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Smog, parte il piano Bonifazi
Due anni di test sulla qualità dell’aria

ANCONA – Dopo un anno di stop è stato avviato lo studio utilizzando la centralina della Cittadella e la nuova stazione mobile posizionata alla Palombella, potrà essere ampliata con una terza centralina dedicata ai pollini. Ancona capofila del progetto che potrebbe essere replicato
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La nuova centralina della Palombella, da sinistra l’assessore Capogrossi, il sindaco Mancinelli e Floriano Bonifazi

Floriano Bonifazi

 

Smog e qualità dell’aria, parte il Piano inquinamento Ancona dell’allergologo Floriano Bonifazi. Dopo un anno di stop, rimasto fermo nel cassetto delle giunte di Comune e Regione, Palazzo Raffaello e Palazzo del Popolo annunciano l’avvio del Pia per il monitoraggio della qualità dell’aria contro pm10, pm 2,5 e pollini. Il test sarà di due anni, il progetto potrà essere replicato in altre città delle Marche. I primi dati sono raccolti utilizzando la centralina “di fondo” della Cittadella e la stazione mobile “di traffico” per ora stazionata alla Palombella, in zona ex Verrocchio. “Considerata la rilevanza sociale, sanitaria ed economica degli obiettivi del documento – ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, spiegando questa mattina i dettagli del progetto – e l’importanza di migliorare le conoscenze sull’esposizione della popolazione ai pollini allergizzanti e alla loro potenziale interazione con gli inquinanti atmosferici, abbiamo condiviso questo progetto con il Comune capoluogo e l’Autorità portuale”. Il sindaco Mancinelli ha parlato di una grande operazione di serietà scientifica e trasparenza anche per recuperare un rapporto di fiducia tra cittadini e amministratori, che si misurerà quotidianamente con i problemi della città. Il presidente dell’Autorità portuale Rodolfo Giampieri ha indicato lo studio come “con un approccio scientifico e professionale che mette al centro la competenza. L’impegno dell’Autorità è convinto, in quanto la sostenibilità risulta determinante anche nella competizione aziendale”. L’originalità di questo progetto, ha anticipato Bonifazi, “è quello di testare l’aria in tutte le sue componenti. È innovativo perché influenzerà l’arredo urbano, con la dislocazione, ad esempio, di piante non allergizzanti, l’ubicazione degli impianti sportivi e delle scuole ad almeno 3-400 metri dalle strade a maggior traffico”. Si cercherà di campionare “non solo particelle sospese PM2,5 e 10 ma si valuterà anche l’inquinamento da particelle organiche (pollini e spore fungine), con campionatori diversificati rispetto a quelle delle polveri sottili per affinare i rilievi, rendendoli disponibili in tempo reale ai cittadini”.

La presentazione del progetto, da sinistra Orilisi (Arpam), Sciapichetti, Mancinelli, Giampieri

È allo studio una dislocazione di pannelli informativi per la città, con indicazioni comportamentali sulla base degli inquinanti rilevati in caso vengano rilevati picchi di inquinanti o pollini. “Il progetto, già partito – ha dichiarato Bonifazi – sta campionando da tempo, utilizzando il campionatore di fondo sito nella Cittadella, al quale è stato aggiunto quello mobile della Palombella che rileva i dati del traffico e che sarà dislocato anche negli altri quartieri. È previsto un terzo rilevatore di polline, la cui dislocazione è allo studio. Verranno raffrontati i campionamenti e si inizieranno a valutare quelli che possano essere i danni sulla salute dei cittadini più esposti, se danni ci saranno, mediante analisi di alcune patologie correlate valutando gli accessi ai Pronto soccorso di Torrette, Salesi e Inrca. Disporremo quindi di maggiori indicazioni per fare campagne di comunicazione, per correggere le abitudini dei cittadini nel traffico veicolare e negli ambienti chiusi. È un progetto ambizioso che procederà per gradi e che potrà essere ugualmente realizzato nel resto del territorio regionale”. Stefano Orilisi (direttore scientifico Arpam) ha detto che la nuova centralina di rilevazione del polline alimenterà la dotazione della Rete pollnet nazionale a cui aderisce l’Agenzia, sottolineando l’importanza dell’integrazione tra strutture specialistiche per il monitoraggio degli inquinanti.



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