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Sanità e viabilità agitano
il confronto elettorale:
scintille tra i candidati sindaci

OSIMO – All’auditorium ‘Cinema Concerto’ ieri pomeriggio il dibattito organizzato da Cgil, Cisl e Uil in vista del voto delle Comunali di giugno. Presenti tutti e tre gli sfidanti: Michela Glorio (centrosinistra), Sandro Antonelli (coalizione civica) e Francesco Pirani (Liste civiche,Udc e FdI)

I tre candidati sindaci di Osimo al confronto elettorale organizzato da Cgil, Cisl e Uil

 

 

Si è parlato di sanità e welfare, sviluppo, lavoro e viabilità per la Osimo del prossimo quinquennio nel confronto tra i tre candidati sindaci organizzato ieri pomeriggio dalla segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil al’auditorium ‘Cinema Concerto’. Questioni analizzate e filtrate in un visione geografica più ampia, quella della Valmusone che rendono la quarta città per popolazione della provincia di Ancona (34.870 abitanti), capofila di un bacino di utenza di quasi 70 mila abitanti, «la terza area più importante delle Marche dopo Ancona e Civitanova» a detta di Tiziana Mosca (Cgil), Alessandro Mancinelli (Cisl) e Giorgio Andreani (Uil). Problemi, per i quali hanno proposto soluzioni concrete, in risposte da 4 minuti di tempo ciascuno e a turno, Sandro Antonelli (Osimo al Centro, Rinasci Osimo, Progetto Osimo, Osimo Futura, Osimo Libera, Civitas Civici-Azione); Michela Glorio (Pd, Energia Nuova, Movimento 5 Stelle, Ecologia e Futuro, Popolari per Osimo, Uniti per Glorio, OsiAmo, e Michela Glorio sindaco) e Francesco Pirani (Su la Testa, Patto sociale, Osimo democratica e solidale, Lista Pirani sindaco, Lista Latini-Udc, Fratelli d’Italia). In un clima disteso e improntato alla correttezza politica, non sono mancate scintille e frecciatine tra i candidati alla fascia tricolore, i tre attesi sulla scheda elettorale.

da sin. Francesco Pirani, imprenditore di 59 anni;  Michela Glorio funzionaria impegnata nella gestione dei fondi europei di 41 anni, e Sandro Antonelli ingegnere di 56 anni

