Olivetti in affanno con le donne.
Santarelli non fa un passo indietro
di Sabrina Marinelli
Il “toto-giunta” a Senigallia si sta rivelando più difficile della stessa vittoria alle urne.
Un problema per il sindaco Olivetti è la Lega.
Il cambio, in nome delle quote rosa, che vorrebbe fare tra la seconda eletta Elena Campagnolo e il primo Luca Santarelli, non sembra fattibile. Santarelli non è disponibile a fare un passo indietro.
A dettare le rigide condizioni del Carroccio è il coordinatore cittadino, nonché consigliere regionale, Nicolò Pierini, che gela le trattative: «il sindaco è libero di fare come meglio crede, però, il primo eletto merita di diritto di andare in Giunta. È anche una questione di rispetto nei confronti degli elettori che hanno indicato una persona. Se Olivetti ha un problema di donne, è un problema suo».
La Lega sarebbe contenta se entrasse anche una donna ma solo come seconda. «Elena Campagnolo è sicuramente a disposizione – aggiunge – ma noi non accettiamo condizionamenti: non è discutibile ricollocare altrove Santarelli. Questo lo dico con fermezza: il più votato fa l’assessore, punto. Per noi il rispetto degli elettori è questo. Poi, se il sindaco ne vuole due, prenderà due assessorati che di fatto ci meritiamo. Voglio ricordare che l’altra volta avevamo il 10% e due assessori; questa volta abbiamo preso poco più del 6%, però è anche vero che a livello nazionale siamo l’unico partito tra i tre della sua coalizione che tiene botta. Siamo allo stesso livello di Forza Italia, che però a Senigallia ha superato di poco il 3%, mentre Fratelli d’Italia, a fronte di un 30% nazionale, in città ha preso poco più dell’11%. Noi siamo quelli che stanno comunque reggendo».
La posizione della Lega spiazza il sindaco, che sperava di poter inserire in squadra l’ex assessore Elena Campagnolo proprio per rimpolpare la presenza femminile, rimasta pericolosamente sguarnita.
Certo, è libero di fare come vuole ma gli equilibri in aula diventerebbero striminziti lasciando sugli scranni consiglieri scontenti, che avevano i numeri per far parte dell’esecutivo: gli assessori gestiscono le deleghe, ma i bilanci li votano i consiglieri. Con tre contro si va a casa.
Il tempo stringe e la macchina comunale deve ripartire, con il primo cittadino che si è dato l’obiettivo di annunciare la squadra entro la fine della settimana.
Al momento, le uniche certezze poggiano sulle riconferme dei tre ex assessori più votati: Gabriele Cameruccio, Simona Romagnoli (l’unica donna finora certa) e Alan Canestrari entrano di diritto con i voti presi tra Senigallia al Centro e La Civica. Un altro che ha la porta aperta è Andrea Morsucci, che chiude il cerchio sui tre più eletti di Senigallia al Centro.
Tre assessori per Senigallia al centro, uno per la Lega, uno per La Civica e due più il presidente del Consiglio per Fratelli d’Italia. Fuori Forza Italia.
La seconda donna arriva da Fratelli d’Italia ma non si sa ancora quale. Il primo degli eletti Corrado Canafoglia andrà in consiglio per incompatibilità come consigliere regionale, Massimo Bello potrebbe andare di nuovo alla presidenza dell’aula perchè Olivetti vuole assolutamente Riccardo Pizzi nell’esecutivo. Per la quota rosa si valuta Lara Landi, su cui pende un quesito di incompatibilità per il suo ruolo nella Fondazione Città di Senigallia, seguita da Giulia Marinelli. Una delle due sarà la seconda donna della Giunta.
Ne serve una terza. Una partita complicatissima che Olivetti deve chiudere in poche ore, sperando in un miracolo diplomatico.
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