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Pressioni all’idraulico
per non saldare il conto,
condanna bis per un finanziere

ANCONA - Doveva rispondere di tentata concussione per aver cercato di far leva sulla sua posizione da pubblico ufficiale per pagare meno i lavori commissionati all'operaio per il rifacimento dei sanitari del bagno. In appello è stata confermata la sentenza di primo grado che condannava il militare a due anni di reclusione, pena sospesa
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Foto d’archivio

 

Pressioni all’idraulico per non saldare il conto relativo ad alcuni lavori edili: arriva la condanna anche in appello per un finanziere. I giudici di secondo grado hanno confermato questa mattina i due anni di reclusione, pena sospesa, inflitti dal collegio penale nel gennaio dello scorso anno. L’imputato, 48 anni e all’epoca dei fatti associato a una caserma anconetana come appuntato scelto, doveva rispondere di tentata concussione nei confronti di un idraulico falconarese, parte civile tramite l’avvocato Laura Versace. Confermato anche il risarcimento di tre mila euro nei confronti dell’operaio. L’uomo, tra dicembre 2012 e gennaio 2013, sarebbe stato vittima del pressing impartito dal militare che avrebbe fatto leva sulla sua posizione da pubblico ufficiale per non saldare il conto. Stando alle accuse, a fronte di una spesa di 1.250 euro per il rifacimento dei sanitari del bagno di casa dell’appuntato, a Senigallia, aveva ricevuto solamente 500 euro. Alla richiesta di completare il pagamento, avrebbe ricevuto ripetuti ammonimenti. «Non chiedere altri soldi, altrimenti passi dei guai», «Mando un accertamento fiscale alla tua ditta» avrebbe detto il finanziere all’operaio, ricordandogli l’appartenenza al corpo della Guardia di Finanza. La vittima aveva poi denunciato tutto. In un primo momento, il pm aveva chiesto l’archiviazione del caso, poi riaperto con un’opposizione dell’avvocato Versace. L’imputato, difeso dagli avvocati Emanuela Bruno e Tiziana Magrini, ha sempre respinto le accuse, sostenendo come l’idraulico non avesse mai eseguito dei lavori nel suo appartamento. Si era piuttosto limitato a una mera consulenza riguardante l’installazione dei sanitari. La richiesta di pagamento, dunque, sarebbe stata immotivata.

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