SANITA’ – Sandro Antonelli nel ricordare che nel 2026 sarà inaugurato il nuovo Inrca di Camerano e su come, dopo il trasloco dei reparti, il Ss Benvenuto e Rocco resterà un contenitore vuoto, ha evidenziato che «il problema dell’ospedale di Osimo è riposto nell’essere passato dalla gestione Asur a quella dell’Inrca. Il nostro presidio, per questo, non ha ricevuto i finanziamenti del Pnrr. Si è persa questa opportunità e purtroppo per il nostro Comune non è prevista ne’ una Casa di Comunità, ne’ un Ospedale di Comunità dei 29 programmati dalla Regione Marche nel Piano sanitario. Il primo impegno sarà quello di avviare un dialogo importante con la Regione perché il Piano sanitario possa essere rivisto. Osimo ha tutte le caratteristiche ed i requisiti per ospitare sia l’una che l’altra struttura. Abbiamo all’interno della nostra compagine forze governative che ci possono sostenere in questo dialogo. Nell’attuale ospedale dovrebbero essere ricollegati tutti gli ambiti sanitari per una sanità di prossimità, a servizio del cittadino». Michela Glorio ha concordato con Antonelli sull’importanza della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità. «La nostra coalizione vuole che sia valorizzato l’ospedale di Osimo – ha sottolineato – perché è una struttura pubblica dove non si paga affitto e che rischia davvero di diventare un contenitore vuoto come è successo negli anni ‘80 per il Muzio Gallo. All’interno dello stesso edificio vanno concentrati il Centro di Salute Mentale, il punto prelievi, la Diagnostica, la continuità assistenziale, la diagnostica di famiglia e tutta una serie di servizi integrati con i Servizi Sociali. In accordo con i Comuni della Valmusone poi si potrebbe trovare l’accordo sull’Ospedale di Comunità. Oggi la Regione del suo Piano sanitario prevede 40 posti per la Valmusone però 19 sono già stati realizzati all’ospedale di Loreto. La proposta è quella che i restanti 21 posti sino attivati nell’ospedale di Osimo. Mi piacerebbe anche istituire la quarta casa di riposo, le tre attuali hanno liste d’attesa di due anni». Francesco Pirani ha, invece, posto l’accento su come «non sia tanto importante dover raggiungere un ospedale strutturato con tecnologie e con professionalità lontano magari 10 minuti di strada per i problemi di emergenza. Vorrei invece anche io in città i Poliambulatori e la Casa della Comunità che permetterebbero di risolvere i miei problemi di salute con largo anticipo rispetto all’ospedalizzazione. E andrebbero collocati in una struttura facile da raggiungere, magari con un parcheggio davanti. Vorrei anche un Pronto soccorso che mi stabilizzi in caso di problemi cardiaci e mi permetta di rimanere in vita prima di raggiungere la struttura d’eccellenza. Queste sono le priorità assolute. Poi serve un laboratorio analisi efficiente, con prenotazioni piuttosto rapide rispetto alle mie esigenze. La sanità non è una competenza strettamente comunale quindi è necessario interloquire con i soggetti istituzionali, la Regione. La composizione politica della mia coalizione me lo permette grazie a un allineamenti istituzionale. Il Comune può, invece, interagire sulla prevenzione con politiche mirate su educazione, stili di vita o alimentazione».

SOCIALE – Michela Glorio ha rammentato che per il settore sono stati investiti «ben 5 milioni di euro, a questa cifra ci siamo arrivati solo nel 2023. E’ stato frutto di investimenti continui negli anni,. Questo significa avere aumentato l’assistenza agli anziani, l’assistenza domiciliare, l’assistenza scolastica ai disabili. Sono state supportate le famiglie soprattutto quelle che hanno i figli a scuola. E’ stata abbattuta la quota fissa della tariffa mense, attivata una serie di servizi per i disabili, per gli anziani, per le famiglie per i giovani. Insomma il Comune ha investito. Abbiamo introdotto gli inserimenti lavorativi per i soggetti svantaggiati e vogliamo continuare su questo binario, con un’attenzione particolare al mondo della disabilità abbattendo anche quelle che sono le barriere architettoniche, con attenzione alla Filo del Filo d’Oro che ha sede ad Osimo. E come donna ritengo importante la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Vorrei attivare pertanto con un altro asilo nido ad Osimo e programmare con gli istituti scolastici l’allungamento degli orari di permanenza nelle scuole». Francesco Pirani ha subito obiettato che «i 5 milioni di euro non sono solo del bilancio del comune di Osimo ma dell’Ambito 13. Vuol dire di 7 Comuni e quindi quei 5 milioni sono un numero riferito all’attività svolta su un territorio di circa 80-85.000 abitanti». Ha rilevato poi che oggi ad Osimo «c’è mancanza di punti di aggregazione. Il nostro territorio, a livello di periferie, è stato abbandonato. Servirebbero campi da bocce e casette in legno dove gli anziani possono riunirsi e fare chiacchierate. Costano poco ma risolvono molto. Idem per gli adolescenti. Per quanto riguarda invece l’incremento dei minori ospitati alle comunità, quello è di competenza della magistratura minorile. Il Comune dovrebbe però intervenire preventivamente per risolvere tante situazioni prima della degenerazione che comporta traumi per la famiglia. La povertà poi si combatte con il lavoro e il Comune può aiutare i suoi cittadini anche solo semplicemente a fare l’iscrizione ad una società interinale per l’occupazione o per compilare un curriculum». Sandro Antonelli ha esordito ribattendo che «sulla sanità ci sarebbe potuto essere l’impegno da parte dell’Amministrazione uscente per far rientrare Osimo nel Piano sanitario almeno per la Casa della Comunità. Quello che è stato detto sul Sociale è importante e significativo ma parlando, ad esempio, con le famiglie con problematiche di disabilità, abbiamo appreso che si sono spesso trovate in difficoltà per non essere state seguite in maniera adeguata. Spesso inoltre si trascurano le persone che aiutano all’interno della famiglia. Ecco perché la mia coalizione si propone di attivare un Osservatorio permanente a beneficio anche di tutte le famiglie che hanno queste problematiche, affinché vengono sostenute nell’assistenza quotidiana. L’associazionismo poi ha bisogno di sostegno concreto che dovrebbe passare anche attraversi la messa a disposizione di spazi. Accade che le associazioni spesso devono pagare sobbarcandosi affitti costosi. Questi spazi dovrebbero invece essere individuati negli immobili comunali inutilizzati, mettendoli a norma e reperendo i fondi».

