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Parco del Conero, Mancinelli:
«Italia Nostra offensiva,
affermazioni strumentali»

ANCONA – La sindaca replica all'associazione ambientalista sullo spettro del doppio commissario per l'Ente. La questione è già finita sui banchi del Consiglio regionale e domani se ne discuterà anche a palazzo degli Anziani con un'interrogazione di Altra Idea di Città
mercoledì 19 Dicembre 2018 - Ore 20:25
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Sull’annosa questione della governance del Parco del Conero, va in scena il tutti contro tutti. La sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli interviene per replicare all’associazione Italia Nostra, che aveva paventato l’ipotesi di un secondo commissario per seguire il progetto sul Passetto a causa dello spettro del conflitto d’interessi dell’architetto Maurizio Piazzini, nel doppio ruolo di progettista e commissario dell’Ente. Nello smentire questa possibilità, Mancinelli rispedisce al mittente le accuse, ma la questione è già finita ieri sui banchi del consiglio regionale, con un’interrogazione urgente del capogruppo Mdp-Art 1, Giuanluca Busilacchi, e domani verrà discussa anche a palazzo degli Anziani, dove la prima cittadina sarà chiamata a rispondere da Altra Idea di Città. «Il commissariamento dell’Ente prosegue da troppo tempo – scrive il movimento in una nota –, con tutti i contra che ne derivano, tra cui l’essere bloccato in quasi tutte le sue attività ed il non poter percepire i fondi economici. Tutto ciò dovuto alle ormai note lotte interne tra il Pd locale e quello regionale sulle nomine di un nuovo Consiglio d’Amministrazione»
La sindaca di Ancona, però, non ci sta ad essere additata come responsabile dello stallo della situazione e ricorda che «non sono stati i Comuni, né tanto meno il Comune di Ancona, ad avere chiesto il commissariamento del Parco del Conero, anzi. Contro questa scelta della Regione Marche abbiamo protestato più volte – ricostruisce le tappe Mancinelli, partendo dalla controversa decisione presa da palazzo Raffaello a fine 2017 –. Anche noi da un anno chiediamo la nomina di un organo gestore con una modifica alla legge regionale che dia un ruolo più incisivo ai Comuni stessi, primi protagonisti e promotori della tutela e dello sviluppo del territorio del parco. Il Piano particolareggiato del Passetto – focalizza la replica sulla questione del doppio commissariamento – non è attualmente in fase di approvazione e non richiede alcun parere da parte dell’Ente Parco. Va precisato, ad onor del vero, che l’incarico a Piazzini (con altri) risale al 2006 nella prima versione ed al 2015 nella versione rivisitata, ovvero a tempi in cui il commissariamento non era certo tra gli eventi prevedibili. Comunque, il progetto nel merito è stato e sarà nelle sue ulteriori fasi oggetto di dibattito con tutti. Pertanto – conclude – sono destituite di fondamento le strumentali e offensive affermazioni contenute nell’ultimo comunicato di Italia Nostra».
L’unico modo per sbloccare lo stand by in cui si trova il Parco da oltre un anno, è approvare la proposta di legge regionale 223 che riforma la governance dell’Ente, allargando il direttivo a 10 membri e includendo, oltre al rappresentanti della Regione e a quelli dei quattro Comuni ricadenti nell’area (Ancona, Sirolo, Numana e Camerano), anche uno dell’Università Politecnica delle Marche, uno delle associazioni agricole, uno del settore turistico e due delle associazioni ambientaliste. La pdl, votata dalla Commissione regionale Ambiente, ha però ricevuto parere negativo dal Cal a causa del veto dei Comuni e ora prende polvere in attesa di capire come uscire dall’impasse.

(Ma. Mar.)

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