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Effetto Calenda: ‘Progetto Ancona’
resta unito, per ora

ANCONA - Il tentativo di campagna acquisti effettuato venerdì scorso del leader di Azione ha creato una frattura al momento insanabile con il Pd. Nonostante tutto la coalizione dorica di centrosinistra che nel 2023 proporrà Ida Simonella a sindaco della città non pare correre pericoli essendo l’attuale assessore al bilancio «un nome valido». Ma sarà così anche in caso di ulteriori scossoni?
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Carlo Calenda ad Ancona venerdì scorso (foto pagina Fb ufficiale)

 

di Antonio Bomba

 

A voler fare un pò gli ironici verrebbe da chiedersi: «Ma c’è qualcuno che ha posto un minimo di attenzione sul libro di Carlo Calenda La libertà che non libera»? Perché il dubbio lasciatecelo dire ci sorge. Lecito e spontaneo. Non certo per la qualità dell’opera letteraria offerta dall’ex ministro. Per carità. Non ci permetteremmo mai. Quanto piuttosto per il fatto che l’attenzione nazionale e locale è stata posta tutta sulle dichiarazioni politiche rilasciate dallo stesso prima e dopo la presentazione del libro, il 2 dicembre al ridotto delle Muse. Anzitutto da Ancona Calenda ha chiuso definitivamente la porta al governo Meloni, sia per un appoggio interno che esterno.
Poi è passato ad attaccare il Partito Democratico, nazionale e, indirettamente, anche locale, facendo però complimenti qua e la agli amministratori locali.

Il ridotto delle Muse gremito di pubblico per ascoltare Carlo Calenda

«Onestamente – ha spiegato l’onorevole – non so perché Valeria Mancinelli stia nel Pd, ma questo forse lei lo spiegherà a voi. Amministratori validi come lei e Giorgio Gori, davvero non capisco cosa ci facciano nel Pd». Poi, sempre più nello specifico: «Non vivo ad Ancona, ma i miei qui, penso soprattutto a Tommaso Fagioli, mi dicono che Valeria Mancinelli ha governato bene ed infatti Azione l’ha sempre appoggiata. Io – prosegue – non ho pregiudiziali contro nessuno a parte il Movimento 5 Stelle perché governare con i grillini è impossibile». Infine la considerazione che da anni è oggetto di vanto o scherno a seconda di come la si pensi sul sindaco Mancinelli: «Se non ricordo male, alcuni anni fa ha vinto il premio come miglior sindaco del mondo». Apriti cielo. E adesso senza Mancinelli Azione esce da Progetto Ancona e abbandona Ida Simonella al proprio destino? La politica anconetana è destinata a cambiare profondamente? Ecco, proprio no almeno per adesso. Perché Calenda specifica che: «Abbiamo appoggiato Simonella perché era una candidatura convincente» specificando poi però di non conoscerla a fondo ma di fidarsi del parere dei membri locali di Azione. La coalizione quindi regge. Ma l’amore tra i partiti no.

Non che ci sia mai stato specie in ambito nazionale tra Pd e Az, ma adesso la sfida a cielo aperto si trasferisce anche dalle nostre parti. Il Pd accusa senza mezzi termini Calenda di ingerenza e soprattutto di tentare una bieca, parole loro, campagna acquisti. Il primo a partire diretto e senza fronzoli è Jacopo Francesco Falà, segretario provinciale del Pd: «La sortita anconetana di Carlo Calenda – si legge nel comunicato – con il suo maldestro tentativo di campagna acquisti è tanto ridicola quanto inopportuna. La tragedia politica di Calenda è umanamente comprensibile: ad Ancona, il suo partito è già stato oggetto di un fenomeno di dimissioni di massa che ha lasciato solo pochi iscritti. Inoltre, è notizia proprio di oggi, ben 31 membri del Direttivo romano di Azione si sono dimessi, causando la decadenza dell’intero organismo, ora commissariato. Le motivazioni di queste dimissioni sono perspicue: “Rassegniamo le nostre dimissioni dalla Direzione romana per il venir meno del rapporto di fiducia con l’attuale segreteria a causa di una gestione personale e personalistica del partito, la mancanza di momenti di aggregazione e di discussione interna, l’assenza di lavoro politico sul territorio”».