SVILUPPO E LAVORO – Francesco Pirani immagina un modello di sviluppo territoriale basato su «rete e qualità. Commercio, turismo, l’edilizia l’agricoltura, hanno avuto davvero problemi dopo la pandemia. E’ difficile individuare una soluzione che possa andar bene per tutto. – ha rimarcato – Se guardiamo il turismo ad Osimo, si è puntato sulle grotte ma portare 30-40.000 persone all’anno e non avere attività ricettive in centro, vuol dire vanificare tutti gli investimenti che si sono fatti per pubblicizzare e promuovere la città. E’ comunque impossibile trovare un comune denominatore per risolvere i problemi delle piccole medie industrie e delle micro imprese. Ma un elemento comune a tutti c’è: la mancanza di persone specializzate. Abbiamo un’emergenza che si chiama forza lavoro. Bisogna che il Comune si faccia parte attiva in un rapporto di una collaborazione con le scuole, con le società di somministrazione, con la Regione, perché si creino nel più breve tempo possibile centri di formazione specialistici, veloci ed efficaci». Sandro Antonelli ha invece spiegato che punterà tutto «sulla possibilità di rendere la burocrazia più snella. Il Comune deve diventare smart nei processi digitali perché tutte le attività economiche purtroppo sono spesso penalizzate dai tempi burocratici del rilascio delle pratiche. Il primo impegno sarà quindi quello di organizzare la macchina amministrativa affinché questi tempi vengono ridotti e diventino soprattutto accettabili per i cittadini». Ha aggiunto di ritenere commercio e turismo «due facce della stessa medaglia soprattutto se pensiamo al centro storico di Osimo. I turisti che sono venuti nelle nostre città ma quanto ci sono rimasti? Quali attività hanno arricchito con il loro passaggio? Che cosa li ha attratti? Sono più conosciute le grotte di Canerano che le nostre. Osimo deve diventare un museo a cielo aperto. Bisogna recuperare il brand. Per l’agricoltura bisogna rispolverare il cosiddetto il discorso del consumatore a km 0». Michela Glorio ha subito replicato che «i 5 milioni di euro che transitano presso il bilancio comunale sono per la stragrande maggioranza investiti sul nostro territorio». Poi si è rivolta diretta ai colleghi con un affondo: «Sulla Casa della Comunità capisco dai loro interventi che c’è sempre specie di ricatto per cui “se andiamo su noi che abbiamo all’interno delle nostre coalizioni i partiti di destra allora la Regione finanzia qualcosa, se invece c’è la sinistra no”. La Regione è interessata a finanziare i cittadini e la città di Osimo? Oppure la Regione è più interessata a portare avanti politiche propagandistiche che danno ragione solo a chi è dalla loro parte? – ha tuonato – Osimani riflettete. Mi dispiace contraddirti Sandro ma nel 2026 in Regione si vota e chi lo dice che ci sarà ancora la destra?» ha lasciato serpeggiare il dubbio. Sulle proposte per le attività produttive , Glorio ha rammentato che «il nuovo Puc prevede una serie di incentivi, come abbattimenti degli oneri, per chi ristruttura o cambia destinazione d’uso ad immobili, abbatte le barriere architettoniche in centro storico Poi c’è la misura del Confidi. Lo abbiamo già attuata e vorremmo riproporla. Vorremmo continuare a finanziare le nuove attività commerciali del centro storico. Quanto al turismo ricordo che abbiamo investito anche sulle piste ciclabili e sull’area archeologica di Montetorto. Nei fatti si vede perché sono nati 70 nuovi b&b a Osimo».

