Electrolux, il caso arriva
fino al Parlamento Europeo

CERRETO D’ESI - Per tutelare i lavoratori l’europarlamentare Matteo Ricci (Pd) ha presentato una interrogazione. Le prese di posizione del presidente della Provincia, Daniele Carnevali, dei consiglieri regionali Mancinelli e Mastrovincenzo (Pd), Nobili (Avs) e del segretario Pci Marche Ruggero Giacomini, di quello di Fi Marche, Francesco Battistoni. FdI Fabriano invita ad evitare «sterili polemiche» in questo momento

Istituzioni e mondo della politica si mobilitano per i lavoratori dell’Electrolux. «La chiusura dello stabilimento Elettrolux a Cerreto d’Esi è un grave colpo all’economia del territorio provinciale. Si tratta di una decisione che non può essere accettata così passivamente. Tutta l’area del fabrianese riceverebbe l’ennesimo duro colpo, non è possibile ripetere un altro caso Beko”, il presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali interviene sul caso, un’altra pesante tegola che cade sul settore e sul territorio, già provato da anni di dismissioni e crisi industriali.

Daniele Carnevali

«E’ necessario un incontro con la proprietà ed i sindacati, i lavoratori dell’azienda non possono essere lasciati soli in un momento così difficile – riprende Carnevali – Noi siamo vicini ai lavoratori in protesta che stanno vivendo un momento di forte disagio. Per questo siamo a chiedere un intervento della Regione e soprattutto del Ministero dello Sviluppo Economico. L’area del fabrianese ha già sofferto troppo le decisioni delle multinazionali, dobbiamo fare in modo che i lavoratori e le lavoratrici siano in qualche modo tutelati ed il lavoro salvaguardato», conclude Carnevali.

Matteo Ricci

Matteo Ricci, europarlamentare Pd ha invece presentato una interrogazione al Parlamento Europeo per tutelare i lavoratori «L’annuncio di 1.700 esuberi da parte di Electrolux e della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi è un colpo durissimo per le Marche e per tutto il manifatturiero italiano. Per questo ho presentato un’interrogazione al Parlamento Europeo affinché si faccia tutto il possibile per tutelare i lavoratori coinvolti e le loro famiglie» scrive in una nota Ricci.«La prima richiesta fatta alla Commissione europea verte sulla richiesta di attivare il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, per garantire un sostegno concreto ai dipendenti Electrolux colpiti da questo lincenziamento di massa. – aggiunge Ricci – Inoltre ho chiesto come la Commissione intenda garantire che Electrolux rispetti pienamente gli obblighi europei di informazione e consultazione preventiva dei lavoratori previsti nei casi di licenziamenti collettivi. La chiusura di Cerreto d’Esi rappresenta un colpo pesantissimo per un territorio già fragile e ora il rischio è di vedere accelerare lo spopolamento industriale e abitativo di quel territorio. – afferma l’europarlamentare- Governo e Regione si muovano subito per difendere i lavoratori, la produzione e le comunità.  – conclude – C’è bisogno di risposte immediate e concrete. Difendere loro significa difendere il Paese».

Valeria Mancinelli

La capogruppo regionale del Pd Valeria Mancinelli sollecita un intervento di Governo e Regione.«Ieri il gruppo Electrolux Italia ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede l’eliminazione di circa 1.700 posizioni lavorative su un totale di circa 4.500 addetti, pari a quasi il 40% della forza lavoro nazionale del gruppo; il piano annuncia la chiusura integrale dello stabilimento di Cerreto d’Esi, dove operano circa 170 lavoratori impiegati nella produzione di cappe di alta gamma che l’azienda intende trasferire in Polonia, colpendo un territorio già duramente segnato dalla crisi strutturale del distretto fabrianese» evidenzia la capogruppo regionale dem. La deindustrializzazione che colpisce il Paese è evidente da anni e si somma agli effetti congiunturali della crisi internazionale, con l’esplosione dei costi dell’energia e dei carburanti.«E’ un dramma produttivo e sociale, che aggrava la già situazione difficile delle aziende manifatturiere delle Marche, il cuore del successo del nostro modello produttivo e di cui sempre meno si parla, sommersi dal quotidiano tentativo di narrare una storia diversa e scintillante, che non esiste.- prosegue Macinelli – Non c’è Zes che tenga in questi frangenti. Ci sono solo lavoratori che rischiano di andare a casa, famiglie gettate nel dramma, e territori che perdono punti di riferimento su cui si è costruito sviluppo ma anche cultura di impresa, senso del lavoro  e benessere di comunità intere. I nostri parlamentari domani chiederanno in aula al Ministro  Urso cosa intende fare di fronte all’ennesima crisi irrisolta, chiediamo noi cosa intenda fare il presidente Acquaroli, e l’assessore competente alle attività produttive Bugaro, oltre le passerelle e le iniziative elettorali e celebrative proprio a Cerreto d’Esi, nelle stesse ore in cui, sotto i propri piedi, si apriva il baratro».

