Rischio esuberi alla Beko,
alta adesione
allo sciopero oltre il 90%
Altissima adesione anche nei due stabilimenti marchigiani della Beko Europe oggi allo sciopero nazionale proclamato dalla sigle sindacali dei metalmeccanici dopo l’annuncio della chiusura di due impianti in Polonia che comporterà il licenziamento di 1800 lavoratori e il trasferimento delle produzioni in Romania e in Turchia. Le ricadute di questa operazione potrebbero essere pesanti sul territorio di Fabriano con la possibilità di 30 esuberi. Sono stati oltre 1.000 i dipendenti fabrianesi, i lavoratori dello stabilimento di Melano e gli impiegati della sede centrale di via Aristide Merloni, che oggi si sono fermati nelle ultime due ore di ogni turno. Preoccupati per i possibili impatti in tutti gli stabilimenti italiani, i sindacati oggi sono tornati a ribadire che «è necessario un tavolo sul futuro del Gruppo- rimarcano le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uil – Lo sciopero in Beko di oggi ha avuto un’altissima adesione con punte di oltre il 90%. I lavoratori chiedono con forza la convocazione da parte del Governo del tavolo di confronto con l’Azienda per avere garanzie sul futuro occupazionale e produttivo degli stabilimenti italiani. In assenza di risposte proseguiremo con la mobilitazione» concludono Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim-Cisl, Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm-Uil Uffici stampa di Fim, Fiom, Uilm nazionali.
Intanto la vertenza Beko approda in Consiglio regionale. Il consigliere egionale del Pd, Antonio Mastrovincenzo ha presentato una interrogazione a risposta immediata martedì per far luce sulla situazione di grave incertezza sulla politica industriale della Beko nelle Marche, in particolare a Fabriano, e sulle possibili ricadute occupazionali dopo le scelte fatte dall’azienda in Polonia. «Ho presentato una interrogazione a risposta immediata, sottoscritta da tutto il Gruppo Ps, che sarà trattata martedì 17 settembre in aula. – spiega Mastrovincenzo – Con questo atto ispettivo chiedo al presidente della Giunta regionale e all’assessore competente di sollecitare al più presto il Ministero delle Imprese a convocare un Tavolo con le organizzazioni sindacali, le Regioni e i Comuni interessati e l’azienda per conoscere in tempi rapidi le scelte che intende operare, in particolare per quanto riguarda gli stabilimenti marchigiani».
Secondo il consigliere dem «sarebbe inaccettabile che, prima della presentazione del piano industriale, si procedesse in maniera unilaterale con una riorganizzazione che impatta anche sull’Italia; già la chiusura di due stabilimenti polacchi rischia di avere ricadute importanti dal punto di vista occupazionale a Fabriano, specie per alcune funzioni e per lo sviluppo dei modelli che fino ad oggi venivano eseguiti in Polonia. Siamo a fianco delle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil che hanno proclamato due ore di sciopero per oggi e bene sta facendo la sindaca Daniela Ghergo a mantenere alta l’attenzione su questa vertenza, chiedendo un intervento del Ministero, tenendo al contempo aperta una interlocuzione con sindacati e Regione. E proprio dalla Giunta Acquaroli, ci attendiamo un maggior impegno e una maggior incisività per spingere il Governo ad intervenire tempestivamente: va scongiurato un ulteriore indebolimento del comparto elettrodomestico nel nostro territorio, che avrebbe pesanti ricadute economiche, occupazionali e sociali» conclude Antonio Mastrovincenzo, vicepresidente Commissione consiliare Sviluppo Economico e Lavoro.
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