una Zes
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Vertenza Elica, adesso la mobilitazione si sposta dalle piazze dentro le fabbriche. In attesa dell’incontro del 30 giugno convocato dal Ministero continua la mobilitazione con il pacchetto di ore ulteriori 16 ore proclamato dal Coordinamento sindacale Fim, Fiom e Iulm. Tutti i giorni della settimana, i vari reparti degli stabilimenti effettueranno delle fermate con sciopero all’interno dell’orario di lavoro. «Continuare la mobilitazione si rende necessario perché a prescindere dalle dichiarazioni che leggiamo sulla stampa, l’azienda sta continuando con il suo progetto di delocalizzazione, le produzioni stanno uscendo dagli stabilimenti italiani e l si rende indispensabile mobiltiarci per difendere il Lavoro che ci stanno portando via. . commenta Pierpaolo Pullini della Segreteria della Fiom Cgil di Ancona nonché responsabile del territorio di Fabriano- Si vuole ricordare che non esiste alcuna crisi di mercato per Elica ma il piano che stiamo combattendo serve solo ad aumentare i profitti degli azionisti, delocalizzando le produzioni, impoverendo il territorio con l’idea di accompagnarne la realizzazione con risorse pubbliche. Il 30 giugno saremo pronti a verificare le reali disponibilità tanto annunciate dal management di Elica, ed anche ad avanzare le nostre proposte per il futuro di Elica sul territorio, in nome di un interesse generale e collettivo, da contrapporre a quelle aziendali e che per forza di cose devono essere sostenute con la lotta e la mobilitazione»

Maurizio Mangialardi, capogruppo regionale del Pd, a un corteo con i lavoratori di Elica

Intanto anche il gruppo consiliare Pd Marche presenta una mozione in Consiglio regionale per sostenere le proposta di una Zona logistica semplificata rafforzata, presentata formalmente durante l’evento “Focus Lavoro: il futuro di Fabriano e dell’area montana”, svoltosi venerdì scorso a Fabriano, che ha visto la partecipazione della viceministra allo Sviluppo economico Alessandra Todde e della sottosegretaria al ministero del Lavoro Rossella Accotto. La mozione chiede in sostanza di istituire nelle Marche una Zona logistica semplificata rafforzata capace di coniugare sburocratizzazione e agevolazioni fiscali per gli investimenti produttivi. Il documento sollecita inoltre il presidente Acquaroli ad attivarsi immediatamente con il presidente Mario Draghi «affinché tale provvedimento possa essere discusso quanto prima dal consiglio dei ministri. L’obiettivo è quello di creare una zona franca doganale interclusa per agevolare le imprese locali che operano nelle Marche e attrarre nuovi capitali».

«La vicenda Elica – affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico – al di là dell’irresponsabilità della dirigenza aziendale che con la sua scelta di delocalizzare gli impianti di Cerreto d’Esi e Mergo rischia di cancellare oltre 400 posti di lavoro, dimostra la fragilità del nostro territorio, a cui serve da subito dare tutele per garantire sviluppo economico e occupazione. La proposta che porteremo in discussione al consiglio regionale, elaborata con il contributo dell’onorevole Alessia Morani, mira proprio a questo. La Zona logistica semplificata rafforzata – spiegano i dem – consentirebbe di avere aree dove le merci provenienti dai Paesi extra europei potranno essere esenti da Iva e dazi doganali, favorirebbe il loro stoccaggio illimitato prima di essere rimesse sul mercato, e stimolerebbe il fenomeno del ri-export, attirando imprese che hanno questa esigenza. Inoltre, nel caso della provincia di Ancona, le attività operanti in regime di Zlsr potrebbero inserirsi nelle supply chain mondiali garantendo sia maggiori flussi di importazione di materie prime, semilavorati e componentistica, sia l’esportazione di prodotti finiti in Paesi extra europei». «Nelle prossime settimane – concludono i consiglieri del Pd – continueremo a confrontarci con le imprese e le organizzazioni sindacale del territorio. L’auspicio, però, è che su un tema così serio come la difesa del nostro territorio dai sempre più marcati rischi di de-industrializzazione, la giunta Acquaroli faccia uno sforzo per uscire dagli steccati ideologici che fino a oggi l’hanno spinta a negare ogni confronto con la minoranza e si ponga su un terreno di confronto per discutere seriamente una proposta da cui passa il futuro economico delle Marche e, con esso, quello di tante imprese e lavoratori».

