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Consiglio comunale straordinario
sull’incendio al porto
«Fare chiarezza su quanto avvenuto»

ANCONA – La richiesta è stata depositata ieri dalle opposizioni e nella riunione dei capigruppo che si è tenuta in mattinata, è stato deciso di fissare la seduta, aperta e monotematica, per giovedì 24 alle 9. La minoranza: «sindaca irresponsabile». Berardinelli (Fi): «siamo preoccupati per l’occupazione, le imprese del porto stanno valutando la possibilità di licenziamenti»
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I consiglieri di opposizione

 

di Martina Marinangeli

Un Consiglio comunale straordinario sull’incendio al porto. Dopo la richiesta depositata ieri dalle opposizioni, nella riunione dei capigruppo che si è tenuta nella mattinata di oggi è stato deciso di fissare la seduta, aperta e monotematica, per giovedì 24 alle 9. Un’occasione per chiedere alla sindaca Mancinelli ed alle autorità «di fare chiarezza su quanto accaduto e garantire alla rappresentanza politica di questa città l’avvio di un dibattito pubblico e trasparente sulla vicenda e sui rapporti tra la città e lo scalo dorico», puntualizzano le minoranze. La seduta sarà trasmessa in streaming sul sito del Comune.
«La maggioranza inizialmente voleva fissare il dibattito sull’incendio a margine della seduta già in programma il 29, dopo la delibera sulla Tari», fa sapere Stefano Tombolini, capogruppo di 60100 e primo firmatario della richiesta. «Abbiamo chiesto la presenza dell’Autorità portuale, del Prefetto, del comandante dei vigili del fuoco, dei sindacati e degli operatori portuali. Stando alle autorità – prosegue il consigliere – va tutto bene, ma noi riteniamo che ci sia un grosso problema. Vogliamo sapere che aria abbiamo respirato, visto che ci sono solo relazioni tra tecnici, ma mancano dati ufficiali». Tombolini fa poi notare che «il piano di sicurezza del porto risale al 1998 e vogliamo sapere perché non sia mai stato aggiornato. Per le operazioni d’emergenza dopo l’incendio si è fatto ricorso al piano di sicurezza esterno della Sol. Vogliamo capire che cosa ha funzionato e cosa no e se è riconoscibile un danno alla collettività».

Una parte di capannone dell’ex Tubimar

Per Francesco Rubini, capogruppo di Altra idea di città, il problema maggiore è stato nella comunicazione: «tra l’incendio e le prime informazioni è passata una notte intera, molti anconetani hanno dormito con le finestre aperte rischiando di inalare sostanze tossiche: non c’era nemmeno un’auto che girava con l’altoparlante. Si continua a dare per scontato che internet sia l’unico strumento di comunicazione, ma per molti anziani non è così». I consiglieri pentastellati Daniela Diomedi, Andrea Vecchietti e Gianluca Quacquarini hanno invece puntato il dito contro «l’effetto dimenticanza a cui tende il Comune: quando la puzza passa, il problema è superato. Ed invece non è così: non si sa cosa c’era nei container andati a fuoco e, nel dubbio, la sindaca avrebbe dovuto chiude la città per un principio di precauzione. È stata irresponsabile». Antonella Andreoli, capogruppo della Lega ha fatto notare che «manca un sistema di allarme per la cittadinanza» e ha chiesto «chiarezza anche sul materiale che viene stoccato negli stabilimenti». Daniele Berardinelli, capogruppo di Forza Italia, ha infine posto l’accento sulla «preoccupazione per l’occupazione, perché le imprese del porto coinvolte nel rogo stanno valutando la possibilità di licenziamenti. Il Comune aiuti gli imprenditori e faccia di tutto per evitare che a pagare le conseguenze di questo disastro siano i lavoratori».



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