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Screening sierologico a Torrette
Maraldo: «Stiamo scrivendo
una pagina di ricerca»

ANCONA - Un macchinario permetterà di selezionare con precisione chi sottoporre a tampone. Al momento verrà utilizzata per il personale sanitario ma non è escluso che ciò possa avvenire anche per i pazienti - VIDEO
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Antonello Maraldo, direttore amministrativo Ospedali Riuniti Ancona

 

 

«Venerdì sera abbiamo terminato i lavori per l’amplificazione delle attrezzature per lo screening sierologico: sabato mattina è partito l’ordine e da lunedì mattina la macchina organizzativa si è messa in moto. Materialmente l’attrezzatura arriverà o venerdì o al massimo lunedì». Ad annunciarlo è stato questa mattina Antonello Maraldo, direttore amministrativo Ospedali Riuniti Ancona. Ciò di cui si parla è un macchinario per lo screening sierologico e preventivo ai tamponi, a cui verranno sottoposti, almeno per ora, il personale sanitario e amministrativo. Circa 3mila persone.  Il test permette un’indagine preventiva per valutare chi sottoporre a tampone, andando a tracciare la presenza di eventuali anticorpi nel sangue di chi si sottopone all’esame. «Nel frattempo però – ha ripreso Maraldo – abbiamo messo in essere quegli adempimenti necessari, che sono lo stabilire come si fa ciò. Fare esami per 3mila persone in due giorni avendo l’attenzione a tenerle separate a gestire le provette in maniera efficiente e rilevare per la prima volta, su Covid, le cosiddette risposte sierologiche Igg e Igm, e interpretarle correttamente onde evitare di sbagliare potenzialmente nella risposta, è uno sforzo anche culturale che grazie al nostro laboratorio e alla chirurgia, stiamo facendo tra i primi in Italia. Dunque, non solo lo screening ci permetterà di selezionare con precisione chi sottoporre a tampone e chi tenere sufficientemente protetto, ma anche di scrivere delle pagine di ricerca».

Rosalia Mercanti

La macchina ha una capacità di produzione di circa mille esami al giorno e «i nostri dipendenti da screenare sono circa 3mila. Ovviamente man mano che si realizza lo screening si hanno delle risposte quindi – ha precisato Maraldo – diminuisce nel tempo la popolazione perché alcuni passano a tampone e alcuni sono ‘sufficientemente protetti’. L’idea è quella di ripeterlo ogni 7-10 giorni» Alla domanda se lo screening può essere utilizzato anche per i pazienti oltre che per il personale, Moraldo ha spiegato che «in questa fase al personale. Ma la durata del contratto al momento è di due mesi e poi decideremo se estenderla o meno in funzione anche degli esiti. Non è escluso – ha concluso – che si possa andare oltre».  A parlare è stata poi Rosalia Mercanti, responsabile servizio infermieristico Ospedali Riuniti Ancona, che ha tenuto a ricordare come «cerchiamo, nel limite delle nostre possibilità, di dare una giusta assistenza. La difficoltà principale – ha detto – è pensare che si tratta di persone sole. Cerchiamo quindi in tutti i modi di ‘inventarci’ qualcosa come donare cellulari usati per creare condizioni come quelle delle videochiamate, per coloro che sono in grado di farle, con i propri cari. Lavoriamo in costante attenzione – ha aggiunto – con l’obiettivo di vedere questa situazione che torni tranquilla e lo sguardo nostro è rivolto a tutti i dipendenti per poter creare, appena possibile, una condizione di riposo e di recupero psicofisico dato che si sta lavorando affinché si possa continuare a dare una buona assistenza ai nostri cittadini. Cosa che vogliamo continuare a fare nel modo migliore».



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