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Corruzione in Comune:
condannato Simone Bonci
Patteggiano due imprenditori

ANCONA - Due anni e sei mesi di reclusione al geometra arrestato dalla polizia nel novembre del 2019 con l'accusa di aver scambiato appalti con regali e lavori edili in casa sua. Un anno e dieci mesi ciascuno, pena sospesa, per Marco Duca e Carlo Palumbi. In tre sono stati rinviati a giudizio, con inizio processo fissato al 7 dicembre 2022
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Simone Bonci all’ingresso del tribunale durante un’udienza del Riesame

 

di Federica Serfilippi

Corruzione in Comune: condannato a due anni e sei mesi di reclusione Simone Bonci, ex geometra dell’Ufficio Manutenzioni, Frana e Protezione Civile. La sentenza è stata emessa questa mattina dal gup Francesca De Palma. Si procedeva con l’abbreviato. La procura aveva chiesto due mesi in più di carcere per i reati di corruzione e istigazione alla corruzione. Hanno inoltre patteggiato per corruzione un anno e dieci mesi, pena sospesa, due imprenditori con cui Bonci, stando all’accusa, avrebbe fatto affari illeciti. Si tratta dell’abruzzese Carlo Palumbi e Marco Duca di Cupramontana. Decretato il rinvio a giudizio per altri tre imprenditori, sempre accusati di corruzione: si tratta di Moreno Ficola di Porto Recanati, Francesco Tittarelli di Ancona e Tarcisio Molini di Cingoli. Dovranno affrontare il processo a partire dal 7 dicembre del 2022, davanti al collegio penale. Parte civile al procedimento era il Comune di Ancona: il risarcimento nei confronti dell’ente verrà deciso in sede civile.

La polizia in Comune all’epoca delle perquisizioni

Il giudice ha anche stabilito la confisca delle somme sequestrate all’epoca delle indagini e ritenute profitto degli episodi corruttivi: circa 49mila euro. La difesa di Bonci, rappresentata dagli avvocati Lorenza Marasca e Riccardo Leonardi: «Si tratta di un risultato equo  rispetto alla situazione. Gli è stata anche riconosciuta l’attenuante speciale per la collaborazione in materia di reati contro la pubblica amministrazione». Bonci, infatti, aveva fin da subito collaborato con gli inquirenti fornendo dichiarazioni auto-accusatorie.  Tutti, tranne Ficola (entrato in un secondo momento nell’inchiesta) erano stati arrestati dalla Squadra Mobile e dalla polizia locale nel novembre del 2019. Quattro imprenditori erano finiti ai domiciliari, Bonci in carcere. Attualmente sono tutti liberi: nel frattempo che si arrivasse a sentenza Bonci è stato anche licenziato dal Comune. La base accusatoria su cui si è fondata l’inchiesta: per la procura Bonci avrebbe concesso agli imprenditori appalti “facili” in cambio di regali hi tech, mazzette e lavori edili in casa sua, come il rifacimento del bagno di casa. Gli appalti riguardavano soprattutto lavori in campo manutentivo. Interventi, per la procura, mai iniziati, portati avanti solo parzialmente, o liquidati in maniera eccessiva rispetto al valore reale del cantiere.

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