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Chiusa per restauro
la Chiesa del Gesù
A giugno sarà riaperta al pubblico

ANCONA - Partiti i lavori per risanare l’area dell’altare maggiore e le due cappelle laterali in fondo alla navata danneggiate dalle infiltrazioni d’acqua. Spesa di 326mila euro finanziata in parte dalla Soprintendenza e in parte dalla Curia
giovedì 14 Marzo 2019 - Ore 15:37
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La cappella del sepolcro a sinistra della Chiesa del Gesù

 

La Chiesa del Gesù di piazza Stracca chiusa per restauro

 

di Giampaolo Milzi

(foto di Giusy Marinelli)

La Chiesa del Gesù bella come non si era forse mai vista, tra qualche mese non più martoriata dalle croniche infiltrazioni d’acqua che parevano indebellabili. Dai primi di marzo infatti l’interno del meraviglioso edificio di culto sconsacrato che si affaccia in piazza Stracca ad Ancona – realizzato nel 1605 e reso ancora più ammaliante grazie alla ristrutturazione e alle modifiche apportate da Luigi Vanvitelli nel 1743 – è oggetto di importanti lavori per una spesa complessiva di 326mila euro, finalizzati proprio ad eliminare alla radice le cause delle infiltrazioni e a restaurare la parte degli arredi che queste avevano nel tempo causato. Si tratta di un duplice cantiere in corso, uno relativo alla parte absidale che ospita l’altare maggiore e il presbiterio, l’altro riguardante i due altari delle due cappelle laterali (sono in totale quattro, metà a destra metà a sinistra) verso in fondo della navata. Interventi radicali, va sottolineato.
Per quanto riguarda il primo cantiere, in cui opera la ditta Ies Fratelli Mammarelli (di Chieti), finanziato per 146mila euro dall’Arcidiocesi, si è assodato che l’umidità trasuda ampiamente dalla parte di roccia del Conero su cui poggia la parete in laterizio in fondo alla chiesa, umidità che ha deturpato soprattutto ampie superfici intonacate e pavimentali. «Abbiamo compiuto una videoispezione con speciali telecamere nei condotti fognari sotterranei, li stiamo risanando in quanto in cattive condizioni, liberandoli dai fanghi e dai detriti che, ostruendoli, hanno determinato il ristagno dell’acqua, la sua fuoriuscita in porzioni di pavimento e il suo abnorme deflusso nella canalina di raccolta esterna in superficie in fondo all’abside, anch’essa danneggiata e non più capace di contenerla», ha spiegato ieri mattina (13 marzo) l’ingegner Piero Gregori, che dirige questa tranche di operazioni per l’azienda Ies. La canaletta è stata demolita e ricostruita integralmente come l’originale ed ora è perfettamente impermealizzata. «Ora stiamo risanando l’intonacatura del muro maestro dietro l’abside», ha aggiunto l’ingegnere.

La cappella del sepolcro a destra della Chiesa del Gesù

Ancora più certosini, gli interventi nelle due cappelle laterali, in fase d’attuazione da parte dei tecnici dell’azienda Pieramici Restauro e Conservazioni; in questo caso le spese, pari a 180mila euro, sono coperte dalla Soprintendenza Unica delle Marche, che ha avallato l’intero progetto dei lavori. A buon punto l’attività svolta nella cappella con relativo altare di destra, quella che ha subìto maggiori danni, sempre a causa delle infiltrazioni d’acqua che avevano indebolito parti delle fondamenta. Infiltrazioni che addirittura avevano causato il ribaltamento in avanti del monumentale sepolcro con tabernacolo, risalente a metà dell’800, che contiene i resti di alcuni componenti della nobile famiglia anconetana dei Fazioli. I tecnici hanno riposizionato il sepolcro, risistemate le sbarre di ferro di sostegno, eliminato a regola d’arte le crepe e le fenditure presenti sia nel bordo in marmo di Carrara sia nelle colonnine in pietra dell’elegante recinto dell’area di sepoltura, così come su decorazioni, stucchi e pavimentazioni. Ancora si procede, tra l’altro, per riportare all’originario e splendente stato di doratura il basamento della cornice della pala d’altare e altre parti della parete. Più o meno gli stessi interventi compiuti nella cappella “gemella” di fronte sul lato opposto, anche qui con l’altare e la tomba dove sono sepolti “il marchese Agostino Trionfi e i suoi maggiori”, come recita una lapide del 1862.
La Chiesa del Gesù aveva subito una prima lunga fase di restauro nel 2011, seguita da un’altra nel 2016. Tre anni fa l’Arcidiocesi, che sta procedendo per fasi, aveva appaltato, sempre alla Ies Mammarelli, il risanamento della porzione di tetto della parte terminale destra della navata, costituita in cammorcanna (legno e gesso) sormontata da uno strato di mattoni-coppi. Anche in questo caso i danni, arrecati anche agli intonaci, erano stati prodotti da infiltrazioni d’acqua, provenienti dall’antico edificio (ex proprietà dell’Arcidiocesi) che confina proprio, aderendovi, con la parete esterna destra della chiesa. Se, come sembra, i tempi di fine cantieri saranno rispettati, già nei primi di giugno il gioiello vanvitelliano potrà essere riaperto al pubblico, probabilmente in occasione di una visita guidata organizzata dal FAI. Sopra l’altare maggiore tornerà a troneggiare la “Circoncisione” di Orazio Gentileschi, così come nelle cappelle laterali reduci dal restauro potranno essere ammirate le altre due pale d’altare (entrambe del XVIII secolo), quella della “Partenza di San Francesco Saverio per le Indie”, di Sebastiano Conca (a sinistra), e quella, attribuita ad un pittore romano ignoto, che raffigura una Madonna col Bambino e San luigi Gonzaga.

L’altare maggiore della Chiesa del Gesù

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