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Stalker a processo
«Presa per i capelli e picchiata
per abusare di me»

ANCONA - L'uomo è stato rinviato a giudizio per stalking, lesioni personali e violenza sessuale. Sarebbe stata la folle gelosia provata nei confronti della sua ex a spingerlo verso un mix di soprusi e vessazioni. Per l'imputato il processo inizierà nel dicembre 2018
martedì 21 Novembre 2017 - Ore 16:40
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Foto d’archivio

Spinto da una folle gelosia, avrebbe reso la vita dell’ex compagna un inferno, tra insulti, minacce e percosse con tanto di cinghia. Per costringerla a un rapporto intimo avrebbe anche cercato di tramortirla colpendola con la tv e picchiandola con una gruccia. Questa mattina, il presunto aguzzino – un senigalliese di 51 anni – è stato rinviato a giudizio dal gup Paola Moscaroli con una triplice accusa: lesioni personali, stalking e tentata violenza sessuale. L’uomo, difeso dall’avvocato Corrado Canafoglia, dovrà sedersi sul banco degli imputati il 5 dicembre 2018. A rappresentare la vittima, un’infermiera di 39 anni, sarà il legale Domenico Liso. I fatti si sono svolti a Senigallia, tra la primavera e l’estate 2016, quando la relazione tra i due si stava incrinando a causa della gelosia provata dal 51enne nei confronti della donna.  In un’occasione, ad esempio, constatando che sul cellulare della 39enne stavano arrivando sms a raffica, l’uomo le avrebbe tirato contro degli oggetti, arrivando a sputarle addosso e prenderla per il collo accusandola di avere un amante. Il 9 luglio 2016 uno degli episodi più gravi finiti nel mirino della procura. L’uomo, dopo una cena la ristorante, avrebbe preso a calci la vittima, afferrandola per i capelli e strappandole il cellulare di mano. Il dispositivo, simbolo di un presunto tradimento, sarebbe stato distrutto. Durante il tragitto per tornare a casa, l’imputato avrebbe spinto la testa della donna contro l’abitacolo dell’auto, costringendola a un rapporto sessuale. In casa, le cose sarebbero peggiorate. Secondo l’accusa, il 51enne aveva spinto la donna sul letto dopo averla presa per i capelli. Prima di un tentato abuso, l’avrebbe picchiata con una gruccia e scagliato addosso alla donna una tv. Alla fine, l’infermiera era riuscita a scappare dall’appartamento per riversarsi, mezza nuda, in mezzo alla strada. Di lì, l’arrivo della polizia e l’inizio delle indagini. La difesa rigetta tutte le contestazioni, affermando come tra i due ci fosse una relazione tormentata fatta di litigi e scontri. Mai ci sarebbero state percosse o violenze fisiche.

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