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Incidente sulla piattaforma Eni:
«Non si può morire così»

ANCONA – Cordoglio e appello unanime a maggiori controlli di politica e sindacati dopo la morte di Egidio Benedetto. Cgil, Cisl, Uil: «Questo nuovo sacrificio umano si va a sommare alle 1.133 vittime del 2018». Ugl: «In mare si lavora in condizioni precarie»
martedì 5 Marzo 2019 - Ore 19:15
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Una piattaforma dell’Eni

 

 

Cordoglio misto a rabbia quello espresso da sindacati e politica per l’incidente di questa mattina su una piattaforma Eni a 60 chilometri dalla costa di Ancona, nel quale Egidio Benedetto, 63enne di San Salvo, ha perso la vita, intrappolato nella cabina della gru che stava pilotando e che è crollata, ferendo altri due suoi colleghi. «È un incidente grave le cui cause dovranno essere accertate con la massima celerità definendo le relative responsabilità – scrivono in una nota le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil –. In tal senso, esprimiamo la massima fiducia nei confronti della magistratura che si sta occupando del caso. Questo nuovo sacrificio umano si va a sommare alle 1.133 vittime sui luoghi di lavoro del 2018. Troppo spesso vediamo, al di là dello specifico caso, che i temi della sicurezza sono tanto ricordati quanto poco oggetto di applicazione. Chiediamo con forza che venga garantita la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, per quanto particolari e difficili possano essere: anche in quelli più impervi come quello accaduto oggi, in mare aperto».
«È possibile che per risvegliare le nostre coscienze in materia di sicurezza sul lavoro ci sia bisogno dell’ennesimo incidente? – si chiede Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl –. Lo scenario è preoccupante e necessita di maggiori tutele perché il settore marittimo include una schiera di personale qualificato che opera in mare in condizioni precarie. L’auspicio è che le istituzioni potenzino i controlli e i sistemi di segnalazione e prevenzione degli incidenti nelle attività di mare. L’Ugl continuerà a far sentire la sua voce con il tour Lavorare per Vivere in giro per l’Italia, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul delicato tema della sicurezza sul lavoro».
I parlamentari ed il gruppo regionale del Movimento 5 stelle, nell’esprimere vicinanza alla famiglia di Benedetto e ai due operatori della società Bambini di Ravenna ricoverati all’ospedale di Torrette di Ancona, sottolineano che, «in attesa di accertamenti e di conoscere le cause dell’incidente, la prevenzione e l’applicazione delle norme di sicurezza sono in ogni caso le tutele più grandi per la vita dei lavoratori, perché non si può e non si deve morire per queste fatalità che spesso sono prevedibili ed evitabili».
Secondo il consigliere regionale della Lega, Sandro Zaffiri, «l’incidente occorso questa mattina è la riprova che servono più controlli e più risorse per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, siano essi grandi impianti, capannoni e sedi di imprese, siano essi laboratori e ambienti di lavoro di più modeste dimensioni. Mi aggiungo al coro del commiato per il lavoratore che ha perso la vita nell’incidente, esprimendo sincera vicinanza ai famigliari. Non posso che tirare un sospiro di sollievo nell’apprendere, che gli altri due operai non sono in pericolo di vita».

 

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