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Esalazioni raffineria Api,
sono sedici gli indagati
Ipotesi di inquinamento ambientale

FALCONARA - Sono stati notificati dalla procura i primi avvisi di garanzia per l'incidente avvenuto il 12 aprile al serbatoio Tk 61, sul cui tetto era fuoriuscito del grezzo. L'inchiesta coordinata dal pm Irene Bilotta è stata aperta dopo le oltre mille denunce sporte dai cittadini alla caserma dei carabinieri. Tra i nomi degli indagati, l'amministratore delegato Giancarlo Cogliati
giovedì 17 maggio 2018 - Ore 14:35
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Esalazioni di benzene dalla raffineria Api, l’inchiesta arriva a un punto si svolta. La procura ha notificato nelle scorse ore 16 avvisi di garanzia per l’incidente accaduto lo scorso 12 aprile al serbatoio Tk 61, esposto verso il mare. Tra le ipotesi di reato ci sono le lesioni colpose, omessa osservanza delle normative sulla sicurezza sul lavoro, emissioni di esalazioni nocive, lesioni personali derivanti da inquinamento ambientale e inquinamento ambientale colposo. L’inchiesta era ufficialmente partita dopo le oltre mille denunce sporte dai cittadini alla caserma dei carabinieri di Falconara nei giorni seguenti alla verifica dell’incidente, risolto dall’Api dopo quasi una settimana con il recupero del grezzo. L’avviso di garanzia dovrebbe precedere la nomina di un ulteriore consulente, un ingegnere è già al lavoro per conto della procura, per analizzare il serbatoio da cui è fuoriuscito il benzene, rendendo per alcuni giorni l’aria irrespirabile in tutta la zona di Falconara. Alcuni avvisi di garanzia sono stati notificati dai carabinieri della Tenenza e dai militari del Noe mentre questa mattina si stava tenendo l’udienza in tribunale per la morte di Francesco Fiore, l’operaio Api  investito nel maggio 2013 da un getto di vapore bollente che non gli aveva lasciato scampo. Le parti offese conteggiare dalla procura per il procedimento legato al serbatoio, all’epoca dei fatti non in funzione, sono 1035. A denunciare la raffineria era stato anche il Comune di Falconara, assistito dall’avvocato Calogero Caruso. L’amministrazione guidata da Goffredo Brandoni aveva già preannunciato l’intenzione di costituirsi parte civile in un eventuale processo penale.  A causa del rilevante numero di parti offese nel procedimento iscritto, la procura ha disposto l’esecuzione della notifica per annuncio pubblico e mediante deposito nelle caserme dei carabinieri di Ancona e Falconara Marittima. I cittadini possono dunque reperire il documento che li riguarda a partire da quest’oggi. All’interno dell’atto ci sono le ipotesi di reato formalizzate dalla magistratura e i riferimenti del procedimento con il nome di un solo indagato: si tratta dell’amministratore delegato dell’Api di Falconara, Giancarlo Cogliati. Sulla ricezione degli avvisi di garanzia, ecco la presa di posizione dell’Api: “Gli avvisi di garanzia ricevuti oggi – riporta una nota scritta dalla raffineria – sono un atto dovuto che ci aspettavamo a seguito dell’evento al serbatoio TK61. Abbiamo gestito l’evento di aprile con la massima trasparenza fin dal primo giorno, condividendo con gli inquirenti e con tutti gli enti coinvolti ogni dato e informazione rilevante sull’avvenimento. Essendo in corso un’inchiesta, nel rispetto della magistratura e dei colleghi coinvolti riteniamo di astenerci da ogni commento finché i fatti non saranno chiariti, pertanto non entriamo nel merito dei capi di imputazione. Probabilmente gli inquirenti hanno inteso comprenderne più d’uno per assicurare all’indagine la massima accuratezza. Anche nei prossimi passi della vicenda non ci sottrarremo a ogni approfondimento. Riponendo fiducia nell’autorità giudiziaria”.

 

(servizio aggiornato alle 17.02)

 

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