Jacopo Francesco Falà

«Per via di modalità di gestione discutibili, – rposegue Falà – Calenda ha tradito la fiducia dei suoi iscritti e ora tenta di fare proselitismo nel Pd. Un atteggiamento non rispettoso nei confronti del nostro partito. Azione e Partito Democratico sono forze che potrebbero e dovrebbero dialogare, non rubarsi vicendevolmente iscritti. Il problema è che Azione, a causa del settarismo di Calenda, rifiuta ogni tipo di confronto con il Pd. Per esempio, Azione avrebbe potuto rispondere positivamente all’invito che abbiamo lanciato per un incontro tra i segretari provinciali delle forze di centrosinistra che terremo il prossimo martedì 6 Dicembre a Jesi. E invece, si nega anche solo per sedersi al tavolo, per discutere, per avviare un confronto. Non mi sembrano gli atteggiamenti costruttivi di cui avremmo bisogno per costruire un progetto credibile e sconfiggere la destra. Sempre che la destra la si voglia sconfiggere, o forse si preferisce stringerci subdole alleanze. Mi permetto di fornire un consiglio non richiesto a Calenda: se vuole fermare l’emorragia di iscritti, l’esodo e la fuga complessiva di militanti ed elettori, invece di mettere in atto improbabili opa sul Pd, più proficuamente potrebbe provare ad assumere un atteggiamento dialogante non solo verso la Meloni, ma anche verso il popolo del centrosinistra. Molti ‘azionisti’ non sono affatto contenti di accodarsi a politiche di estrema destra, di andare a braccetto con Fratelli d’Italia, di sposare l’azione di questo governo. Provi a portare rispetto per le posizioni di chi ritiene ancora valide le ragioni del centrosinistra, vedrà che ne otterrà risultati positivi».

Alberto Losacco

«Calenda ad Ancona ci aiuti a sconfiggere la destra – aggiunge Alberto Losacco, senatore piddino e soprattutto commissario per la regione Marche del Partito – abbandonando maldestri tentativi di opa sui nostri dirigenti e le offese nei confronti dei nostri iscritti. Usare le imminenti scadenze elettorali come occasione per generare tensioni ad arte è un segnale di poca attenzione e sensibilità per questa città. Calenda abbia più rispetto per questo territorio e per la città di Ancona, dove bisogna lavorare per garantire un’amministrazione che continui il buon lavoro di questi anni. Tutti si sentano impegnati per questo e soltanto per questo».

Tommaso Fagioli e Carlo Calenda

La risposta di Tommaso Fagioli alle critiche mosse dai due esponenti del Pd non sono tardate ad arrivare: «Nessuna dimissione di massa -specifica il coordinatore regionale del partito fondato da Carlo Calenda – Azione ad Ancona perse sette iscritti nel 2020 dopo la ‘questione’ Sanna. Il risultato delle ultime elezioni politiche dimostra che il partito sta crescendo nelle Marche, a dispetto di quanto sostiene il Pd». «Azione – va poi avanti Fagioli allargando il discorso – dialoga con il Pd senza pregiudiziali, come ha spiegato anche Calenda. Un dialogo possibile dove ci sono candidati capaci come Ida Simonella, che abbiamo contribuito ad eleggere alle primarie. Ma forse per il segretario Falà la provincia di Ancona finisce alle porte del capoluogo. Per quanto riguarda il tavolo del centrosinistra a Jesi non vi parteciperemo – conclude Fagioli – perché come abbiamo più volte puntualizzato, laddove il Pd si pone in ottica riformista noi ci siamo, mentre quando va ‘a braccetto’ con i 5 Stelle non può esserci intesa in quanto le visioni sono diametralmente opposte”.

Un incontro del M5S Ancona

Tirato più volte in ballo, il M5S ha risposto in modo molto sarcastico a tutti: «ll Movimento 5 stelle di Ancona – si dichiara nella prima parte – esprime la sua gratitudine a Calenda, Mr. confindustria, che, nel suo intervento alle Muse il 2 dicembre, ha saputo evidenziare mirabilmente una serie di concetti certamente condivisibili: La Mancinelli non ha nulla a che fare con la sinistra. Il Pd, che si è già presentato debole e diviso alle primarie dove, ricordiamo, con un battage pubblicitario degno di miglior causa ha messo insieme meno di 4000 voti, equamente divisi tra i due candidati, è disorientato e spaccato nel profondo, tanto che numerosi suoi esponenti di spicco hanno risposto al richiamo di un uomo, il sor Calenda appunto, che come partito li ha già sedotti e abbandonati sanguinosamente due volte. Nell’indicarci come l’unica forza con cui non può colloquiare – qui ha inizio la seconda parte – Calenda, fresco reduce da una offerta di collaborazione alla Meloni, ci riconosce come unico soggetto non assimilabile, quindi sostanzialmente diverso dagli altri. Per tutti coloro che non sono soddisfatti della politica predatoria, della spartizione e dei compromessi che lui chiama ‘governare’, il Movimento 5 Stelle è di fatto l’unica reale alternativa, nel paese ed ‘in’ Ancona. Grazie, Carlo. Noi non avremmo saputo dirlo meglio».

