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Inchiesta sul macrobiotico,
la perizia scagiona Pianesi:
«Non ha ucciso la moglie»

INDAGINE - Si è discussa in tribunale ad Ancona la relazione tecnica del perito del gip in merito all'accusa di omicidio volontario ipotizzata per il guru e fondatore di Upm. Per la scomparsa di Gabriella Monti non ci sarebbero responsabilità attribuibili all'indagato
mercoledì 18 Settembre 2019 - Ore 19:51
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Mario Pianesi

 

di Federica Serfilippi

Non ci sono responsabilità attribuibili a terzi per la morte di Gabriella Monti. E’ quanto emerge dalla perizia chiesta dal gip Sonia Piermartini e redatta dal medico legale Cristian D’Ovidio in merito al procedimento che vede indagato il guru della macrobiotica Mario Pianesi per l’omicidio volontario della prima moglie, deceduta nel settembre 2001 al Lancisi di Ancona. L’ipotesi della procura si basava sul fatto che il 75enne creatore dell’impero Un Punto Macrobiotico (Upm) avesse in qualche maniera avuto un ruolo nel decesso della donna, inducendola a non seguire la medicina tradizionale e imponendole una dieta povera, basata quasi esclusivamente sull’assunzione di cereali. Uno stile di vita che, stando al quadro ricostruito dagli inquirenti, avrebbe potuto far peggiorare le condizioni della Monti, spirata a 43 anni per una patologia cardiaca scoperta nel 1997, anno in cui era stata colpita anche da un ictus. La relazione letta oggi in aula nell’ambito di un incidente probatorio avrebbe però smontato l’ipotesi accusatoria: da quanto emerso, infatti, non sarebbe stata ravvisata alcun tipo di negligenza nella storia clinica della Monti.

Una delle vittime che ha denunciato Pianesi

Dopo l’ictus e la scoperta della patologia cardiaca (stenosi mitralica), la donna è stata seguita costantemente da un cardiologo: una visita specialistica ogni due mesi. Non sarebbe, dunque, stata indotta a sfuggire a ricoveri o visite specialistiche, come ipotizzato dagli inquirenti sulla base di testimonianze di ex frequentatori del mondo macrobiotico. Alla 43enne era stata proposta la possibilità di sottoporsi a un delicato intervento per cercare di risolvere il problema al cuore. Aveva però rifiutato. L’eventuale operazione le avrebbe concesso di vivere più a lungo? Non c’è certezza, come emerso dalle cartelle cliniche studiate per compilare la relazione tecnica discussa davanti al giudice, all’avvocato difensore Andrea Soliani e al consulente di parte, il medico legale Mariano Cingolani. Infine, la dieta macrobiotica a base di cereali: non ci sarebbe collegamento tra lo stile di vita portato avanti dalla Monti e il decesso. La perizia ha messo un punto fermo all’inchiesta aperta nella primavera del 2018 e portata avanti dal pm anconetano Paolo Gubinelli. Ora, le strade sono due: o la richiesta di rinvio a giudizio o quella di archiviazione. Pianesi è indagato anche per un altro filone, legato all’attività dell’Upm. Con lui sono inquisiti la seconda moglie Loredana Volpi,  Giovanni Bargnesi e Karl Xaver Wolfgruber, due ex collaboratori dell’associazione. Secondo l’ipotesi accusatoria, a vario titolo, avrebbero contribuito a formare il gruppo che gli investigatori hanno ribattezzato ‘psicosetta macrobiotica’, all’interno della quale – stando alle testimonianze raccolte dagli investigatori della Squadra mobile di Ancona – veniva predicata la forza salvifica delle diete pianesiane (dette Ma.Pi) e la demonizzazione della medicina tradizionale. Presunte vittime, ex adepti, sono sparse per tutta Italia. Molte, almeno una cinquantina, hanno chiesto aiuto all’Osservatorio nazionale antiviolenza psicologica di Firenze. I quattro indagati non sono mai stati colpiti da misure cautelari.

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