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Giovani e assembramenti in centro,
‘Jesi in Comune’:
«Amministrazione comunale assente»

JESI - Nuove lamentele e proteste nel fine settimana per il mancato rispetto delle regole del buon vivere e, in questa fase delicata dell'emergenza sanitaria, delle misure anti-Covid. «Perse di vista la palese richiesta di aiuto da parte dei gestori dei locali e la contemporanea e legittima richiesta di rispetto, decoro e serena convivenza dei residenti» sottolinea le lista di minoranza
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Assembramenti nel centro storico di Jesi (foto Jesi in Comune)

 

 

I residenti del centro storico di Jesi tornano a lamentarsi per la ‘movida’ che nel fine settimana tiene sveglio il cuore della città fino a notte fonda, senza però rispettare le regole più elementari del buon vivere e, in questa fase delicata dell’emergenza sanitaria, neppure le misure anti-Covid.  Nei giorni scorsi anche gli esercenti, titolari dei locali, avevano sollecitato più controlli per evitare oltre che gli assembramenti, gli schiamazzi notturni ed i comportamenti indecorosi per le vie centrali. «Mentre l’Amministrazione si concentra sulla ripavimentazione del corso, su spostamenti di fontane e parcheggi a pagamento, il centro storico si risveglia anche questa domenica mattina, come oramai da molti fine settimana, con una montagna di lamentele e sfoghi che i residenti riversano nei social e sulla stampa locale.- scrive in un post la lista di minoranza ‘Jesi in Comune’ – L’escalation di questi ultimi due fine settimana ha oramai raggiunto livelli di insostenibilità tali che i residenti hanno subissato di chiamate le forze dell’ordine, con evidenze che si possono leggere su gran parte della stampa locale. Dall’altro lato, gli stessi gestori delle attività serali hanno chiesto con fermezza un aiuto per poter garantire alla massa di giovani e giovanissimi di poter defluire rapidamente dopo l’orario di chiusura, fissato a Jesi per le due di notte a seguito dell’emergenza Covid-19».

La foto  postata 12 ore fa su Fb dal ‘Comitato abitanti centro storico’ di Jesi

Secondo Jesi in Comune che pubblica la foto dell’assembramento ma non esprime giudizi per evitare di «creare ulteriori steccati tra chi in centro vive e chi invece il centro lo frequenta», da questa situazione emerge «con chiarezza un grande assente, oggi come in questi ultimi anni, comunque costellati di lamentele, segnalazioni ed esposti: l’Amministrazione comunale. Amministrazione che in questi anni non ha capito o non ha voluto capire il fenomeno dell’affollamento notturno del centro storico (evitiamo di usare il fastidioso termine “movida” poiché storicamente e culturalmente avulso dal contesto attuale e locale), non lo ha in qualche maniera armonizzato con le esigenze di tutte le parti in causa e ora, in un periodo peraltro molto complesso anche a livello sanitario, ha completamente perso di vista il tutto, come la palese richiesta di aiuto da parte dei gestori dei locali e la contemporanea e legittima richiesta di rispetto, decoro e serena convivenza dei residenti dimostrano». L’ultimo appello è per l’assessore Butini, medico immunologo dell’ospedale di Torrette. «Vestendo i panni di professionista sanitario, esterna frequentemente inviti alla cautela» ricorda Jesi in Comune ma «viene da pensare che sarebbe opportuno aprire una profonda riflessione sul ruolo anche culturale di questa Amministrazione, ruolo che l’attualità sta delineando in tutta la sua assenza».

«Poche, pochissime mascherine» L’assessore Butini richiama i giovani

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