La tavola rotonda sul lavoro nelle Marche organizzata a Fabriano

Prima della tavola rotonda con focus sul lavoro la scorsa settimana a Fabriano, la viceministra dello Sviluppo Economico Alessandra Todde e la sottosegretaria al Lavoro Rossella Accoto, avevano visitato diverse imprese innovative del territorio,e incontrato una delegazione di operai Elica e Indelfab. «Irricevibile», così la viceministra Todde ha definito il piano di esuberi di Elica, ribadendo sia nell’incontro sia poi durante la tavola rotonda ll’impegno per mantenere sul territorio le produzioni di alta gamma, difendere l’occupazione e tutelare i lavoratori Indelfab. Impegni sposati anche dalla collega Accoto, peraltro marchigiana, e che chiede una  proroga del blocco dei licenziamenti e un coordinamento tra gli strumenti del Mise e il Fondo Nuove Competenze, per potenziare la formazione professionale. Al tavolo, moderato dal consulente legislativo Niccolò Di Raimondo, si è seduta anche la Regione Marche, con gli assessori Castelli e Aguzzi, che hanno illustrato le difficoltà di una Regione passata dall’essere tra le più industrializzate d’Europa a essere spesso indietro sulle statistiche rispetto alla media nazionale, e sottolineando la necessità di sostenere la nascita di nuove imprese e la formazione professionale.

Gli esperti del mondo della ricerca, come Sauro Longhi (Univpm), Letizia Urbani e Gaetano Casalaina (Meccano), hanno ricordato l’importanza di agganciare i trend della transizione digitale ed ecologica e di mettere in contatto fornitori e imprese di tecnologia. Negli interventi di Meccano, grande attenzione è stata riservata al miglioramento del contesto competitivo, ad esempio mappando terreni, strutture e supporti all’insediamento di nuove imprese. A Franco Cotana (Università di Perugia), è stato lasciato il compito di presentare l’avveniristico progetto di ricerca sulle nanocellulose promosso nei locali della ex Siva in collaborazione col Comune di Fabriano, un’occasione di dare nuova vita alla filiera della carta investendo su un materiale duttile e prezioso. Presentato anche Hamu, l’hub progettuale coordinato da Fondazione Merloni con gli atenei di Umbria, Marche e Abruzzo per intercettare le opportunità del Recovery Fund e di Cassa Depositi e Prestiti. Al tavolo si sono seduti anche i sindacati, con Giuseppe Galli (Cgil), Marco Ferracuti (Cisl) e Giorgio Andreani (Uil), che hanno messo al centro dei loro interventi gli investimenti in infrastrutture, per unire Tirreno e Adriatico, e la diversificazione produttiva, dal turismo a nuovi settori manifatturieri. Presenti inoltre i rappresentanti della Camera di Commercio delle Marche, col presidente Gino Sabatini (che ha ricordato anche la tragica morte del sindacalista della logistica Adil Belakhdim), Confindustria, col presidente di Ancona Pierluigi Bocchini, e Cna col presidente di Fabriano, Maurizio Romagnoli, per ricordare la necessità di investire nei campioni di filiera. I rappresentanti politici, come Maurizio Mangialardi (Pd), Chiara Biondi (Lega), Marta Ruggeri, Patrizia Terzoni e Sergio Romagnoli (M5S) hanno invece riportato le rispettive proposte di intervento: Zes sulla zona terremoto, Zona Logistica Semplificata, estensione della decontribuzione Sud e dei fondi per la coesione.

La giornata di lavoro si è conclusa con due impegni importanti presi dal Mise: nuova convocazione del tavolo Elica il 30 giugno, e costituzione di un Tavolo Territoriale sulle crisi, per non reagire più alle vertenze in maniera isolata ma per sviluppare una strategia complessiva di riconversione industriale. I soldi, sparsi tra numerosi strumenti, non mancano, ha rassicurato la viceministra Todde, a fare la differenza piuttosto sarà la capacità di trovare modalità di intervento più efficaci e di far crescere campioni di filiera e produzioni sostenibili. Soddisfatti i promotori. Simona Lupini, consigliera regionale 5 Stelle, ha commentato «quando ho contattato il Comune, il Mise e il Ministero del Lavoro per proporre questa tavola rotonda, mi immaginavo di cambiare il modo con cui pensiamo alle crisi industriale: non solo cercare di risolverle una volta scoppiate, ma creare le condizioni per impedirle. L’impegno del Mise a costruire un Tavolo Territoriale sulla riconversione industriale va esattamente in questa direzione, un metodo applicabile in tutta Italia. Alessandra e Rossella sono impegnate al 100% per far sì che l’industria resti in Italia, che il lavoro resti in Italia». Anche per il sindaco Gabriele Santarelli ha definito la giornata di confronto  «molto costruttiva dove abbiamo ottenuto esattamente quello che volevamo: puntare il faro delle Istituzioni su un territorio che non vede solo vertenze e difficoltà ma anche tante realtà virtuose e all’avanguardia che meritano di essere supportare per far sì che possano divenire volano di sviluppo. Sin dalla prima notizia degli esuberi Elica ho dichiarato e lavorato per fare in modo che l’attenzione che questo avrebbe portato venisse utilizzata per parlare di opportunità e progetti. Oggi abbiamo fatto esattamente questo e la visita alle aziende è stato il momento più importante».



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