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Mancinelli e Bentivogli,
via alla svolta laburista del Pd

ANCONA – «Che il lavoro torni al centro del programma politico del partito e di tutto il centrosinistra», aiuti e tutele a chi un’occupazione non ha, stop alle correnti e ascolto e tutela delle minoranze interne ai democratici, pace in Ucraina. Questo e molto altro nel documento che verrà proposto all’assemblea generale di gennaio e spiegato ieri ai militanti locali

Mancinelli e Bentivogli

di Antonio Bomba (foto Giusy Marinelli)

Il Partito Democratico riparta dal lavoro e dal rispetto delle minoranze interne.
È questa in ampia sintesi la proposta dei firmatari di ‘Un nuovo inizio, laburista’. Un progetto nato da membri ed esponenti del Pd stesso e a cui hanno collaborato anche intellettuali senza tessera ma che si riconoscono negli ideali del centrosinistra. Il manifesto, i suoi contenuti e le sue idee, verranno portati all’assemblea costituente del partito che avrà luogo tra il 20 e il 22 gennaio e farà da preambolo alle primarie per eleggere il nuovo segretario nazionale dei Dem a febbraio.
A presentare la proposta ad Ancona, ieri nel tardo pomeriggio alla sala congressi del Conero Break, due dei principali protagonisti della svolta laburista richiesta per il Pd: Marco Bentivogli e il sindaco Valeria Mancinelli. Ad ascoltare interessati tanti iscritti di nuova e vecchia data al Partito

Un momento dell’incontro

Democratico, ma anche semplici cittadini che si riconoscono nell’area politica di cui i democratici erano e restano il partito di riferimento per tesserati e voti ottenuti alle ultime elezioni.
A prendere la parola per primo è stato proprio Bentivogli che ha esordito con una sorta di battuta ironica: «Oggi facciamo una cosa insolita: parliamo di idee e contenuti». Poi, più serio «Perché i contenuti sono importanti. E dopo la sconfitta del 25 settembre occorre avere grande consapevolezza di cosa è accaduto e cosa sta accadendo. Perché è vero che solo chi fa sbaglia. Ma occorrerebbe che gli errori non siano sempre gli stessi altrimenti significa che non si è imparato nulla da essi». Bentivogli va avanti nell’analisi supportando la propria visione con dei dati: «Se vogliamo prendere per buoni i sondaggi, dalle elezioni ad oggi il Pd ha perso un altro 3% che non è finito nemmeno nel terzo polo, ma al m5s. Fratelli d’Italia è cresciuto e adesso, sempre stando ai sondaggi, il centrodestra è sopra di 20 punti al centrosinistra».
Questo per l’ex segretario nazionale della Fim-Cisl significa solo una cosa: «La classe dirigente non rappresenta le idee e non trasmette le risposte che chiedono gli elettori. Per questo motivo abbiamo deciso di riunirci – Bentivogli

Ilaria Ramazzotti

cita anche sindaci piddini come Giorgio Gori e Carlo Salvemini e intellettuali esterni come Federico Butera – e mettere qualche punto fermo».
Al centro del documento come detto la grande questione del lavoro perché «In campagna elettorale era presente nel programma del Pd, ma esposto in modo tale da non suscitare interesse ed emozioni». Il quadro della situazione è descritto sempre con il supporto dei numeri: «I tassi e gli indici italiani sull’occupazione sono inferiori agli standard richiesti dall’Europa. E la gran parte dei contratti a tempo indeterminato sono per gli over 55. Significa che qualcosa nelle politiche sul lavoro adottate sin qui non ha funzionato». Sulle misure a sostegno della disoccupazione invece: «Bene il reddito di cittadinanza. Riteniamo vada reso più penetrante ed efficace e non vada eliminato del tutto. Ci rifacciamo ad esempio ad un recente

Moreno Micucci

rapporto della Caritas che ci dice che oltre il 40% dei poveri non riceve alcun sussidio».
Tutto questo anche per «Arrivare a colmare quell’assoluta necessità di recuperare la credibilità che la politica ha perso agli occhi dei cittadini. Occupandosi quindi del bene comune e degli esseri umani in modo concreto e non retorico». Altro punto fisso al centro del programma laburista trattato ieri, la politica internazionale con la pace in Ucraina vista e raggiungibile con «Un cessate il fuoco e la Russia che si ritira da tutti i territori occupati. Questo senza alcuna ambiguità. Perché essa in politica estera porta alle guerre». Infine l’organizzazione interna al partito stesso che «Deve essere aperto a idee differenti per costruire qualcosa di nuovo, dove la maggioranza che prevale non sopprime o espelle chi la pensa in modo differente ma anzi la tutela. Basta dunque con gruppetti, caporali e correnti varie, la gente non ne può più di queste cose e questi discorsi. La classe dirigente può essere cambiata, la carta dei valori no».
«Il dibattito e le divisioni all’interno di un partito – inizia a parlare Valeria Mancinelli – sono alla

Silvano Bragaggia

base per crescere, migliorarsi e trovare poi una linea comune e coerente all’interno dell’intera organizzazione. Ci si arricchisce tutti e si convive meglio». «Il partito che vorrei? Sia basato – prosegue il sindaco – su idee e contenuti concreti abbandonando slogan e tifoserie varie. È una questione di metodo e di idee differenti che potrebbero anche unire, non solo dividere».
Mancinelli fa un esempio pratico basandosi sempre sul lavoro: «Quale dovremmo tutelare? Solo quello dipendente? Dovremmo delegare agli altri le necessità degli autonomi e di chi svolge lavori particolari, le famose partite Iva? Alcuni sostengono che occorrerebbe rappresentare anche gli imprenditori. Ecco perché serve dialogare e confrontarsi. Ognuno porta le proprie idee poi si trova una linea comune e la si segue». Sono poi intervenuti Silvio Mantovani, Silvano Bragaggio, Moreno Micucci, Ilaria Ramazzotti, Marco Lucchetti, Jacopo Falà, Federico Quaresima, Matteo Sticozzi e Lucilla

Marco Lucchetti

Nicolini. Ognuno ha portato le proprie idee, proposte e critiche e preoccupazioni. Ne è emerso che tra i problemi da risolvere vi è la necessità di una nuova legge sui partiti, il finanziamento pubblico ad essi, un ritorno al proporzionale abbandonando il maggioritario, la gestione delle privatizzazioni, il job act e la questione del sud.
«Serve autocritica. Molte delle cose fatte – ha concluso Bentivogli – dal nostro stesso partito erano necessarie ma fatte con modalità sbagliate. Penso ad esempio alle privatizzazioni. Non si deve aver paura di scontentare gli evasori fiscali perché ad esempio la fattura elettronica ha portato 3 miliardi in più nelle casse dello stato. Ma allo stesso tempo sbaglia ed è fuoristrada chi vede in ogni lavoratore autonomo, in ogni partita iva, un evasore fiscale. Diritti come ferie, malattia, salario minimo, sono e debbono essere un patrimonio per ogni categoria di lavoratore». Il sindaco Mancinelli ha poi annunciato un nuovo incontro ‘laburista’ previsto tra le festività di Natale e capodanno. Il tema sarà ‘Offerta e domanda di lavoro’.

Iacopo Fala

Federico Quaresima

Matteo Sticozzi

Silvio Mantovani

Un momento dell’incontro

Un momento dell’incontro

Un momento dell’incontro

Un momento dell’incontro

Alessandro Pavlidi

Andrea Vecchi

Fala Mangarelli Maiolini

Mancinelli e Bentivogli

Mancinelli e Bentivogli

Mancinelli e Bentivogli

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