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Vaccini bluff, nuovi interrogatori:
il dipendente comunale tace dal Gip
Uno degli indagati: «Avevo paura»

MAXI INCHIESTA -Tra le persone sentite Mirko Bianchini, ex componente dello staff del sindaco di Civitanova: si è avvalso della facoltà di non rispondere
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Scena muta del dipendente del Comune di Civitanova indagato nell’inchiesta sulle false vaccinazioni. Oggi al commissariato di Civitanova si è svolto l’interrogatorio di Mirko Bianchini, assistito dall’avvocato Tiziano Luzi. Il dipendente del comune di Civitanova, fino a luglio del 2020 componente dello staff del sindaco Fabrizio Ciarapica e già candidato della Lega a Porto Sant’Elpidio, che deve rispondere di corruzione, peculato e falso, così come gli altri indagati (in tutto 50) nell’indagine della procura di Ancona che ha coinvolti 19 persone del Maceratese tra cui il ristoratore Daniele Mecozzi, titolare del ristorante Casablanca, finito agli arresti domiciliari. Per la procura Mecozzi sarebbe stato uno dei tramiti con l’infermiere Emanuele Luchetti, 50 anni, colui che materialmente, all’hub Paolinelli di Ancona, avrebbe finto le somministrazioni di vaccino dietro al pagamento di denaro tra le 350 e le 400 euro versate da persone che volevano ottenere il Green pass. L’infermiere è stato interrogato la scorsa settimana e ha confessato di aver fatto false somministrazioni di vaccino (è lui l’unico indagato a trovarsi in carcere).

vaccini-bluffBianchini oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha invece risposto alle domande Giorgio Ferracuti, 45enne di Morrovalle, assistito dall’avvocato Vanni Vecchioli. Nel corso dell’interrogatorio Ferracuti, che sarebbe una delle persone che hanno ricevuto il vaccino per finta, secondo la procura, ha ammesso le sue responsabilità e ha raccontato la sua versione dei fatti. Ha chiarito di non essere un no vax, e il problema è che, ha spiegato in udienza, è reduce da una operazione e aveva paura.

Negli scorsi giorni è stato invece il turno dell’avvocato Gabriele Galeazzi il cui ruolo sarebbe stato di intermediario tra l’infermiere e chi non voleva fare il vaccino. Galeazzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale si trova agli arresti domiciliari. A questa stessa misura sono sottoposti gli altri presunti intermediari: l’anconetano Stefano Galli, 50 anni, e la romena di 41 anni Daniela Maria Zeleniuschi.

(Gian. Gin.)



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