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Video-bagarre sul biodigestore
Bacci contro tutti, Pugnaloni attacca:
«Sei in corsa per le Regionali»

JESI - Movimentata videoconferenza sulla gestione dell'impianto che dovrebbe sorgere alla ex Sadam. Battute pungenti tra il primo cittadino jesino e quello osimano, pronta la difesa del gruppo JesiAmo che sostiene Bacci contro la posizione del presidente della Provincia Cerioni. Assemblea sospesa, voto rimandato
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Bacci contro il presidente Ata Cerioni sulla gestione del biodigestore

 

di Talita Frezzi

Il biodigestore delle polemiche accende ancora gli animi. Il maxi impianto di smaltimento della frazione organica dei rifiuti è ancora al centro del dibattito, stavolta la bagarre scoppia via conference-call tra il sindaco di Jesi Massimo Bacci e il presidente Ata (Assemblea territoriale d’Ambito 2 per i rifiuti) Luigi Cerioni: al centro della questione la realizzazione dell’impianto e la gestione dello stesso.
E se i Comuni sono sembrati tutti unanimemente d’accordo sulla posizione baricentrica dell’impianto – che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex zuccherificio Sadam – quello che ha invece acceso il dibattito è la gestione, se pubblica o privata. L’assemblea Ata di mercoledì pomeriggio, in videoconferenza, si è dunque conclusa con un nulla di fatto e con il rinvio del voto necessario per avviare l’iter di realizzazione del biodigestore. Il Comune di Jesi è arrivato all’assemblea portando sul tavolo l’atto di indirizzo votato in Consiglio comunale ad agosto con cui il civico consesso al 49% votava la gestione a società mista pubblica, mentre il restante 51% era per la società privata. L’Ata sarebbe indietro nelle procedure per una gestione unica provinciale dei rifiuti, la tesi del sindaco Bacci, che aggiunge come ancora non sia stata individuata la società pubblica che dovrebbe gestire raccolta e trasporto rifiuti.

Alle accuse del primo cittadino di Jesi, Luigi Cerioni ha risposto che non vi è nulla da eccepire sull’individuazione del luogo dove dovrebbe sorgere l’impianto, ma non c’è accordo sulla gestione in forma mista ma a maggioranza privata individuata dal consiglio jesino, meglio piuttosto una forma interamente pubblica.
Tesi condivisa anche dalla sindaca di Ancona Valeria Mancinelli (che ha proposto altre due ipotesi di siti che potrebbero accogliere l’impianto, non per sottrarlo a Jesi ma solo come opzione qualora Bacci non dovesse accettare di accogliere ugualmente il biodigestore se l’Assemblea votasse una gestione diversa da quella proposta da lui) e dal vice sindaco di Senigallia Maurizio Memè secondo cui «sono da decidere le condizioni date sulla gestione, è una scelta politica non solo amministrativa».

Contro anche il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni per il quale «Jesi non può decidere da sola e l’assemblea deve votare la proposta di Ata non di un singolo comune». Ma Bacci non ci sta, replica e i toni si alzano. Non manca neppure uno scambio di battute pungenti proprio tra lui e Pugnaloni. «Il 19 aprile 2019 ci ha scritto l’Ata chiedendoci se volevamo valutare l’insediamento, così abbiamo avviato tutto l’iter che ha ricevuto anche i pareri Anac e Agcom». Con Jesi si schiera anche il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli «Jesi ha fatto quello che avrebbe dovuto fare l’Ata, che ha dato indicazioni solo sulla taglia – ha detto Santarelli, che punta il dito contro Ata – poi è chiaro che dando disponibilità a ospitare l’impianto, Jesi pone le sue condizioni. Non votare la proposta sarebbe una mancanza di rispetto». Nella discussione è emersa anche la necessità di considerare nelle decisioni anche il comune di Ostra, dove sorgerà un digestore anaerobico gestito dalla società Astea spa. Alla fine è stata la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli a chiedere la sospensione dell’assemblea e un rinvio alle prossime settimane. 

Il sindaco Simone Pugnaloni (Pd)

Stamattina il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni ha detto la sua sui social media. «Ora basta! Ci vuole chiarezza. Se Jesi e la sua cordata continua cosi e’ chiaro da parte loro di volere la gara. – ha tuonato – Se Jesi e qualche altro Comune sono contro la gestione in house lo dicano, ci mobiliteremo, porteremo tutti i dipendenti e le loro famiglie in piazza! Non si tratta di appartenza politica, ma di salvare posti di lavoro e livelli efficienti di servizio a costi contenuti. Poi se Bacci è impegnato a candidarsi presidente della Regione con il centro destra, decida subito dove impegnarsi di piu’ perche’ sul tema rifiuti ci vuole coesione tra tutti senza colori politici e con obiettivi chiari». Il sindaco di Jesi ha preferito non replicare ma da fonti accreditate trapela che se qualcuno sollecitasse la sua candidatura a governatore  nella corsa per le Regionali, potrebbe anche valutare l’opportunità di accettare.

Sull’esito della conferenza con Ata arriva pronta la posizione di JesiAmo, gruppo di maggioranza che sostiene il sindaco Bacci. «Un comportamento imbarazzante del presidente della provincia e dell’Ata», scrive il gruppo di maggioranza. «Finalmente sul digestore la verità – si legge nella nota – l’Assemblea dell’Ata ha chiarito in maniera palese, per bocca del Sindaco di Osimo Pugnaloni, un tacito accordo che vuole la gestione del biodigestore a Vivaservizi ed Ecofon, le stesse società dell’affidamento in house oggetto del ricorso al Tar, poi perso, nel 2017. Una scena di dubbia politica che si ripete con disprezzo per gli interessi dei cittadini e riporta alle pagine più scure della politica locale che sembra frutto di accordi presi precedentemente in altre “stanze”, al di fuori dell’Ata, poi in Assemblea, a decisione già presa, solo votati». Secondo JesiAmo emerge anche il successo per il percorso virtuoso effettuato dal Comune di Jesi «che non cederà mai il suo suolo, davanti ad un’opera così importante per l’intera comunità, a chi vuole gestire la questione pubblica in un modo “partitico” – sottolinea JesiAmo – ed un enorme successo anche per il fronte compatto di molti altri comuni, Fabriano e Falconara in testa, che hanno chiesto a gran voce al Presidente dell’Ata di mettere in discussione la proposta di atto di indirizzo del Comune di Jesi, datata agosto 2019 e finora mai trattata, che il Presidente dell’Assemblea si è incredibilmente rifiutato di inserire all’Ordine del giorno nonostante la richiesta pervenuta a norma di Statuto. Imbarazzante – conclude il gruppo di maggioranza – proprio la posizione del Presidente della Provincia e dell’Ata Cerioni che giudichiamo non più garantista verso tutti i Comuni e gli interessi pubblici che dovrebbero essere perseguiti all’interno dell’Ata stessa».



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