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Biodigestore, il sindaco Bacci
all’Ata: «Per realizzarlo,
spalancata la porta al privato»

JESI - La mancata decisione di costruirlo nei due siti messi a disposizione del Comune, secondo il primo cittadino jesino, apre al progetto privato di Ostra
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Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci

 

 

«La mancata decisione dell’Ata sulla proposta di realizzare un biodigestore a Jesi, spalanca le porte al privato». E’ il commento del sindaco di Jesi, Massimo Bacci dopo l’Assemblea Territoriale d’Ambito (Ata2) svolta mercoledì scorso per l’approvazione del Dup 2021-2023 e per discutere degli eventuali siti per l’impianto del biodigestore. In quella sede Jesi ha annunciato di voler ritirare la disponibilità ad accogliere l’impianto in zona Coppetella o all’ex Sadam. «Tra un anno e mezzo sarà pronto il biodigestore realizzato da privati ad Ostra ed è del tutto evidente che sarà lì che finirà gran parte dei rifiuti organici della provincia – sottolinea Bacci – (gran parte e non tutti, perché non sarà in grado di soddisfare l’intera domanda e dunque continuerà ancora la spedizione di rifiuti al nord Italia con gravi ricadute sia economiche che ambientali). Non avremo dunque più una società pubblico-privata dove il privato lo scelgono i Comuni con un bando ad evidenza pubblica, non avremo più la possibilità di determinare il prezzo di conferimento, non avremo più il controllo di nulla. Un bel capolavoro!».



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