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Chiusura Caterpillar, Acquaroli:
«Decisione che calpesta la dignità
di lavoratori, territorio e istituzioni»

ANCONA - Il goverrnatore delle Marche commenta così la posizione senza ripensamenti della multinazionale intenzionata a non ritirare la procedura di mobilità per 270 dipendenti dopo il tavolo aperto questa mattina in Regione. L'assessore Aguzzi:  «Un conto è imporre una soluzione, un altro è discuterla, non possiamo accettare la scelta unilaterale di un’azienda che da un momento all’altro dichiara ‘non più competitiva’ un’intera produzione»
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L’incontro in Regione di questa mattina  tra i vertici aziendali della Caterpillar e i rappresentanti sindacali, alla presenza del governatore Acquaroli, dell’assessore Aguzzi e dei capigruppo consiliari

 

«E’ una decisione unilaterale. La subiamo passivamente senza avere l’onore del confronto e questo è un modo di fare che umilia e calpesta la dignità dei lavoratori, di un territorio, della nostra regione e delle istituzioni. Un atteggiamento inaccettabile che rappresenta un precedente assolutamente da scongiurare. Invito caldamente la proprietà a ritornare sulle proprie posizioni mostrando di avere a cuore l’interesse dei suoi dipendenti, nel rispetto dei basilari principi di etica aziendale, nonché di correttezza e lealtà». Francesco Acquaroli, presidente della giunta regionale delle Marche, commenta così il risultato atteso ma non arrivato oggi dall’incontro sulla vertenza Cartepillar. Il vertice si è  svolto questa mattina, a margine del Consiglio regionale e si è sostanziato nel primo tavolo ufficiale tra le parti coinvolte nella vertenza Caterpillar convocato dalla Regione, al quale hanno partecipato con Acquaroli, l’assessore al Lavoro, Stefano Aguzzi, tutti i capigruppo del Consiglio regionale con i rappresentanti sindacali delle sigle Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, che hanno incontrato l’amministratore delegato Jean Mathieu Chatain con i rappresentanti dell’azienda. La multinazionale è rimasta ferma nella sua decisione di chiudere il sito di Jesi dopo l’annuncio dell’avvio della procedura di mobilità per 270 lavoratori per abbattere i costi e trasferire il lavoro degli operai marchigiani nelle fabbriche del gruppo già attive in Messico e in Cina.

da sin. Jean Mathieu Chatain e Francesco Acquaroli

L’incontro, organizzato questa mattina nella sede della Regione Marche, è stato preceduto, pochi minuti prima, dalla risoluzione unitaria sulla vicenda dello stabilimento jesino, approvata all’unanimità in Consiglio regionale. «Il tavolo avviato oggi a livello regionale è la premessa necessaria per poter poi spostare la trattativa sul piano nazionale, coinvolgendo direttamente il Ministero del Lavoro e il Ministero per lo Sviluppo economico – ha ribadito in apertura l’assessore Aguzzi – a seguito delle posizioni espresse, molto dure, invitiamo i vertici della Caterpillar a riflettere sul ritiro della procedura e ad avviare una discussione in maniera seria e approfondita, nella quale troverà la collaborazione sia da parte dei lavoratori che da parte delle istituzioni. Un conto è imporre una soluzione, un altro è discuterla, non possiamo accettare una presa di posizione unilaterale di un’azienda che da un momento all’altro dichiara ‘non più competitiva’ un’intera produzione che coinvolge 270 lavoratori, famiglie e un intero territorio».

L’amministratore delegato della Caterpillar, Jean Mathieu Chatain, ha confermato la posizione assunta dall’azienda. I sindacati, rappresentati dai segretari regionali, Tiziano Beldomenico (Fiom), Luigi Imperiale (Fim) e Vincenzo Gentilucci (Uilm), hanno chiesto il ritiro immediato della procedura di mobilità per i 270 lavoratori dello stabilimento: unica azione concreta che al momento è in grado di garantire i presupposti necessari per l’avvio di un confronto sereno e condiviso con l’azienda, allontanando così lo spettro della scadenza del 24 febbraio, data prevista per i licenziamenti.

 



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