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Ancora troppe persone ‘a spasso’,
il rimprovero del coordinatore infermieristico:
«In Rianimazione in 15 lottano per vivere»

JESI - Lo sfogo amaro sui social di Luca Papini che dirige gli infermieri della Terapia intensiva dell'ospedale 'Carlo Urbani'. «Sono 28 giorni che lavoro senza riposo ed non mi lamento. Sindaco mandi i vigili urbani a multare questi incivili»
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L’ospedale di Jesi ‘Carlo Urbani’ (foto Giusy Marinelli)

 

 

A Jesi ci sono ancora troppe persone ‘a spasso’, che passeggiano all’aria aperta piuttosto che restarsene chiuse in casa nel rispetto delle disposizioni del Governo per arginare la diffusione del Covid 19. A osservarlo è Luca Papini. il coordinatore infermieristico della terapia intensiva dell’ospedale ‘Carlo Urbani’. «Ore 15,25 passo il cartellino nel marcatempo del Carlo Urbani, sfinito ma contento di aver fatto il mio dovere nella terapia intensiva come tutti gli altri operatori. Sono 28 giorni che lavoro senza riposo, ma non mi interessa perché non riesco a stare a casa, percorro via dei Colli, viale Verdi e vedo persone almeno una quindicina che camminano beatamente con le cuffiette e scarpe da ginnastica, un ragazzo addirittura in bicicletta. No non è possibile, non ci credo» rimprovera in un post pubblicato  oggi pomeriggio sui social media. Il coordinatore degli infermieri che lavora in prima linea nel reparto di Terpaia intensiva per curare i pazienti Covid più gravi non cerca ringriazmenti o elegi per quello che fa con i suoi colleghi ma è sorpreso dalla leggerezza di questi gesti. Sollecita pertanto a Massimo Bacci più controlli per far rispettare i divieti e quindi accorciare i tempi del lockdown. «Mi rivolgo al sindaco di Jesi che ringrazio per aver fatto sapere alla cittadinanza quello che facciamo, – rimarca Papini – ma ho una richiesta da fare: sindaco mandi delle pattuglie dei vigili urbani a multare questi incivili. Oppure li prelevi con forza dalle strade e li porti a fare un giro nelle terapie intensive dove in questo momento 15 persone lottano tra la vita e la morte».



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