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Impronte preistoriche sul Conero:
la ricerca Unicam
al Museo archeologico delle Marche

ANCONA - Proseguono le indagini per capire a quale specie appartengano le orme scoperte nel comune di Sirolo. Lo studio è stato anche pubblicato sul numero di gennaio della rivista internazionale Cretaceous Research
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Una possibile ricostruzione di Siro

 

Impronte preistoriche trovate sul Monte Conero, la ricerca Unicam presentata al museo Archeologico nazionale delle Marche. Lo studio è stato fatto dal team composto dal biologo Alessandro Blasetti e dal geologo Giuseppe Crocetti, entrambi del museo delle Scienze di Unicam e dall’archeologo Luca Natali dell’Istituto italiano di Paleontologia umana di Roma. La ricerca è stata pubblicata sul numero di gennaio 2019 della rivista scientifica internazionale Cretaceous Research e presentata ufficialmente il 25 gennaio scorso al museo Archeologico nazionale delle Marche ad Ancona, in una conferenza organizzata dalla Soprintendenza delle Marche.

Un momento della presentazione

Presenti Stefano Finocchi, responsabile di Zona della Soprintendenza dell’area del rinvenimento, Nicoletta Frapiccini, direttore del museo Archeologico, il rettore Unicam, Claudio Pettinari, che ha sottolineato l’impegno del Museo delle Scienze di Unicam nel promuovere ricerche multidisciplinari che coinvolgono diversi settori scientifici come ad esempio quelli della chimica, della geologia, della fisica e di altre discipline presenti nell’ateneo. Gilberto Pambianchi, direttore del Sistema museale Unicam, ha evidenziato quanto il museo delle Scienze si dedichi ad attività di ricerca oltre a svolgere le funzioni di comunicazione e di divulgazione scientifica, ora possibile anche al recente acquisto di un mezzo mobile che consente di divulgare la scienza e le sue scoperte nel territorio.

Maurizio Piazzini, commissario dell’ente Parco naturale del Conero, si è detto disponibile a inserire nei prossimi progetti di finanziamento delle somme per valorizzare il sito del ritrovamento ed i risultati della ricerca. Luca Natali, autore della scoperta, ha poi illustrato la storia del rinvenimento avvenuto grazie, oltre che alla sua esperienza accumulata nel corso di anni di esplorazioni e ricerche scientifiche in Italia e all’estero, anche a delle particolari condizioni di luce radente che gli hanno consentito di notare quelle tracce sulle rocce delle falesie del Conero. Ne ha poi descritto le caratteristiche mostrando alcune immagini delle impronte rinvenute, relazionando anche sullo studio svolto unitamente al Museo delle Scienze Unicam. Giuseppe Crocetti ha illustrato le successive fasi dell’indagine geologica che hanno portato a dare delle risposte a domande che non sembravano avere una spiegazione. La pista fossile del Conero è molto importante perché rappresenta una conferma della possibilità di rinvenire tracce fossili lasciate da rettili marini, coevi dei dinosauri, su fondali marini profondi. Alessandro Blasetti ha descritto l’indagine che sta svolgendo per individuare chi ha lasciato quelle orme sulle falesie del Monte Conero, sottolineando come sia verosimile immaginare che antichi rettili marini potessero raggiungere notevoli profondità alla ricerca di cibo. Le indagini sono comunque ancora in corso ed i risultati non tarderanno ad arrivare. L’obiettivo è proseguire la ricerca e giungere, attraverso un approccio interdisciplinare, alla completa comprensione delle tracce e di chi le ha lasciate, che per ora è stato battezzato informalmente Siro in onore del comune di Sirolo all’interno del cui territorio è stato effettuato il rinvenimento.

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