Vertenza Elica, l’azienda:
«Valuteremo le proposte dei sindacati»
I vertici aziendali di Elica S.p.A. hanno partecipato ieri al tavolo tecnico, convocato nella sede di Confindustria di Ancona, con le organizzazioni sindacali e le Rsu di Mergo e Cerreto. «L’incontro – spiega in una nota la multinazionale di Fabriano – si inserisce all’interno del percorso condiviso con i sindacati nazionali e il Ministero dello Sviluppo Economico per arrivare alla revisione del piano industriale presentato, tenendo conto degli obiettivi di competitività con lo scopo di salvaguardare l’azienda e l’occupazione. L’iter tracciato con le parti offre occasioni di confronto per l’individuazione di possibili soluzioni. Con ieri, è proseguito il dialogo per affrontare la tematica su come mantenere le produzioni in Italia e riportarne altre dalla Polonia». Nel precedente tavolo tecnico, l’azienda ricorda di aver presentato una proposta «grazie alla quale si diminuiva di 80 persone il numero dei dipendenti coinvolti nel piano industriale al fine di conservare i relativi posti di lavoro sul territorio. – ricorda la multinazionale nel comunicato – Le organizzazioni sindacali territoriali e le Rsu, invece, avevano avanzato delle proposte su come rivedere il mix produttivo con l’obiettivo di spostare le produzioni in Italia e non in Polonia. L’azienda si era riservata di valutarle ritenendo interessanti alcuni aspetti. Durante il confronto di ieri l’azienda è tornata con un’analisi approfondita sui benefici occupazionali e gli investimenti necessari relativamente al mix produttivo indicato dalle parti sociali. Dall’analisi è emerso che il numero di dipendenti coinvolti e gli ingenti investimenti necessari, possono essere oggetto di una mediazione per realizzare un modello organizzativo che consenta di raggiungere un equilibrio tra l’impatto occupazionale avanzato dalle organizzazioni sindacali e la salvaguardia dell’azienda». Elica, per agevolare il dialogo in corso tra le parti, ha ritenuto utile la convocazione di un ulteriore confronto tecnico per il 1 settembre al fine di giungere ad una proposta da discutere presso il tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico affinché quest’ultimo eserciti il ruolo pubblico. Inoltre, l’azienda ha accettato la proposta dei sindacati di ritirare i provvedimenti disciplinari elevati nei confronti di alcuni dipendenti auspicando che questo possa migliorare le relazioni tra le parti.
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