Electrolux, lavoratori in assemblea
e in sciopero a scacchiera: «Va ritirato
il piano di disimpegno industriale»

CERRETO D’ESI – Stamattina nello stabilimento che rischia la chiusura il confronto con i segretari nazionali delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom e Uilm

Un momento dell’intervento di Barbara Tibaldi (Fiom Cgil)

«Lavoratori compatti in assemblea oggi, come le sigle sindacali. Vigiliremo con la mobilitazione affinché vengano rispettati gli impegni presi con le istituzioni di non procedere con azioni unilaterali. Saremo presenti il 15 giugno al Mimit con le lavoratrici ed i lavoratori per far sentire con forza ad Electrolux la contrarietá dei territori e di tutto il Paese al piano di disimpegno industriale che deve essere ritirato». Lo hanno dichiarato congiuntamente Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom e Pierpaolo Pullini della Segreteria Fiom Ancona questa mattina al termine dell’assemblea dei lavoratori con i segretari delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche, svolta nello stabilimento di Cerreto d’Esi con i lavoratori in sciopero a scacchiera. Incontro al quale hanno partecipato anhe Massimiliano Nobis (Fim-Cisl) e Ginaluca Ficco (Uilm). E’ stato proclamato lo stato di agitazione permanente con un nuovo pacchetto di 8 ore di sciopero, le date ancora da definire.

La multinazionale svedese aveva confermato il piano industriale già presentato che prevede la chiusura del sito di Cerreto dove perderebbero il lavoro in 170 tra operai e impiegati. Eletrolux si era resa disponibile a discutere la gestione degli esuberi attraverso ammortizzatori sociali, ipotesi però giudicata irricevibile dai sindacati che puntano piuttosto a prospettive produttive e occupazionali per lo stabilimento cerretese da affrontare in un’ottica di distretto territoriale più ampio.

Lo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lunedì scorso, intervenendo in apertura del tavolo Electrolux convocato al Mimit, ha considerato «il piano presentato dall’azienda è irricevibile, inaccettabile, sia per l’assenza di adeguate prospettive industriali sia per le ricadute occupazionali che comporterebbe. Chiedo a Electrolux di ritirarlo e di aprire un confronto vero, per costruire una soluzione industriale condivisa e sostenibile, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione». L’azienda ha preso tempo fino al 15 giugno quando presenterà il nuovo piano di riorganizzazione dei tagli sempre al tavolo ministeriale.



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