VIABILITA’- Sandro Antonelli è tornato a sollevare la questione delle barriere architettoniche facendo osservare a Glorio che «in questo auditorium dove ci troviamo non vedo alcun posto specifico. Quanto ai contributi dell’amministrazione uscente agli operatori economici, definisco quelli erogati dopo la chiusura di Porta Vaccaro quasi un contentino». Secondo lui il problema della viabilità sull’asse Ancona Macerata in questi ultimi 10 anni «si è ‘risolto’ con tante proposte e promesse. Nel Puc c’è solo il disegno di un tracciato stradale, quello della variante nord, oltretutto in una zona incontaminata del territorio comunale. Un progetto con costi altissimi, difficilmente finanziabili. La questione va risolta con una proposta concreta che deve interessare il mandato amministrativo. È inutile promettere una variante nord che richiederà per essere realizzata altri dieci anni. Noi crediamo in una soluzione alternativa che deve partire dallo studio, mai preso in considerazione, del Piano del Traffico, con cui è possibile dare una prima risposta, nel medio periodo, alla viabilità magari con la realizzazione di bretelle. Solo dopo si metterà mano alla progettazione per ricollegarle a una progettazione più ampia». Michela Glorio ha invece ribattuto che «il nuovo Puc ha chiuso un contenzioso con la provincia di Ancona durato 15 anni. La viabilità è un problema che ereditiamo dagli anni ’90. Tante amministrazioni si sono susseguite anche le liste civiche, dove c’erano già Antonelli e Pirani assessori. Non è quindi solo un problema irrisolto dell’amministrazione di Pugnaloni. La strada di bordo poi, aveva sottolineato anche l’Arpam, non era salubre per i residenti dei quartieri che attraversava. Noi abbiamo previsto bretelle inter-quartiere. Abbiamo anche lavorato sulla grande viabilità che si ferma nell’ultima rotatoria di via Sbrozzola, Avevamo anche iniziato gli espropri  per superare le difficoltà della stradina stretta a monte, ma siamo tutt’oggi in contenzioso con la Regione perché hanno provato a toglierci il finanziamento. Dicono che ci hanno dato altri soldi per un bypass-Osimo, qualche milione di euro nell’anno 2024-2025. Non l’abbiamo presi perché la nostra amministrazione finisce a giugno 2024 e l’ultimo bilancio è stato fatto a dicembre 2023, nel 2024 si va a votare. La Regione probabilmente attende di vedere che succederà nel 2024». A questo punto anche Francesco Pirani ha lanciato una stoccata a Glorio: «Calano le aziende e nel nuovo Puc a cosa serve aumentare le aree Pip?» si è domandato. Tornando al bilancio regionale ha fatto osservare che «ci sono circa 8 milioni di euro destinati al comune di Osimo. Qual è stato il vostro progetto nel bilancio triennale per risolvere la viabilità di Osimo? Le bretelle non servono assolutamente a niente. – ha incalzato Pirani – E se nel 2026 o nel 2027 sarà inaugurato il nuovo ospedale all’Aspio, come ci arriviamo velocemente? Passando per le bretelle? Non possiamo attraversare via Marco Polo ogni mattina affrontando tre quarti d’ora di tempo in coda per andare da nord a sud. Un progetto c’era, quello della Strada di Bordo, peccato che su quel percorso il Puc ha fatto realizzare delle costruzioni. Non parliamo più di variante al Nord: se serve uno studio specifico per la nuova viabilità, tracciamolo partendo da quegli 8 milioni di euro regionali già esistenti. Non cerchiamo di fare dietrologia temendo che possano essere riconducibili ad altre situazioni politiche o altre persone politiche. Cerchiamo piuttosto di risolvere i problemi per gli osimani»

