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Prof impegnati in ospedale per il Covid,
ridotte le lezioni di Medicina
«Risolveremo le problematiche»

UNIVERSITA' - La questione è stata affrontata in un incontro telematico con il rettore, il preside di facoltà e il presidente del consiglio studentesco: l'obiettivo è raggiunge una quota di copertura delle lezioni del 100%
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La facoltà di Medicina

 

di Giampaolo Milzi

Il Coronavirus non rallenta più di tanto l’attività dell’Università Politecnica delle Marche (Univpm), ma qualche effetto collaterale si fa sentire eccome, soprattutto per gli studenti che il grande e prestigioso Ateneo di Ancona sono iscritti a Medicina e Chirurgia con sede a Torrette, dove la didattica tramite modalità on line si è ridotta del 20%, mentre per le altre facoltà – Ingegneria, Economia, Scienze e Agraria – siamo a livelli di copertura del 90% .  «Il fatto che il dato di Medicina evidenzi che venga assicurato l’80% delle materie d’insegnamento è un dato apparentemente positivo, ma che non va affatto sottovalutato – sottolinea Pasquale La Serra, presidente del Consiglio studentesco all’Univpm – perché per alcune materie tagliate fuori si avvicina la sezione d’esami estiva (da metà giugno in poi, ndr) e gli studenti rischiano di essere fortemente penalizzati».  A questo proposito, proprio per fare il punto sulle criticità della didattica, a fine marzo si è tenuto un incontro, tramite collegamento telematico, al quale hanno partecipato La Serra, il rettore Gianluca Gregori, i presidi delle varie facoltà, il direttore e il vicedirettore generale dell’ateneo e la dirigente dell’Area didattica. Intuibile la causa della maggiore criticità a Medicina: molti docenti sono impegnati nei vari ospedali e presidi sanitari proprio per prendersi cura delle persone positive al Covid 19. Situazione ben nota al preside di Medicina, prof. Marcello D’Errico. «Nel corso dell’incontro telematico,  il rettore e il prof. D’Errico si sono fatti garanti di risolvere al più presto tutte le problematiche relative alla didattica presentatesi dopo l’approvazione, il 4 marzo, del dpcm che ha sospeso le lezioni» spiega il presidente del Consiglio studentesco.

Didattica a distanza

Come? «Spingendo quei docenti, soprattutto, ripeto, di Medicina, che fino ad ora non si sono adeguati alle linee guida della didattica alternativa emanate dall’Università, a farlo». Ed eccole queste modalità alternative per le lezioni virtuali, attraverso specifiche piattaforme on line: presentazione di power point con slide e audio esplicativi; video-lezioni preregistrate fruibili dagli studenti in differita; lezioni in diretta. L’obiettivo è di raggiungere in tutte le facoltà, a cominciare da Medicina, una quota di copertura del 100%. L’altro capitolo, strettamente integrativo della didattica, ed in sofferenza, è quello dei tirocini – sospesi nella forma ordinaria in tutte le facoltà – sia quelli effettuati dagli studenti in aziende, sia all’ateneo.
«Anche su questo fronte i vertici dell’Univpm si sono impegnati a completare i tirocini che erano stati già iniziati e ad avviarne di nuovi sempre con progetti di fruizione telematica», annuncia La Serra. Coronavirus e diritto allo studio in genere, altro capitolo caldo. Ieri, in occasione di un incontro telematico del Consiglio d’amministrazione Univpm, i rappresentanti del Consiglio studentesco hanno presentato alcune propose, le stesse presentate il giorno prima in Senato accademico: la proroga dal 1 giugno al 31 agosto del termine di pagamento dell’ultima rata delle tasse universitarie, a beneficio degli studenti in particolari difficoltà economiche; la proroga dal 20 aprile al 20 maggio per la presentazione della domanda per sostenere l’esame di laurea. Entrambe le proposte sono state approvate. «Ci tengo quindi a ringraziare il rettore e l’amministrazione d’ateneo per la sensibilità fino ad ora dimostrata nei confronti delle esigenze degli studenti» commenta La Serra. Il Consiglio studentesco ha inoltre chiesto al rettore di attivarsi affinché l’ente Regione, in collaborazione con l’Erdis (Ente regionale diritto allo studio), istituisca un fondo straordinario per l’erogazione di contributi, a sostegno dell’affitto, per gli studenti fuori sede (il 30% di altre regioni su circa 15mila iscritti complessivi) alloggiati in appartamenti privati. Di più: appello all’Erdis perché venga concesso più tempo – cioè fino al 30 settembre anziché fino al 10 agosto – agli studenti che ritengono di presentare domanda per accedere alle borse di studio, per conseguire i criteri di merito richiesti per il beneficio, oppure di abbassare il numero dei crediti. Richieste che sono in fase di valutazione e che saranno esaminate anche in sede di Coordinamento degli atenei marchigiani, al quale partecipa anche un rappresentante della Regione.  Per concludere, nota positiva per quarto riguarda i due Sportelli di ascolto degli studenti (per vari problemi, compresi quelli di tipo psicologico legati allo studio), uno ad Ingegneria uno all’ospedale regionale di Torrette, entrambi attivi in modalità telematica.



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