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Non paga l’affitto e occupa casa:
«5 mila euro per andarmene
o la distruggo»

ANCONA - Il ricatto verso il proprietario dell'appartamento è costato all'inquilino moroso, un iracheno di 32 anni, un processo per estorsione. La vittima: «Mi diceva che mi avrebbe distrutto l'abitazione se non avessi pagato»
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Foto d’archivio

 

Non paga l’affitto, le bollette e minaccia il proprietario dell’appartamento: «Me ne vado solo se paghi 5 mila euro, altrimenti distruggo casa». E’ finito sul banco degli imputati per estorsione un iracheno di 32 anni che tra il 2013 e il 2014 avrebbe ripetutamente ricattato il proprietario dell’appartamento, in via Astagno, che aveva preso in affitto assieme ad altre persone. Nella primavera del 2013, rimasto solo in casa, aveva iniziato a non far più pervenire al proprietario – un anconetano di 55 anni – i pagamenti relativi al canone d’affitto e alle bollette. «Si giustificava – ha detto oggi in udienza la vittima – che aveva dei problemi economici e quindi per un po’ di tempo ho lasciato perdere». Arriva l’autunno e l’anconetano torna alla carica. Ma non trova terreno fertile nei contatti con l’inquilino moroso. Anzi, è l’iracheno che avanza delle richieste di denaro, riportate in aula dal 55enne. «Se mi dai un regalino vado via», «Dammi 5 mila euro e riavrai l’appartamento». Dopo aver ricevuto una lettera per cominciare l’iter di sfratto, ecco le vere e proprie minacce: «Se mi stacchi le utenze, ti distruggo casa, mi porto via cucina e mobili», «E’ un peccato se dovesse accadere qualcosa a tuo figlio». «A un certo punto – ha sottolineato la vittima – mi aveva chiesto addirittura 10 mila euro. Io ero in serie difficoltà economiche e ho dovuto staccare le utenze dall’appartamento in via Astagno, una casa dove avevo investito molti soldi per la ristrutturazione». Il 6 gennaio 2014, la fine dell’occupazione dell’iracheno. «Alla fine – ha concluso il 55enne – siamo venuti a un accordo. Il 5 gennaio gli ho dato 700 euro con la promessa da parte sua di liberare l’appartamento. Il giorno dopo per ottenere le chiavi ho dovuto sborsare altri 100 euro presi da un suo parente». L’anconetano è parte civile con l’avvocato Andrea Marini. Il risarcimento danni è ancora da quantificare. L’iracheno è difeso dal legale Paolo Mengoni. Non è stato ancora sentito dal giudice. Il processo proseguirà il 22 maggio.

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