GLI APPELLI FINALI – Michela Glorio rivolgendosi agli elettori ha chiesto prima dei saluti finali di essere votata «perché sono una donna e posso portare uno sguardo diverso a questa città da sempre governata da uomini. Mi dovete votare perché sono giovane e sono già in aspettativa dal lavoro, lo continuerò ad essere anche se diventerò sindaco». Quanto alle aree Pip ha spiegato che «sono per le grandi aziende, a soffrire sono le piccole aziende e le attività commerciali. Francesco non ho capito qual è il tuo programma sulla viabilità? – poi ha domandato – E ricordo a Sandro che 10 anni fa, nella prima riunione da assessore, incontrai il Comitato Osimo centro, composto da 35 commercianti disperati perché la città era morta. Era appena finita l’Amministrazione Simoncini dove entrambi voi siete stati assessori. Noi abbiamo fatto mostre, concerti, cartelloni natalizi. E pensate che c’è stato un momento che c’era talmente tanta gente in centro che si sono creati problemi di ordine pubblico. Dopo gli esposti dei residenti, la Questura ha disposto che tutti i venerdì la Squadra Anticrimine di Perugia a supporto del Commissariato pattugliasse il territorio per due anni». Francesco Pirani ha ironizzato: «Un problema che non pensavo di risolvere, nella eventualità che dovessi diventare sindaco, è proprio quello del dover diminuire le presenze in centro delle pattuglie per il controllo e la sicurezza perché francamente non me ne sono accorto che ci fosse! Io sono stato assessore e uno dei progetti che ho lasciato insoluto è quello dell’albergo diffuso che vorrei riprendere. Non faccio politica da 13 anni ma non è un difetto, perché vivere nella bolla dell’amministrazione non ti permette di osservare bene quello che accade all’esterno. Il mio obiettivo è far cambiare questa città, farla diventare eccellente ma farla prima passare per una normalità che negli ultimi anni non c’è stata». Infine Sandro Antonelli ha puntualizzato scherzando a Pirani «che non è lui l’inventore dell’albergo diffuso come è scritto in uno dei suoi manifesti propagandistici! Ascoltando i miei concorrenti colgo la contraddizione che ha caratterizzato il nostro Comune. C’è questa polarizzazione tra forze opposte che a mio giudizio, ha bloccato l’azione amministrativa. Ecco perché noi abbiamo intrapreso un nuovo progetto di amministrare: non vogliamo rappresentare un modello di partito o di movimento politico a carattere personale o condotto in maniera personalizzata. Vogliamo solo rappresentare forze autenticamente rappresentative della nostra società. La nostra coalizione si è concentrata prima sulla elaborazione di un programma e poi sull’individuazione dei candidati per scegliere le competenze necessarie per portare a compimento il progetto. Vogliamo ridonare al nostro territorio, alla nostra città, una tranquillità e una serenità che in questi ultimi anni non abbiamo potuto avere».

I prossimi confronti con i tre candidati sindaci di Osimo sono fissati per lunedì 13 maggio alle ore 21.15 presso la Sala Gialla del Comune di Osimo (la sede originale era l sala convegni Mosca al Cantinone) dove Confartigianato e Cna affronteranno i temi del lavoro e dell’impresa. Anche l’associazione Italia Nostra in occasione della prossima tornata elettorale ha presentato alcuni obiettivi fondamentali e qualificanti: biblioteca, polo museale, ambiente e verde pubblico. Di queste problematiche discuterà con Antonelli, Glorio e Pirani il prossimo 15 maggio.

(m.p.c.)



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