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Rogo all’ex Edilcost,
in quattro rischiano il processo

ANCONA - Si tratta dei tecnici intervenuti per la bonifica del sito: l'ipotesi di reato è il concorso in combustione illecita di rifiuti. Il pm Lioniello intenzionato a chiedere il rinvio a giudizio per l'incendio che è divampato nell'area industriale di via della Ferrovia a Vallemiano circa un anno fa
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L’intervento dei vigili del fuoco all’ex Edilcost (foto d’archivio)

 

 

di Giampaolo Milzi

Tonnellate di materiale di vario tipo scaricato da chissà chi nel corso di anni, 250 metri cubi dei quali smaltiti dribblando la rigida ed eco-garantista normativa in materia. E cioè dandogli fuoco. Questo il motivo per cui, a distanza di quasi un anno del rogo sviluppatosi nel pomeriggio del 29 gennaio scorso all’ex Edilcost di Vallemiano, il sostituto procuratore di Ancona Rosario Lioniello, si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per quattro persone, accusate di combustione illecita di rifiuti pericolosi e non. Il pm ha infatti chiuso la lunga e difficile inchiesta inviando l’avviso di conclusione degli indagini agli indagati. Un atto comunicato ai tecnici ravennati Stefano Bezzi, Luca Baccarini, l’anconetano Marco Battaglini, e Cristian Toma Roibu, di origini romene e residente ad Ancona, tutti difesi dall’avvocato Pachiarotti. Nei loro confronti, gli inquirenti ipotizzano il reato in concorso di combustione illecita di rifiuti. Per la bonifica del sito, la spa “Frae Leasing” proprietaria della zona e delle strutture dell’ex Edilcost, aveva incaricato la ditta Bezzi Commerciale, di cui Steano Bezzi è legale rappresentante. Quest’ultimo era sul posto con Luca Baccarini (suo aiutante) e con Battaglini e Roibu, dipendenti della srl Montegallo Energy, altra azienda alla quale Bezzi aveva chiesto supporto per la vastissima operazione di pulizia. Gli indagati si erano giustificati in prima battuta, già nel corso dell’intervento dei carabinieri nell’area industriale ampia ben 3mila e 900 metri quadri lo stesso pomeriggio dell’incidente, e poi nel corso delle indagini con gli uomini del Noe, affermando diverse versioni possibili dei fatti: l’innesco si era prodotto a causa di una scintilla scaturita accidentalmente per l’attrito tra la pala di un bobcat in azione e il suolo; oppure le fiamme si erano propagate al grosso cumulo di 250 metri cubi di rifiuti a causa della vicinanza di un fuocherello che avevano acceso per riscaldarsi durante una pausa dei lavori, visto il freddo di quel pomeriggio. Versioni considerate risibili e per nulla credibili dal sostituto procuratore. Versioni che comunque gli indagati potranno spiegare meglio o diversamente avvalendosi del loro diritto di essere sentiti dal pm o depositando memorie scritte. In ogni caso, sarà poi fissata l’udienza preliminare al termine della quale il gup potrà accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio del pm. Non si è riusciti ad identificare chi, probabilmente più persone, nel corso di un lunghissimo periodo, avevano trasformato il piazzale aperto e l’interno di alcuni capannoni dell’ex Edlicost, in via della Ferrovia 19, in una vera e propria discarica. Abbandonandovi illecitamente blocchi e piastre di cemento, miriadi di mattonelle, cavi elettrici, tubature di ferro e plastica, travi di legno, bidoni contenenti vernici e solventi chimici (solo per fare qualche esempio), ma anche immondizie, oggetti (tra cui vecchi sanitari e frigoriferi), oltre a scarti di lavorazioni. Una piratesca attività di abbandono, rimasta impunita, facilitata da una circostanza: ancor prima della dichiarazione di fallimento della Edilcost, risalente al maggio 2015, la proprietà del’area aziendale era passata alla Fraer Leasing di Cesena, ma l’area non era stata accuratamente delimitata con recinzioni e sbarramenti onde evitare l’intrusione di estranei. La buona notizia è che già da tempo la bonifica è stata completata a regola d’arte. E si spera che in futuro non si registrino altri atti di abbandono illecito di rifiuti, anche perché l’ex stabilimento si trova a pochi passi dall’area protetta di alto interesse naturalistico del Parco regionale del Conero.

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