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Incendio alla Tontarelli, l’azienda:
«Non c’erano stufette nel deposito»

CASTELFIDARDO - La ditta precisa che il sistema di riscaldamento non prevedeva apparecchi mobili e attende fiduciosa gli esiti delle indagini coordinate dalla Procura. Il sopralluogo svolto dai tecnici dei vigili del fuoco, a rogo spento, ha permesso di individuare il punto di innesco. Il Pm potrebbe nominare un nuovo perito
giovedì 18 Aprile 2019 - Ore 20:27
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«Il sistema di irradiazione del calore in essere nei nostri siti produttivi è moderno ed oggetto di periodica manutenzione, non si risolve di certo in impianti di scarso spessore come potrebbero essere dei caloriferi amovibili o delle semplici stufe a cui è stato fatto generico riferimento in talune occasioni».

Sergio Tontarelli, il titolare della Tontarelli spa di Castelfidardo

Impossibile, quindi, che ad accendere lo spaventoso incendio nel magazzino di via Giolitti, martedì mattina, a Castelfidardo possa essere stata una stufetta azionata dagli operai. E’ questa la versione ufficiale fornita dal Gruppo Tontarelli sulle cause del rogo che ha distrutto e reso inagibile i 10mila metri quadrati di deposito dello stabilimento. La Tontarelli spa precisa di restare in attesa dell’esito delle indagini dei carabinieri ma puntualizza fin d’ora l’assenza nel fabbricato, incenerito dalle fiamme, di un apparecchio mobile utilizzato dalle maestranze all’occorrenza per scaldare l’ambiente. Se ci fosse stato, non sarebbe stato autorizzato. Una ipotesi investigativa, quella della stufetta, vagliata però nell’imminenza dei fatti dalla Procura, che confermerebbe comunque l’accidentalità delle cause dell’incendio, e che in questa fase iniziale delle indagini non può essere neppure scartata, per non lasciare niente di intentato nella ricerca di eventuali responsabilità penali e civili.

Per questo motivo, se fin dall’inizio è stato del tutto escluso il movente doloso del rogo, si sta ancora valutando se la prima scintilla possa essere partita dal corto circuito di un quadro elettrico, dal sistema di riscaldamento, ma anche dal calore di una stufa che potrebbe aver innescato la combustione su merce altamente infiammabile. In questo momento è aperto un fascicolo per incendio colposo senza indagati, il perito Luca Russo è stato incaricato dal pm Rosario Lioniello di analizzare tutti i dati registrati dalle centraline antincendio e di visionare le immagini del sistema di videosorveglianza che potrebbero fornire elementi utili e fugare ogni dubbio su quello che è accaduto. Sarebbe già stato individuato il punto d’innesco dell’incendio dopo il sopralluogo, svolto a fiamme spente, dai tecnici della squadra di polizia giudiziaria  dei vigili del fuoco di Ancona. Per vederci chiaro la procura nominerà nelle prossime ore un consulente tecnico (quasi sicuramente un ingegnere)  per vagliare le cause del rogo. Non è escluso che si possa arrivare a un incidente probatorio.

Il Gruppo Tontarelli sottolinea di aver «appreso che su quanto si è verificato sono in corso indagini da parte della competente autorità giudiziaria e ne attende con fiducia l’esito». Torna poi ad esprimere «la propria gratitudine ed il proprio riconoscimento ai Vigili del fuoco, alle forze dell’ordine ed a tutte le pubbliche autorità che con il proprio tempestivo intervento hanno evitato il diffondersi delle fiamme ponendo così in sicurezza uomini e strutture. Un ringraziamento tanto più doveroso considerato che l’operato delle pubbliche autorità e la dedizione di tutti gli appartenenti al gruppo Tontarelli hanno consentito di riprendere pressoché immediatamente l’attività produttiva evitando in tal modo l’aggravarsi dei danni». L’azienda è coperta da polizza assicurativa ma i danni sono ingenti e ammonterebbero a 5-6 milioni di euro secondo le primissime stime. Oltre a distruggere un impianto fotovoltaico di 1 Mw costato 3 milioni di euro, è andato in fumo anche tutto il materiale semilavorato stoccato e gli articoli casalinghi (soprattutto contenitori per alimenti da freezer in polipropilene) pronti per la consegna. Il capannone, inoltre, dovrà essere demolito.

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