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Gestore unico dei rifiuti,
video conferenza della Cna
con i sindaci di Ancona e Osimo

SERVIZI - Da tempo la scelta dell’Ata è ricaduta sulla soluzione dell'affidamento del servizio in house. I primi cittadini ritengono che la scelta più opportuna dovrebbe ricadere su un soggetto pubblico che investirebbe i suoi utili nella stessa raccolta differenziata migliorando il servizio o diminuendo la tariffa per l'utenza
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La video conferenza Cna sulla gestione unica dei rifiuti

 

 

Ieri sera si è svolta la presidenza Cna Area Vasta di Ancona con la partecipazione straordinaria dei sindaci di Ancona Valeria Mancinelli e di Osimo Simone Pugnaloni. Ordine del giorno, fa sapere una nota della Cna,  il gestore unico dei rifiuti. La relazione introduttiva è stata tenuta dal segretario Andrea Cantori che ha ricostruito la complessa vicenda. Dal 2021, ha esordito Cantori, si passerà ad un gestore unico, le strade per arrivarci (secondo la normativa) sono essenzialmente due: affidamento in house con un gestore pubblico oppure contratto di servizio con la possibilità di far partecipare i privati. Da tempo la scelta dell’Ata è ricaduta sulla prima soluzione, affidamento in house. La Cna di area vasta ha quindi richiesto ai sindaci di illustrare le “prossime mosse” per giungere rapidamente ad una decisione, tenendo conto delle tante problematiche fin qui incontrate (Consiglio di Stato che ha fermato il percorso intrapreso dall’Ata, dei pochi mesi che ci separano dal 2021, della contrarietà di alcuni comuni importanti, etc.).

La sindaca Valeria Mancinelli

Il sindaco Valeria Mancinelli ha esordito sostenendo che i rilievi accolti dal Consiglio di Stato sul consorzio Viva Servizi – Econfon riguardava due questioni: le partecipazioni della Viva Servizi nel settore energia con quote di società private (mentre la normativa prevede in questo caso una società completamente pubblica senza partecipazioni in altre società) e la congruità del piano finanziario derivante dal piano d’ambito che è ancora in fase di preparazione. Per il primo punto la sindaca Mancinelli ha prospettato la possibilità di una scissione societaria che permetta di rispettare il criterio di una società senza partecipazioni in società private e quindi nel rispetto della normativa. Per la questione della congruità del piano economico – finanziario la Mancinelli ha specificato che il piano d’ambito è un documento complesso che prevede il dimensionamento del servizio, i costi, etc. L’elaborazione del piano è giunto quasi alla fine, facendo si che le osservazioni accolte possano essere superate. La Mancinelli ha poi precisato che l’appalto avrà una durata lunga (10 anni) perché chi si occuperà di questo servizio dovrà fare investimenti che per essere recuperati dovranno essere spalmati inevitabilmente su più anni. Ha quindi precisato, riprendendo il punto sulla congruità economico – finanziaria, che vi è la necessità di restare con i piedi per terra per stabilire che tipologia di servizio vogliamo. Nonostante ciò, la sindaca di Ancona ha precisato che finché vi sarà l’emergenza sanitarie e non si ritornerà alla normalità, la Tari non verrà modificata, anzi sarà diminuita per agevolare le imprese più colpite (come stabilito dall’autorità di controllo Arera). La Mancinelli ha infine concluso il suo intervento invitando i partecipanti a riflettere realisticamente su una eventuale presa in carico del servizio da parte del privato: mentre un gestore pubblico investirebbe i suoi utili nella stessa raccolta differenziata (migliorando il servizio o diminuendo la tariffa), un privato è evidente (e del tutto legittimamente) opererebbe per distribuire gli utili ai propri azionisti. Per tale ragione, conclude la Mancinelli, non è detto che un privato possa proporre una tariffa più bassa del soggetto pubblico.

Il sindaco Simone Pugnaloni

Il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni ha invece precisato la necessità di mantenere un servizio pubblico per due ordini di questioni. In primo luogo Pugnaloni ritiene fondamentale avere un centro decisionale vicino al cittadino e all’impresa, in grado di risolvere i tanti problemi che possono riguardare questo servizio (per esempio gli sfalci, le pulizie delle strade, etc.). Ancora, secondo il sindaco di Osimo è evidente che se si andasse a gara e vincesse un grande player nazionale, la provincia di Ancona rappresenterebbe probabilmente un cliente come tanti altri, che rappresenta una piccolissima percentuale di fatturato. Questo non ci darebbe un peso specifico e quindi una capacità contrattuale tale da poter ottenere un servizio di qualità come quello che oggi hanno molti cittadini di Osimo. Avere un soggetto con cui puoi parlare senza rivolgerti ad un call center o a un centralinista che non sa neanche chi siamo e a cui non interessa sapere chi siamo è un vantaggio importante anche per le imprese. Altro elemento su cui Pugnaloni invita a riflettere è quello occupazionale: oggi la realtà di Astea è una realtà importante in termini occupazionali e metterla a rischio vorrebbe dire mettere a rischio anche l’economia locale. La presenza di un privato, infatti, potrebbe mettere in discussione l’attuale organico della società con conseguenze anche nell’economia locale.

Andrea Cantori

«Vogliamo ringraziare pubblicamente i sindaci di Osimo e Ancona per aver partecipato alla nostra presidenza su un argomento così importante e complesso – Commenta Andrea Cantori, segretario dell’area vasta di Ancona – Da questo incontro sono emersi spunti di riflessione importanti. Il primo è che una eventuale gara per l’affidamento del servizio con competizione tra pubblico e privato non è detto che ci porti una tariffa più bassa. Se la gara non ci da certezze, un eventuale soggetto in house ci permette di avere invece la certezza di un servizio vicino all’impresa e con utili reinvestiti nel territorio – conclude Cantori – Questo elemento ha portato a dire ai nostri dirigenti che probabilmente, vista la situazione, è bene andare avanti con l’affidamento in house. Chiediamo però che si proceda rapidamente ad effettuare la scelta, perché il tempo stringe e non è accettabile ancora tentennare su un settore così importante. D’altronde tutti i dirigenti ritengo però necessario che il nuovo gestore operi una razionalizzazione dei costi di gestione e per tale ragione occorre la massima trasparenza attraverso la presentazione puntuale dei bilanci completi delle società di gestione del rifiuto alle forze sociali: i cittadini e le imprese hanno il diritto e il dovere di sapere quanto si spende per la raccolta differenziata e come vengono spesi i soldi della comunità».



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