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Ritardi nei vaccini ai disabili,
le famiglie scrivono ad Acquaroli:
«Noi delusi, arrabbiati e preoccupati»

ANCONA - Appreso che prima di aprile nelle Marche nessuno dei loro figli riceverà il vaccino, un nutrito gruppo di genitori ha sollecitato al governatore un intervento per i loro cari, più a rischio perchè fragili. «Avete tenuto chiusi i servizi dei quali usufruiamo per mesi con la motivazione di individuare la modalità più corretta per evitare il contagio. Ci sentiamo presi in giro. gli ultimi della fila, come sempre»
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Campagna vaccinale anti-Covid e ritardi nella somministrazione. Per denunciare l’attesa insostenibile di chi più degli altri è esposto a un rischio altissimo di contagio, una sessantina di genitori e familiari di persone con disabilità della città di Ancona ha scritto una lettera al presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli, e per conoscenza tra gli altri al ministro della Salute Roberto Speranza, al ministro della Disabilità Erika Stefani, all’assessore alla Sanità Regione Marche Filippo Saltamartini e al dirigente della Sanità Regione Marche Lucia Di Furia e al dg Asur Marche Nadia Storti. «A gennaio ci era stato detto che la maggior parte delle persone con disabilità sarebbero state vaccinate (con i vaccini adeguati) nella seconda fase che doveva partire a febbraio.- esordisce la missiva delle famiglie – Oggi apprendiamo invece che verosimilmente prima di aprile nessuno dei nostri figli riceverà il vaccino. Ci permetta di dire che siamo assolutamente delusi, arrabbiati ed allo stesso tempo molto preoccupati. Sappiamo benissimo che anche per il Piano Vaccinale Nazionale noi (disabili, caregivers ed operatori della disabilità) eravamo “assegnati” alla seconda fase…ma così come la Regione Marche in altre situazioni ha recepito “personalizzando” una legge nazionale, perché in questo caso non ci si è accorti dell’errore? Perché non avete potuto (speriamo non … “voluto”) modificare questo assurdo calendario delle vaccinazioni? Tutto questo ci fa pensare che la questione non è stata per nulla presa in esame. Nessuno se n’è curato a quanto pare».

I mittenti della lettera sottolineano lo stato di fragilità che vivono i loro familiari.«Non dobbiamo essere noi a spiegare che una persona con disabilità in base alla patologia che la affligge, presenta spesso una comorbilità e di conseguenza maggiore fragilità. – evidenziano in un passaggio dello scritto – Non siamo noi a dovervi ricordare che una persona con disabilità intellettiva fa fatica ad autodeterminarsi ed esprimere i suoi bisogni…figuriamoci mantenere il “distanziamento”, utilizzare la mascherina (peraltro non obbligatoria per legge) e tutte le altre norme cosiddette anticontagio, esponendo così loro stessi e chi se ne prende cura, ad un rischio altissimo. Sa che cosa vuol dire vivere con la paura che tu o tuo figlio potete ammalarvi da un momento all’altro a causa del Covid sapendo che nessuno dei due, se fosse, puó prendersi cura dell’altro? Sa cosa vuol dire mandare un figlio con disabilità intellettiva in ospedale sapendo benissimo che con difficoltà qualcuno potrà essere in grado di gestirlo? Avete tenuto chiusi i servizi dei quali usufruiamo per mesi con la motivazione di individuare la modalità più corretta per evitare il contagio. Tutto questo ancora oggi ci costringe a farli frequentare a giorni alterni, causando una serie di problematiche gravi che colpiscono il benessere psico-emotivo dei nostri figli ed il nostro. Ora che vedevamo nei vaccini una remota possibilità di tornare ad una normalità…scopriamo che ancora non e’ il nostro turno. Sappiamo che nel terzo aggiornamento nazionale del piano vaccinale dell’11 marzo 2021 è prevista la priorità per “portatori di disabilità gravi ai sensi della legge 104/1992 art.3 comma 3 e dei familiari conviventi, caregiver, ed addetti all’assistenza”, pensa che riuscirete a recepire almeno questa volta? E, soprattutto con tempi celeri? Noi siamo stanchi, sfiniti. Ci sentiamo presi in giro. gli ultimi della fila … come sempre. Speriamo che le nostre parole servano a fare qualcosa, noi ci mettiamo la faccia fino in fondo». Seguono le firme.



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