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Enedo Spa, allontanato l’incubo
dei licenziamenti:
da gennaio cigs ed esodo volontario

OSIMO - Niente fumata bianca nell'incontro svolto oggi tra azienda e sindacati in Confindustria ma c'è una data per la firma dell'accordo, fissata per il prossimo 2 dicembre. La cassa integrazione straordinaria durerà un anno, le eccendenze del personale potranno essere ridotte fino a 13, gli incentivi all'uscita si aggireranno sulle 20 mensilità. «Sotto l’albero di Natale è saltata la sorpresa della procedura di mobilità unilaterale annunciata dalla multinazione» commentano soddisfatti i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm
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Uno sciopero davanti alla sede di Enedo

 

 

L’accordo sindacale sarà firmato con ogni probabilità martedì 2 dicembre, ma per l’Enedo spa di Osimo sembra ormai del tutto scogiurata la minaccia dei 35 esuberi annunciati con la procedura di mobilità ad ottobre dalla multinazionale svedese. «Possiamo confermare che la sorpresa dei licenziamenti sotto l’albero di Natale è saltata dopo l’incontro di oggi nella sede di Confidustria perché, grazie anche alle aperture dell’azienda, siamo riusciti a sostituire la mobilità con la cassa integrazione per un anno» commenta soddisfatta Sara Galassi (Cgil Fiom) che insieme a Luigi Imperiale (Fim-Cisl) e Boris Basti (Uilm-Uil) sta tutelando i diritti degli 85 dipendenti del sito di San Biagio, quasi tutti impiegati.

«Ci sono soltanto piccole rifiniture da limare ma la sigla dell’accordo è attesa per il 2 dicembre. Il 28 dicembre non ci sarà quindi alcun licenziamento. – sottolinea la sindacalista della Cgil- Fiom Ancona – A gennaio partirà la cassa integrazione straordinaria mentre viene data la possbilità, a chi vuole, di uscire volontariamente con incentivi. Questo ci permetterà per i prossimi 12 mesi di tenere sotto osservazione l’azienda che può contare su un portafoglio di ordini di 40 milioni di euro nel 2022, di capire che cosa vuol fare e come procedere,  nella speranza che possano essserci ancora possibilità di ridurre ulteriormente gli esuberi. Abbiamo stabilito di fissare nuovi incontri sindacali nel corso del prossimo anno. I numeri sulle eccedenze non sono cambiati rispetto alla scorsa settimana e proprio su questo passaggio si stanno concentrando le ultime trattative».

Dai 35 esuberi iniziali si è scesi a 21, poi a 17 (con possibilità di ricollocazione di 4 unità al magazzino. «Da 21, insomma, potrebbero diventare 13 e noi auspichiamo che nel corso del prossimo anno questi numeri possano ulteriormente migliorare perché non incomberanno più i licenziamenti unilaterali pensati inizialmente dall’azienda. – conclude Sara Galassi – La procedura di mobilità resterà aperta ma solo ed esclusivamente su base volontaria. Dobbiamo ancora definire anche i termini e la quantificazione dell’incentivo all’esodo che dovrebbe aggirarsi sulle 20 mensilità ma dipenderà anche dal livello del lavoratore. Insomma la quadra è stata trovata, l’obiettivo è stato raggiunto, servono solo piccole rifiniture. La procedura di mobilità ha tempi precisi e imponeva una trattativa serrata e veloce perchè senza un accordo sindacale, l’azienda il prossimo 28 dicembre avrebbe potuto licenziare».

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