facebook rss

Elezioni regionali - risultati in tempo reale

Aumenti per il personale di Torrette,
l’accusa di Cgil e Uil:
«L’azienda sta beffando i lavoratori»

CONTESTAZIONE - Le due sigle sindacali che non hanno firmato l'accordo dello scorso ottobre denunciano: «Altro che aumenti, Ospedali Riuniti avviando il piano di rientro del Fondo straordinari sta chiedendo ai lavoratori di pagare i debiti che ha contratto la dirigenza della struttura»
Print Friendly, PDF & Email

L’ospedale regionale di Torrette

 

Aumenti contrattuali per il personale para medico ed amministrativo di Ospedali Riuniti, Fp Cgil e Uil Fpl sul piede di guerra. A far scattare la protesta delle due sigle sindacali che non hanno firmato l’accordo del 5 ottobre sulla rideterminazione dei Fondi contrattuali, l’ultima mossa dell’azienda dello scorso 6 novembre che, a detta di Cgil e Uil «grazie alla capacità di cambiare le carte in tavola fa sparire di fatto gli aumenti e l’equiparazione dei dipendenti di Ospedali Riuniti agli altri lavoratori di comparto dell’area vasta della provincia di Ancona. Aumenti promessi nella conferenza stampa dello scorso maggio durante la quale si dichiarava un incremento dei tre fondi contrattuali dei dipendenti del comparto (Infermieri, Tecnici, Ausiliari, Oss e Amministrativi) per complessivi 663.789,13 euro».

Solo pochi mesi dopo però l’azienda ospedaliera anconetana, nell’incontro del 1° agosto scorso, ha comunicato l’avvio di azioni di recupero nei Fondi contrattuali degli anni futuri, per un ammontare di oltre 2,7 milioni, per ripianare l’eccessivo splafonamento a cui Ospedali Riuniti ha fatto ricorso per anni per il pagamento degli straordinari dei lavoratori. Un “piano di rientro” da spalmare in otto anni a partire dal 2019. «Il ripiano così − sottolineano i segretari provinciali di Uil Fpl e Fp Cgil, Rossano Moscatelli e Delia Arpe − lo pagano di fatto i lavoratori in otto “comode” rate annuali rinunciando a circa 60 euro di stipendio. Questo significa che, ad essere fortunati, l’effetto positivo degli aumenti, dovuti all’attribuzione delle fasce economiche (salario accessorio dato in base a criteri selettivi e graduatorie che sostituisce i vecchi scatti di anzianità, ndr) si vedranno a partire dal 2027 con lo scorrimento delle graduatorie, se non ancora oltre visto che si continuano a splafonare i Fondi per pagare gli straordinari. Solo nel 2017 − proseguono Cgil e Uil − lo sforamento del Fondo straordinario è stato di 764.077,98 euro. Si continua, dunque, a ripetere una pratica viziosa della quale stiamo già scontando gli effetti negativi e che già la Corte dei Conti nel 2015 ha bollato come non prevista dall’ordinamento. Occorre mettere mano seriamente alla riorganizzazione di personale e Fondi contrattuali».

A fronte dei “debiti” contratti da Ospedali Riuniti e che saranno ripagati dai dipendenti per i prossimi 8 anni, c’è l’aumento medio annuo di 73,20 euro lordi per ogni dipendente dichiarato dal direttore amministrativo Antonello Maraldo. «A prescindere che, permetteteci, si tratta di pochi spiccioli per i dipendenti degli Ospedali Riuniti, ma il bello è − sottolinea Moscatelli − che questo aumento non riguarda tutti i dipendenti, ma solo 420 lavoratori (su 2.868) che vedranno attribuire loro le fasce economiche ma in base ad un accordo siglato nel 2016 che prevedeva lo scorrimento della graduatoria e non certo in base ad accordi o manovre successive di incremento dei fondi contrattuali».

«È per questo che come Uil Fpl ed Fp Cgil − riprendono i segretari delle due sigle sindacali − abbiamo espressamente dichiarato, il 6 novembre scorso, dopo le affermazioni della direzione aziendale e dopo l’illustrazione della proposta di azioni di recupero per 8 anni, a partire dall’anno 2019, a danno dei dipendenti in conseguenza di errori di costituzione dei Fondi contrattuali e splafonamenti dei Fondi stessi, che saremo costretti ad attivare tutte le azioni a tutela del personale dipendente fino all’eventuale contestazione formale, con segnalazioni agli organi preposti, delle responsabilità dirigenziali relative alla gestione ed alla liquidazione dei fondi in difformità del Ccnl ed in difformità della Contrattazione integrativa decentrata. Stiamo già sostenendo i dipendenti, come già hanno iniziato dal 26 ottobre scorso, per la interruzione dei diritti dei singoli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X