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Elica, aperto il tavolo al Mise:
l’azienda disponibile a sospendere
il piano strategico con gli esuberi

FABRIANO - Dopo l'acquisizione della società Dmc, la multinazionale è diventata leader del settore dei motori per la cottura, e oggi ha aperto nuovi spiragli nella trattativa. Fim, Fiom e Uilm: «Bene, ma venga confermato l’impegno di non procedere ai licenziamenti, rinunciando a qualsiasi azione unilaterale che metta in discussione posti di lavoro»
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I vertici di Elica al confronto in regione con il presidente Francesco Acquaroli

 

Vertenza Elica, qualcosa si muove. Nell’incontro tenutosi oggi, in videoconferenza, organizzato dal Mise e con la presenza dell’azienda, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e gli enti locali, la dirigenza aziendale della multinazionale di Fabriano ha comunicato che da pochi giorni la Elica ha acquisito la società Dmc, diventando così leader del settore dei motori per la cottura e si è dichiarata disponibile a sospendere il piano industriale precedentemente presentato, che prevede 409 esuberi. Ci sarebbe quindi una disponibilità a iniziare un confronto con le organizzazioni sindacali sulle produzioni che sarebbe possibile trattenere o portare in Italia. «Riteniamo positivo l’atteggiamento dell’azienda, ma ribadiamo che insieme alla disponibilità al ritiro del precedente piano industriale è necessario che l’azienda confermi l’impegno, come ha dichiarato all’incontro su nostra esplicita richiesta, di non procedere ai licenziamenti, rinunciando a qualsiasi azione unilaterale che metta in discussione posti di lavoro.- commentano le segreterie di Fim, Fiom, Uilm – È questo un primo risultato importante conquistato con le dure lotte dei lavoratori, benché rappresenti solo un punto di partenza per un negoziato. L’obiettivo sindacale sarà scongiurare i 400 licenziamenti e rilanciare le produzioni italiane; per questo motivo chiediamo di discutere di un nuovo piano industriale prima di qualsiasi discussione su eventuali strumenti di gestione delle eccedenze. Per farlo chiediamo anche il piano sostegno delle Istituzioni, non solo in termini di copertura di ammortizzatori sociali ma anche di politiche industriali di settore. In ogni caso Fim, Fiom e Uilm si sono dette disponibili a una discussione di merito ma restano pronte a riprendere immediatamente le azioni di lotta qualora Direzione di Elica dovesse riprendere la esecuzione di un piano industriale che giudichiamo inaccettabile sia per i lavoratori e sia per il territorio».

Elica S.p.A. da parte sua esprime «soddisfazione per l’esito dell’incontro di oggi, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, con le organizzazioni sindacali e gli enti locali. – si legge nella nota ufficiale della multinazionale  – L’azienda ha dichiarato la propria disponibilità a dialogare con le parti sociali e le Istituzioni per rivedere il piano industriale presentato, affrontando la tematica su come mantenere le produzioni in Italia e riportarne altre dalla Polonia. In virtù di questo si è resa disponibile alla sospensione dell’esecuzione del piano stesso al fine di agevolare il confronto tra le parti».

«Dal nostro di vista – ha spiegato commentando l’esito della riunione  l’assessore regionale al Lavoro Stefano Aguzzi -, si è evidenziata una novità che ha riguardato soprattutto il modo di porsi nell’affrontare il dialogo, da parte dei rappresentanti di Elica: l’azienda si è detta disponibile a sospendere il piano che aveva immaginato e precedentemente presentato, ponendo sul tavolo alcune questioni di estrema novità, come l’acquisizione di alcune aziende locali che potenziano il settore motori nelle Marche, di cui come Regione avevamo già notizia, e la proposta di alcune iniziative di reshoring di alcune linee produttive precedentemente delocalizzate che possono incentivare la presenza di Elica sul nostro territorio e la diversificazione delle attività. L’azienda ha effettivamente ribadito anche la possibilità di un parziale rientro di attività dalla Polonia, soprattutto quella di alta gamma, mentre non si è soffermata su quali rami delocalizzare». L’assessore Aguzzi rileva in definitiva che dall’incontro di oggi è emerso «che dopo l’acquisizione di aziende e un potenziale rientro dalla Polonia, si potrà parlare anche di reindustrializzazione e di nuovi eventuali interventi. Questa azioni non escluderanno probabilmente una parziale delocalizzazione, ma per la prima volta l’azienda ha dimostrato chiaramente un atteggiamento più costruttivo rispetto agli altri incontri. Questa novità è stata accolta in modo abbastanza positivo anche dalle parti sindacali: come assessore regionale al lavoro, ho ribadito la grande attenzione che noi continuiamo a porre a questa questione che riteniamo fondamentale per la vita sociale ed economica del nostro territorio; ho apprezzato queste novità che l’azienda ha portato al tavolo, e anche il metodo per cercare di instaurare un dialogo. Ci saranno ovviamente presto altri incontri, con tavoli settoriali specifici. Ritengo che questa giornata potrebbe essere l’inizio di un cammino migliore rispetto a quello portato avanti finora».



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