Antonio Mastrovincenzo

«La situazione dei siti Electrolux e Beko nel distretto fabrianese è giunta a un punto di non ritorno. Non possiamo permettere che il cuore produttivo della nostra regione continui a essere smantellato nel silenzio delle istituzioni».  A dichiararlo è anche il consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo, in occasione della seduta del consiglio che vede in discussione l’interrogazione a risposta immediata da lui presentata per denunciare il rischio di un definitivo tracollo occupazionale per i poli di Cerreto d’Esi, Melano e Fabriano. «Per quanto riguarda lo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi – ha sottolineato Mastrovincenzo – la Giunta regionale ha il dovere di attivarsi immediatamente nei confronti del Ministero per la convocazione di un tavolo di confronto specifico: 170 dipendenti ieri hanno ricevuto la notizia della chiusura del loro stabilimento e vivono un’incertezza drammatica; servono quindi garanzie reali sulla tenuta dei livelli occupazionali e sulla permanenza del sito nel territorio. Parallelamente, sulla vicenda Beko siamo di fronte a uno scenario paradossale e inaccettabile: nonostante un piano di uscite realizzato addirittura al 150% rispetto agli esuberi dichiarati, i lavoratori si trovano ancora davanti a fermi produttivi e allo spettro di nuovi ammortizzatori sociali. Gli investimenti strategici concordati nell’aprile 2025 sono di fatto al palo: è la prova che gli impegni assunti dalla proprietà in sede ministeriale sono stati finora disattesi». Secondo l’esponente dem, questi processi di deindustrializzazione nell’area montana della provincia di Ancona hanno già causato una gravissima emorragia di migliaia di posti di lavoro, trasformando una difficoltà economica in una vera emergenza sociale. «Le Marche hanno già pagato un tributo troppo alto, ben al di là dei cicli economici, subendo negli ultimi anni anche le speculazioni di grandi gruppi internazionali che hanno agito senza curarsi del futuro del territorio. Tutto ciò va arrestato immediatamente». «Le garanzie vanno pretese con fermezza non solo dalle aziende, ma anche dal Governo nazionale – ha concluso Mastrovincenzo nel suo intervento –. Il Ministero non può e non deve restare a guardare mentre il tessuto industriale marchigiano si impoverisce. Serve una pressione istituzionale costante e risoluta verso le proprietà: la tenuta sociale di un intero territorio deve essere la priorità assoluta di chi governa».

Andrea Nobili

Anche il consigliere regionale di Avs, Andrea Nobili ritiene «doverosa la massima attenzione del governo regionale. Sulla possibile dismissione dello stabilimento di Cerreto d’Esi rimarca come «sarebbe un colpo durissimo per un territorio già segnato da troppe ferite occupazionali. La chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi sarebbe l’ennesima, pesante ferita per un territorio in cui lavoratori e lavoratrici sono già stati colpiti da continue crisi occupazionali. È necessario che il governo regionale manifesti subito la massima attenzione e una presenza concreta, convocando con urgenza un tavolo con vertici aziendali, organizzazioni sindacali, enti locali e Governo nazionale» sostiene il capogruppo regionale di Alleanza Verdi Sinistra. «Occorre valutare con la massima rapidità, trasparenza e serietà ogni alternativa, con il pieno coinvolgimento del Ministero competente. Non basta esprimere preoccupazione: parliamo del futuro di 170 lavoratori, delle loro famiglie e di un intero indotto. Come gruppo Avs chiediamo che nessuno perda tempo, ogni giorno di ritardo rende più difficile difendere il lavoro, le competenze e il futuro di questo territorio» conclude.

