Trafugata la statua della Madonna
dall’edicola votiva di Varano
Don Fausto: «Sono preoccupato»

ANCONA – Il furto sacrilego desta sconcerto e preoccupazione tra i fedeli. Nella notte, ignoti hanno mandato in frantumi la porticina di vetro dell'edicola votiva vicino al cimitero di Varano, trafugando la statua della Madonna. Si allunga la scia di reati a danno delle parrocchie: dopo la serie di incendi, un mese fa la razzia di ostie consacrate dalla chiesa di San Francesco

L’edicola votiva di Varano danneggiata e depredata (foto Giusy Marinelli)

di Talita Frezzi

Non è la prima volta che nell’arcidiocesi si verificano furti analoghi o episodi di chiaro sintomo antireligioso. E il furto messo a segno nella notte preoccupa molto. “Sono stato avvisato questa mattina verso le 11 – dice il parroco della chiesa di Varano don Fausto Guidi – sono andato a controllare e non solo avevano portato via la statua, ma avevano anche mandato in frantumi la porticina di vetro istallata a protezione dell’effige della Vergine. Ho avvisato la polizia dell’accaduto, lunedì andrò a formulare la denuncia”. La statua della Madonna, alta circa 70 centimetri in ceramica colorata, era stata donata alla parrocchia dalle Ceramiche Conero. E non è tanto il valore economico del manufatto – che si aggirerà sui 150-200 euro – ma il gesto esecrabile, commesso in danno di chi in quella piccola rappresentazione crede e riversa tutte le sue preghiere. “Non so se a commettere il furto siano stati dei ragazzi annoiati, irrispettosi e ubriachi o solo dei vandali – continua il sacerdote – non penso l’abbiano rubata per il valore economico della statua. Mi preoccupa perché non è la prima volta che accade, qui e ad Ancona. Mi preoccupa perché a San Francesco alle Scale hanno rubato ostie consacrate…se fosse sintomo della presenza di un senso antireligioso dovremmo correre ai ripari”.
Con il furto di Varano si allunga la scia di danneggiamenti e gesti intimidatori a danno delle parrocchie dell’arcidiocesi. Quattro gli incendi dolosi che hanno colpito gli altari, il primo fu proprio nella chiesa di Varano lo scorso settembre. Al primo colpo erano seguiti poi gli inneschi delle fiamme nella chiesa del Sacramento e nella chiesa degli “Scalzi” e infine alle Palombare. Lo stesso don Fausto Guidi parroco di Varano era stato raggiunto, un mese dopo l’episodio del fuoco appiccato ad alcuni paramenti dell’altare, da una lettera minatoria firmata da un gruppo di estrema destra con il messaggio “I diritti agli italiani, altrimenti facciamo un casino”. Il caso era stato denunciato ai carabinieri della stazione del Poggio. Pochi giorni dopo era stata la frazione di Candia ad essere colpita dal furto della statua della Madonna dalla teca della piazzetta della frazione. Ma l’episodio più inquietante si è registrato appena un mese fa, a ridosso della Pasqua, quando è stato il vescovo Angelo Spina a denunciare il furto di ostie consacrate dalla chiesa di San Francesco alle Scale nel centro di Ancona. Tra le motivazioni del furto sacrilego non è esclusa la pista dei riti satanici per compiere messe nere. Sulla lunga serie di danneggiamenti e reati indagano sia i carabinieri, sia la Digos. Gli episodi di incendio doloso sono al centro delle indagini della divisione investigazioni della polizia, mentre la denuncia del furto delle ostie era stata raccolta dai carabinieri dalla stazione del centro di via Piave di Ancona.

Furto delle ostie e la caccia al piromane, doppia indagine contro gli atti sacrileghi

Furto sacrilego di ostie consacrate nella chiesa di San Francesco alle Scale

Scia di fuoco nelle chiese, colpita anche Santa Maria della Pietà alle Palombare Foto

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

X