Porto turistico di Senigallia,
team di imprenditori pronto
ad investire per il suo rilancio

TURISMO - Regione, Comune e Cna faranno squadra per agevole l’insediamento di attività produttive e di servizio alle imbarcazioni da diporto. Dopo il sopralluogo con il governatore Acquaroli c'è la volontà di tentare di costruire un consorzio anche per allestire e rendere operativa la porzione da anni abbandonata

Il sopralluogo svolto al porto turistico di Senigallia convocato da Cna alla presenza del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, del sindaco Massimo Olivetti e della giunta comunale

 

 

Regione, Comune e Cna pronte a fare squadra per agevole l’insediamento di attività produttive e di servizio alle imbarcazioni da diporto. Si è svolto venerdì scorso, 1 aprile, uno speciale sopralluogo presso il porto turistico di Senigallia convocato da Cna e con la presenza del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli e della Giunta comunale di Senigallia capeggiati dal sindaco, Massimo Olivetti. Ad accompagnare le istituzioni, una nutrita rappresentanza di imprenditori della nautica e della città. Al centro del confronto lo stato dell’arte dell’infrastruttura portuale senigalliese e le azioni per un suo rilancio che ha trovato concordi tutti i partecipanti sulle proposte avanzate da Cna. «La Cna grazie ad un primo gruppo di imprenditori pronti ad investire nell’area portuale individuata per tale scopo, si è attivata per rispolverare vecchi progetti di inserimento rimasti nel cassetto e grazie all’intesa trovata con Regione e Comune – sottolinea il presidente provinciale, Maurizio Paradisi-. È il momento di mettere sul piatto un progetto e tentare di costruire un consorzio per allestire questa rilevante porzione del porto da anni completamente abbandonata».

«Gli imprenditori senigalliesi della Cna erano pronti già quindici anni fa ad investire nel porto, ma per varie ragioni si sono trovati costretti ad “emigrare” a Marina Dorica o al porto di Fano -fa eco Mario Mainero, presidente nazionale Cna Nautica-. Oggi, con immutato entusiasmo vorrebbero investire anche nella loro città, a condizione che siano parte di un progetto serio e lungimirante, ossia che veda condizioni di lavoro proficue e sostenibili. In altre parole, si dovrà cominciare dal rendere il fondale in grado di consentire accesso ad imbarcazioni di medie dimensioni e concordare con le Istituzioni competenti un lasso temporale di concessione nell’uso dell’area congruo per garantire il rientro dell’investimento effettuato».

«Il capoluogo del turismo regionale deve poter contare su un porto assolutamente efficiente e ben organizzato – conclude il direttore provinciale Cna, Massimiliano Santini– , per accogliere coloro che si muovono per mare, ma anche in grado di dotarsi di un polo di service assolutamente all’altezza delle esigenze delle imbarcazioni più moderne ed evolute». La Cna ha quindi in programma di organizzare un primo incontro tecnico ed operativo per consolidare l’interesse degli investitori e preparare insieme all’amministrazione comunale quanto richiesto dai dirigenti della Regione per avviare l’iter previsto.

«Facciamo diventare il nostro porto una boutique poiché ha tutte le carte in regola per esserlo», nel corso dell’incontro organizzato a Senigallia alla presenza, tra gli altri, del sindaco Olivetti e del presidente della Regione Francesco Acquaroli, anche il presidente di Timone Yachts Group Luigi Gambelli è intervenuto per riflettere sul futuro dello scalo senigalliese invitando ad aprire le porte «agli Yachts di media grande dimensione, in grado di far compiere un salto di qualità importante alla struttura e alla città stessa. Non parlo degli superyachts perché non siamo attrezzati ad ospitarli ma di imbarcazioni da 15 – 18 metri, ad esempio, sì, in quanto ne deriverebbero benefici molto significativi non solo per chi sta in porto ma per la città», ha sottolineato ancora Gambelli che ha anche ringraziato la Cna per «l’opportunità concessa con questo incontro”.

L’indotto, insomma, potrebbe ricavare conseguenze molto positive, secondo il presidente di Timone Yachts Group, dalla presenza di barche di dimensioni maggiori, «attrezzando poi aree idonee per quelle più piccole. Dico questo anche nel rispetto delle risorse spese per il porto di Senigallia che, alle condizioni attuali, non è in grado di produrre ricchezza per la città. Un peccato perché si trova in una posizione eccezionale, a due passi dal centro storico e sarebbe possibile una valorizzazione reciproca. Occorrerebbe avere i necessari servizi, adeguati ed utili, per le barche di minori dimensioni ma anche attrezzare lo scalo con ulteriori servizi per quelle di dimensioni maggiori i cui proprietari si fermerebbero volentieri a Senigallia, una città aperta ed ospitale che saprebbe bene come accogliere i visitatori. E, a sua volta, con la presenza di yachts aumenterebbero ancora i servizi, essendoci a quel punto la disponibilità economica necessaria, secondo un circolo virtuoso che non farebbe che bene a tutta Senigallia, ma in particolar modo al suo turismo”. Gambelli è poi intervenuto anche su un altro argomento, l’area cantieristica e delle manutenzioni, di fatto quasi pronta “ma davvero utile se venisse accompagnata da un progetto di sottopasso o sovrappasso delle ferrovia per far sì che possano entrare i mezzi».

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