Ponte Garibaldi, il giorno del verdetto.
Il sindaco teme l’effetto domino:
«A rischio i rimborsi agli alluvionati»

SENIGALLIA - In via Rossini spunta la ruspa per i primi interventi nell'area della rampa, ma solo per rimuovere il serbatoio del vecchio impianto di carburanti

La ruspa in via Rossini

di Sabrina Marinelli

Un potenziale effetto domino capace di congelare quanto fatto finora, dopo la terribile alluvione del 14 settembre 2022. È con questo spettro che Senigallia si affaccia alla giornata cruciale al Consiglio di Stato, dove approda lo scontro legale sul nuovo Ponte Garibaldi.

Dopo che il Tar ha rigettato le istanze delle associazioni ambientaliste, i ricorrenti hanno deciso di rilanciare, impugnando la decisione di primo grado. Di fronte alla nuova notifica, la Giunta nei giorni scorsi ha scelto di costituirsi e resistere in giudizio.

«Il timore è quello di sempre – spiega il sindaco Massimo Olivetti – : con un ricorso così ad ampio spettro non si rischia solo di bloccare il cantiere del ponte, ma di congelare e cancellare tutto, compresi i rimborsi già liquidati per i danni subiti, che gli alluvionati rischiano di restituire».

Via Rossini chiusa durante lo scavo

Se da un lato gli ambientalisti continuano a respingere questa interpretazione, un passaggio chiave della sentenza del Tar – finito finora sotto traccia – sembra dar credito all’allarme del primo cittadino.

A pagina 12, infatti, i giudici amministrativi hanno evidenziato chiaramente che: «il Comitato (riferendosi agli alluvionati) è legittimato ad intervenire in quanto le ricorrenti hanno dedotto censure, il cui accoglimento determinerebbe il venire meno di tutti i “ristori”, che le imprese e i cittadini hanno percepito e percepiranno dallo Stato. Va aggiunto che l’eventuale incostituzionalità delle norme di legge, che hanno prorogato lo stato d’emergenza, farebbe venire meno le norme stesse, dunque, gli effetti susseguenti non potrebbero essere solo limitati al progetto del nuovo ponte».

La rimozione del serbatoio del vecchio impianto di via Rossini

Nel frattempo, sul campo la situazione continua a muoversi. Nella giornata di ieri una ruspa ha fatto la sua comparsa in via Rossini, nell’area dell’ex distributore di carburante destinata a ospitare una delle rampe d’accesso della nuova struttura. Un intervento che ha attirato la curiosità di molti. «I lavori, svolti dal privato, riguardano solo la rimozione del serbatoio – spiega Olivetti –, la bonifica era già stata effettuata». Un intervento propedeutico al nuovo ponte, che rimane congelato fino alla decisione del Consiglio di Stato. Domani ci sarà l’udienza per la sospensiva richiesta.

Il tema dell’opera resta al centro del dibattito politico. Nel pomeriggio il Foro Annonario ha fatto da cornice a un affollato incontro pubblico organizzato dal consigliere regionale del Pd Maurizio Mangialardi. All’appuntamento era stato invitato anche lo stesso Olivetti, assente giustificato perché impegnato alla fiera del turismo di Rimini. Grande partecipazione per l’ex primo cittadino che ha rimediato anche applausi.

L’incontro oggi pomeriggio al Foro Annonario

Nel suo intervento, Mangialardi ha riproposto la soluzione ciclopedonale per l’immediato.

«Ci serve il ponte, sì, ma lo dobbiamo fare come serve a questa città – le parole di Mangialardi –. Quel progetto non piace a nessuno, nemmeno al sindaco». L’incontro si è poi trasformato in un confronto bipartisan aperto ai cittadini e ai rappresentanti delle categorie economiche, tutti riuniti per discutere sul futuro dell’opera.

Il tratto di via Rossini dove sorgeva il vecchio ponte Garibaldi

Gli assessori Campagnolo e Morsucci con il vicesindaco Cameruccio

Il consigliere regionale del Pd Maurizio Mangialardi al Foro Annonario

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