L’erosione costiera già in atto da tempo nella baia di Portonovo è stata aggravata dalle recenti mareggiate che stanno riducendo le spiagge e mettendo a rischio gli stabilimenti balneari. Il dibattito di questi giorni, se n’è parlato anche ieri nel tevolo regionale, ruota attorno alle possibili soluzioni al problema: meglio puntare sulle scogliere sommerse o sull’arretramento degli stabilimenti balneari?
Questa mattina la criticità ambientale è tornata al centro del dibattito consiliare di Ancona. In vista della prossima estate l’argomento è stato sollevato da alcuni consiglieri di opposizione attraverso interrogazioni urgenti. Il consigliere Carlo Pesaresi (Diamoci del Noi) ha chiesto chiarimenti sulle intenzioni dell’amministrazione e sulle risorse disponibili per intervenire sul litorale. Ha inoltre messo in dubbio l’efficacia di interventi come ripascimenti e scogliere sommerse, barriere soffolte alla luce delle tesi scientifiche, proponendo piuttosto l’arretramento degli stabilimenti come soluzione più definitiva.
Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Rubini (Aic) che ha domandato degli aggiornamenti sia sul progetto di arretramento degli stbailimenti sia su eventuali nuovi ripascimenti previsti per il 2026. Ha inoltre sollevato il tema di una possibile zona di tutela ambientale a Portonovo («si sta parlando di una Ztp regionale che coinvolgerebbe anche il Parco del Conero»), chiedendo se il Comune sia coinvolto nel progetto. Infine Andrea Vecchi (Pd) ha sottolineato il legame tra erosione costiera e cambiamenti climatici, evidenziando la necessità di affrontare il problema in modo diverso rispetto al passato. Ha chiesto chiarimenti sull’efficacia delle scogliere sommerse e sul significato della introduzione di una figura di “manutentore invernale” per la gestione di Portonovo.
Il primo a rispondere per competenza è stato l’assessore Angelo Eliantonio che ha ricordato come il progetto di arretramento degli stabilimenti è già in corso («siamo stati i primi ad avviarlo») ma anche come rappresenti una strategia strutturale e non emergenziale. «L’amministrazione ha avviato un processo strutturale di arretramento degli stabilimenti come percorso complesso e pianificato nel tempo. Dal 2023 sono state avviate le procedure con richieste dei concessionari e successive attività di concertazione tra Comune, enti tecnici e Parco del Conero. – ha riassunto – Nel corso del 2024 e 2025 si sono svolti diversi tavoli tecnici per analizzare aspetti urbanistici, ambientali e amministrativi, inclusi valutazioni come Vas e Vinca e il coinvolgimento della Sovrintendenza. A dicembre 2025 la Giunta comunale ha formalizzato l’avvio dell’iter per l’approvazione del progetto unitario, coinvolgendo tutte le direzioni competenti. A marzo si è tenuto un ulteriore incontro con Regione e soprintendenza per coordinare il progetto con gli interventi di difesa della costa. Il percorso è già in atto, è complesso, ma le recenti mareggiate confermano la validità della strategia intrapresa» ha concluso Eliantonio.
Da parte sua anche l’assessore Stefano Tombolini ha chiarito che «l’arretramento non è una misura di difesa della costa, ma un modo diverso di gestire la presenza degli stabilimenti». Ha poi ricordato che «la costa è soggetta da sempre a fenomeni erosivi che nel tempo ne modificano la conformazione, quindi gli interventi devono puntare a mantenere l’attuale assetto attraverso opere di protezione. La normativa vigente prevede principalmente il ripascimento, con cicli quinquennali autorizzati dalla Regione Marche, ma questi interventi si sono dimostrati non sempre adeguati rispetto all’intensità crescente degli eventi. Per questo è stato necessario sviluppare una progettazione integrata, condivisa con Regione, Parco del Conero e operatori, che includa anche soluzioni alternative come barriere sommerse, reef ball o altri sistemi in grado di ridurre, di smorzare l’energia delle onde». L’assessore ha inoltre evidenziato che «tutti gli interventi dovranno essere valutati dal punto di vista ambientale e inseriti in un quadro organico di gestione della costa». A questo punto, richiamato dal presidente Simone Pizzi per il prolungarsi del suo intervento oltre il tempo consentito del regolamento consiliare, Tombolini piccato ha tagliato corto: «Non ho tempo, basta non rispondo più sulla zona di tutela ambientalistica».
Nella replica il consigliere Pesaresi ha espresso perplessità sulla reazione dell’assessore. «Tralascio l’atteggiamento dell’assessore Tombolini che trovo poco rispettoso, lei è sempre stizzito e ce l’ha sempre con tutti ma non siamo all’asilo. – ha commentato – Non ho mai parlato dell’arretramento come strumento di difesa della costa, ma come soluzione alternativa per affrontare i problemi della baia dal punto di vista degli operatori. Prendo atto positivamente che il progetto di arretramento sta andando avanti, ma rilevo una diversa impostazione rispetto a quanto detto dall’assessore, che sembra voler contrastare la natura mantenendo l’attuale situazione con strumenti che nel tempo si sono dimostrati inefficaci e che comportano spreco di risorse pubbliche. Mi pare inoltre che, per la stagione in arrivo, non ci siano interventi realmente efficaci previsti». Anche gli altri consiglieri di opposizione hanno criticato l’uso continuativo di fondi pubblici per interventi ritenuti inefficaci e temporanei e hanno evidenziato la mancanza di risposte sulle questioni della Ztp e del ‘manutentore invernale”.
(Redazione CA)
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