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Mascherine a scuola,
decine di segnalazioni al Garante

COVID - La preoccupazione nasce dal fatto che il dispositivo sanitario deve essere indossato per tutto il tempo delle lezioni. Per fugare i dubbi più consistenti e fornire risposte attendibili, Nobili si è già rivolto a degli specialisti del settore
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Il garante Andrea Nobili

 

«Decine di segnalazioni ogni giorno sulla scrivania del Garante per il problema delle mascherine che sono chiamati ad indossare i bambini nel corso delle lezioni scolastiche, così come previsto nel Dpcm del 3 novembre». Lo comunica Andrea Nobili che sottolinea come già nell’aprile scorso, durante il primo periodo del lockdown, aveva evidenziato come fosse necessario «trovare un punto di equilibrio tra il rischio di aumentare il numero dei contagi e la limitazione dei diritti dei bambini». Oggi, con la riapertura delle scuole e le disposizioni per la prevenzione e il contenimento della pandemia, la questione delle mascherine è tornata prepotentemente in primo piano con numerose prese di posizione. Secondo il garante si tratta di «preoccupazioni sicuramente comprensibili, anche perché quando si parla di minori le scelte vanno adottate con maggiore prudenza, altrettanta flessibilità e con il supporto di comprovati pareri tecnici. Ecco perché, almeno per fugare i dubbi più consistenti e fornire risposte attendibili, abbiamo creduto opportuno rivolgerci a degli specialisti del settore». L’Autorità di garanzia, infatti, ha già fatto pervenire la richiesta di approfondimenti alla sezione marchigiana dell’Associazione Italiana di Pediatria e all’Ordine dei medici Chirurghi Odontoiatri della provincia di Ancona in relazione alla sussistenza o meno di rischi potenzialmente correlati alla mascherina per i bambini della scuola primaria, sia per quanto riguarda la salute fisica, sia per quella psico relazionale. «Resta sempre aperto – conclude Nobili – il discorso della flessibilità, vale a dire della ricerca di soluzioni che pur non andando ad intralciare il percorso di contenimento della stessa pandemia, consentano un’attenuazione della pressione sui bambini. Una questione d’ingegno e buon senso che chiama tutti ad una attenzione particolare quando si compiono scelte che riguardano i minori».



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