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Corruzione in Comune,
lavori fantasma e manutenzioni bluff:
ecco cosa rimane degli appalti pilotati (Foto)

INCHIESTA - Viaggio nelle opere che sono finite al centro dell'indagine che ha portato all'arresto di un funzionario e di 4 imprenditori. Al parcheggio del Pinocchio la pavimentazione per cui sono stati pagati oltre 30mila euro non c'è. Il tratto di strada davanti al camposanto di Candia è stato mal asfaltato. A Pietralacroce, i cavi della linea elettrica sono scoperti
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L’asfalto al cimitero di Candia

 

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

La linea elettrica del cimitero di Pietralacroce

«Opere mai eseguite, parzialmente realizzate o liquidate con importi superiori rispetto al loro reale valore». E’ con queste parole che il gip Sonia Piermartini definisce nell’ordinanza di 136 pagine il sistema degli appalti che, per la procura, sarebbero stati pilotati dal geometra Simone Bonci a favore di quattro imprese edili. Nel provvedimento che ha spedito in carcere il dipendente comunale e ai domiciliari gli imprenditori (tutti e cinque sono accusati di corruzione aggravata) si fa riferimento a lavori per cui l’Amministrazione avrebbe sborsato cifre astronomiche rispetto alla reale entità dell’opera da eseguire. E’ il caso del cantiere aperto per asfaltare l’ingresso del cimitero di Candia. Stando agli accertamenti eseguiti dalla Squadra Mobile, i lavori che hanno interessato circa 50mq di strada per coprire le buche sono stati pagati due volte per un totale di quasi 17 mila euro. Per la procura quell’opera sarebbe dovuta costare mille euro. E per di più, il gip parla di lavori eseguiti in «maniera approssimativa», dato che si è creato un dislivello con l’altra parte della carreggiata. Sotto esame, anche la recinzione metallica, sostituita solo in parte e pagata oltre 5mila euro, a fronte di un costo che sarebbe dovuto gravitare sui 500 euro. Per il cimitero di Pietralacroce, il Comune ha sborsato 4500 euro per la ‘fornitura e posa in opera della linea elettrica e manutenzione copertura ex camera mortuaria’. La prima opera, stando agli investigatori, sarebbe stata eseguita solo parzialmente dato che i fili risultano essere scoperti, i coppi invece non sarebbero mai stati sostituiti. In merito al cantiere di Pietralacrocre, Bonci avrebbe rassicurato l’imprenditore Molini: «Non c’è da fa quasi un c…».

Il tetto del parcheggio Traiano

Inesistenti, invece, i lavori di circa 40mila euro per il cimitero del Pinocchio per ‘la manutenzione straordinaria della fognatura e della pavimentazione del parcheggio’. La cifra è stata liquidata lo scorso giugno. Ad oggi non si vedono gli effetti degli scavi, nè l’asfalto appare di nuova fattura, tanto che la segnaletica orizzontale appare sbiaditissima. Mai eseguiti, per la procura, neanche i lavori di impermeabilizzazione del quinto piano del parcheggio Traiano, pagati 9mila euro. La copertura, attualmente, appare sgombra di alcuna membrana. Anzi, sempre essere in una situazione fatiscente. In totale, le opere sospette prese in esame dalla procura ammontano a circa 600mila euro. E fanno riferimento – scrive il gip – a «un sistema illecito di gestione della cosa pubblica da parte di amministratori di estrazione politica, dirigenti e funzionari del Comune di Ancona, caratterizzati da rapporti tutt’altro che lineari e trasparenti con il mondo dell’imprenditoria e delle libere professioni». Improbabile, dunque, che Bonci abbia fatto tutto da solo. Nel marasma dell’indagine che conta 35 indagati, solo lui però è indagato per corruzione assieme agli imprenditori arrestati. Da come emerso dall’ordinanza, a volte sarebbe stato lo stesso Bonci a proporre il valore degli appalti: «Tu mi devi dire quanto te serve, in maniera che il mio utile sia questo…di non lavori». E ancora, a un altro imprenditore a cui chiedeva la Gopro: «Dopo mi dici quant’è, te la sbatto dentro l’ultimo buono». In un’altra occasione:  «In questo lavoro c’è il pane, sono soldi subito e buoni». Per i cinque arrestati lunedì ci sarà l’interrogatorio di garanzia.

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