Bare, lacrime e tanto dolore:
i funerali per le quattro vittime di Ostra
al campo sportivo di Pianello
Una veglia di preghiera oggi pomeriggio alle 18, un unico funerale domani alle 15.30 al campo sportivo di Pianello per la quattro vittime dell’alluvione che risiedevano a Ostra. I feretri di Giuseppe Tisba, 65 anni, e del figlio Andrea, di 25, sono arrivati oggi, quelli di Diego Chiappetti, 52 anni e di Fernando Olivi di 82, ieri pomeriggio alla Casa Funeraria ‘Casci Ceccacci’ di Passo Ripe a Trecastelli e gia da questa mattina sono iniziate le visite alla camera ardente, tra dolore, abbracci e commozione. Tra poche ore, alle 18, padre Luigi Ceresoli nella stessa casa funeraria di via Giacomo Matteotti 9 a Trecastelli, guiderà la veglia per chi vorrà raccogliersi in preghiera insieme ai familiari dei quattro uomini travolti da fango e acqua giovedì sera, deceduti per annegamento, come avrebbero confermato le ispezioni, disposte dalla Procura per tutte le undici salme già recperate. Si cercano ancora gli ultimi due dispersi, il piccolo Mattia di 8 anni e Brunella Chiù di 56.
Domani, mercoledì 21 settembre, Ostra si fermerà per l’ultimo saluto ai suoi concittadini, nel corso di una funzione religiosa nell’impianto sportivo all’aperto alla quale prenderà parte come celebrante anche il vescovo della Diocesi di Senigallia, Franco Manenti. Ieri invece nella chiesetta parrocchiale di Bettolelle, a Senigallia, si è svolto il funerale di Gino Petrolati, l’89enne trascinato via dalla piena del fiume Misa. Durante le esequie don Stefano Basili ha sottolineato come «l’amore, l’amicizia, la solidarietà sono le vere pietre su cui costruire qualcosa di solido che l’acqua non potrà mai portare via» e si è anche appellato alle istituzioni – riporta l’Ansa . perché «si prendano le proprie responsabilità». Il parroco ha poi elogiato le centinaia di ragazzi e ragazze che in questi giorni danno una mano a sistemare i danni dell’alluvione in tutto il territorio.« Solo così, tra assunzioni di responsabilità, gesti d’amore e solidarietà, una comunità può ritrovarsi per curare le proprie ferite» ha concluso il sacerdote.
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