Andrea Raschia

Mentre un appello alla non divisione del centrosinistra che passa però attraverso l’ascolto di chi in esso vuole un cambiamento arriva dall’ex sindacalista Andrea Raschia. In un comunicato inviatoci, dopo aver esaltato il senso delle primarie come grande simbolo di democrazia e partecipazione da cui tutta l’Italia dovrebbe prendere spunto per ripartire, entra nello specifico e dichiara: «Primarie che -contrariamente a quanto affermano alcuni- non spaccano gli schieramenti. Nel caso del centrosinistra la spaccatura, certificata dalle recenti elezioni, è il risultato disastroso di una politica guidata da egoismi, personalismi e leaderismo autoreferenziale. Con buona pace degli interessi generali. Condizione oggettivamente non più tollerabile. È quanto emerge anche dall’esito di questa prova. Ciò che colpisce, infatti, non è tanto lo scarto finale tra i contendenti, davvero un pugno di voti, ma la delusione espressa in queste ore da quanti leggono il risultato come sconfitta e mortificazione di un’idea più grande e ambiziosa: l’occasione di rinnovamento vero e profondo della politica. Guai se questo diffuso sentimento venisse avvilito ancora una volta. Coltivarlo con cura e farlo crescere è invece compito per tutti. L’esperienza di questi anni, per concludere e rimanere sui temi locali, dimostra che l’esigenza di una politica lungimirante, attenta al territorio e ai diritti delle persone, aperta, disponibile e gentile al tempo stesso; capace di trasmettere emozioni e creare entusiasmo per alimentarsi di energie positive, rimane intatta. E pretende ancora risposte adeguate a far capo dal saper coniugare concretamente buona e onesta amministrazione e rigenerazione partecipativa. Ecco come riconquistare un’egemonia per la quale sarà decisivo il tema delle alleanze, per vincerle davvero le elezioni e battere la destra che anche ad Ancona ha dimostrato la propria forza. Tema che esige chiarezza, fin d’ora. E comportamenti coerenti e responsabili. Per tutto questo faremmo bene a non perderci di vista».

Matteo Vichi

A margine ed in aggiunta alla guerra tra Pd e Azione, va anche specificato un dubbio, a dire il vero sorto più agli elettori che a Simonella e ai restanti partiti di ‘Progetto Ancona’, ma che comunque di poco conto non è visto che poi la croce sulla scheda devono metterla loro. Esso riguarda la posizione del Partito Socialista Italiano, la cui direzione regionale nei giorni scorsi aveva annunciato che avrebbe corso da sola a tutte le prossime comunali. «Ma come, usciamo adesso da Progetto Ancona? Subito dopo le primarie? Perché questo strappo?» Si sono chiesti i tanti elettori del partito. «Nulla di tutto questo – specifica Matteo Vichi, consigliere comunale ad Ancona e membro della segreteria regionale da noi raggiunto telefonicamente – restiamo saldamente dentro la coalizione Progetto Ancona». «Semplicemente – va avanti l’ingegnere a spiegare – il regionale ha recepito la direttiva impartita dal nazionale di presentarsi da soli dove non vi sia un programma di centrosinistra serio su cui puntare. Nel caso di Ancona pertanto il dubbio non si pone». Specialmente per lei apertamente schierato anche alle primarie della coalizione con Ida Simonella che poi ha vinto: «Assolutamente – conferma Vichi – ero apertamente e fortemente schierato con Ida Simonella. Ho avuto modo di apprezzarla vedendola a lavoro, e lavorandoci a stretto contatto, per 9 anni e quindi la appoggio pienamente nella sua corsa a sindaca». E i contenuti del libro di Calenda? Questi sono tutti un’altra storia.



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