Ruggero Giacomini, segretario regionale del Partito Comunista Italiano

La decisione della multinazionale svedese Electrolux di dimezzare la produzione, licenziare 1.700 dipendenti e chiudere lo stabilimento di Cerreto d‘Esi mette in allarme anche il Pci Marche.«E’ un ulteriore colpo alla manifattura industriale in Italia e un attacco frontale ai lavoratori, usati come limoni da spremere e buttare, sacrificati alla logica capitalistica del massimo profitto» scrive Ruggero Giacomini, segretario Pci Marche che esprime solidarietà e sostegno ai lavoratori colpiti dell’Azienda e dell’indotto e alle lotte programmate dai Sindacati per contrastare il realizzarsi del disegno padronale. Il Pci rimarca anche «l’inerzia e l’inconsistenza della Giunta regionale Marche, succube delle politiche governative. Le Istituzioni ai livelli regionale e nazionale di fronte alle crisi aziendali non possono limitarsi alle solite espressioni verbali di interessamento che poi rimangono senza seguito. Occorre in particolare che l’azienda che se ne va debba restituire integralmente i contributi pubblici nel frattempo a qualsiasi titolo ricevuti; e che risarcisca il danno arrecato al territorio in termini ambientali di salute e sicurezza, bloccando a garanzia capannoni e macchinari prima che vengano venduti o portati via».

Invita ad evitare sterili polemiche in questa momento delicato il circolo FdI Fabriano. «Non possiamo che esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori e alle famiglie colpite da questo grave provvedimento dell’azienda, che ha comunicato la prossima chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi. Esprimiamo grande preoccupazione e, per quanto attiene alle nostre possibilità, ci siamo attivati, fin da subito, nell’interloquire con i nostri rappresentanti che siedono tra i banchi del Consiglio regionale. Siamo certi che la questione Electrolux verrà fin da subito, affrontata con la massima urgenza e la dovuta attenzione, sia dalla Giunta regionale che dal Governo. In quel sito produttivo lavorano operai che sono nostri amici e nostri concittadini, persone con le quali intratteniamo rapporti quotidianamente» si legge in una nota ufficiale del partito della premier Meloni.

«Anche per questo motivo, intendiamo, fin da subito, sottrarci, come espressione locale di un partito politico, ma soprattutto, come persone, alla strumentalizzazione immediatamente innescata, a mezzo stampa, da chi intende speculare sulla pelle degli operai, per meri calcoli politici. – sottolinea il circolo FdI Fabriano – La crisi del distretto del bianco ha radici profonde e, in queste vicende, ciò che più conta, è il senso di responsabilità e la volontà di fare squadra tra tutti gli attori, coinvolti a vari livelli: dalla politica, alle parti sociali. Cercare di individuare i colpevoli è un “gioco” tanto inutile quanto pericoloso per chi intende condurlo, perché, si sa, le responsabilità vengono da lontano, e, a volte, hanno più di un padre. Rinnoviamo dunque, in questa, come in altre occasioni, per il bene del nostro territorio, l’invito a una collaborazione reale e proficua tra le Istituzioni, che intendiamo estendere alla sindaca Ghergo, alla consigliera Ruggeri e anche all’eurodeputato Ricci, che non hanno perso tempo a giocare al “tiro al piattello” sulla stampa locale, tirando subito in ballo Governo e Regione» conclude.

Francesco Battistoni

«Siamo accanto ai lavoratori e la mannaia sociale va evitata» sottolinea anche il deputato e segretario regionale di Forza Italia delle Marche, Francesco Battistoni. «Siamo accanto ai lavoratori di Electrolux dopo la decisione dell’azienda di ridimensionare il personale in Italia con 1.700 esuberi su un totale di 4.000 addetti. Si tratta di un intervento pesantissimo, su cui confidiamo che il management voglia aprire una riflessione e rivedere le sue posizioni. – scrive in una nota il segretario regionale azzurro – Tra le iniziative previste, è particolarmente doloroso apprendere che verrebbe chiuso lo stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, che occupa 170 persone. Si tratterebbe di un pesantissimo fardello per un Comune che ha già sofferto le conseguenze del terremoto del 2016 e fa parte di quell’area interna a costante rischio di spopolamento. È necessario che, in questo momento, le istituzioni e le rappresentanze facciano squadra. In questo senso, sono pronto a sostenere le iniziative del Presidente Acquaroli e dell’Assessore Consoli e ad attivare tutti gli strumenti parlamentari per agevolare l’avvio di un confronto tra azienda, rappresentanze, livelli di governo. Bisogna evitare a tutti i costi una ulteriore mannaia sociale su un territorio già ferito. Bene ha fatto il ministro Urso a convocare per il 25 maggio, parti sociali, Regioni e azienda».

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