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Cento posti di terapia intensiva,
Cgil: «Siamo sicuri che questa
sia la strada giusta?»

I QUESITI del sindacato legati al progetto che monterà la sue basi alla Fiera di Civitanova: «Su che base è stata esclusa la rete ospedaliera marchigiana? Sono state valutate situazioni alternative? Cosa rimarrà dell'investimento una volta conclusa l'emergenza?»
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Il sopralluogo all’Ente Fiera

 

«Se questo non è il momento delle polemiche non significa che non sia legittimo e necessario porci delle domande la prima delle quali è se siamo sicuri che, di fronte all’emergenza da fronteggiare, sia questa la strada più giusta da seguire». E’ il quesito posto da Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche in merito al progetto da cento posti letto di terapia intensiva da collocare alla Fiera di Civitanova. Servono 12 milioni di euro.  «Inoltre – si chiede il sindacato – sulla base di quali valutazioni si è esclusa la possibilità di utilizzare la rete ospedaliera marchigiana, che ha ancora tante strutture con molti posti letto liberi a disposizione? Sono state valutate soluzioni alternative anche in termini di strutture mobili? Ad esempio a Bergamo, Crema, Cremona e Piacenza l’emergenza è stata affrontata ricorrendo anche all’Esercito che ha allestito in poco tempo ospedali da campo e presidi sanitari in cui sono stati accogliere centinaia di pazienti. Quali sono i fabbisogni di personale per la gestione di questa struttura? Da chi verrà reclutato? Con quali criteri e modalità? Sappiamo che già oggi alcune strutture allestite dalla Regione non vengono aperte proprio per la mancanza di personale. Cosa succederà se non si dovessero raccogliere in tempo le risorse necessarie e soprattutto, cosa resterà al sistema pubblico marchigiano di questo importante investimento, una volta che l’emergenza, speriamo presto, sarà finita? Verrà semplicemente smantellato e non resterà niente? E’ opportuno che la Regione promuova una sottoscrizione destinata direttamente a un soggetto privato (di diritto melitense), semplicemente su indicazione del consulente della Regione e senza nessun’altra valutazione di alcun tipo? Quale trasparenza viene garantita nella raccolta e soprattutto nell’utilizzo verrà garantita? Sono solo alcune delle tante domande ma in un momento di straordinaria emergenza non si possono fare polemiche. Però c’è da chiedersi se stiamo assistendo forse alla resa incondizionata».



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