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Pozzo dell’orrore,
emersa parte di teschio
I reperti saranno spediti a Roma

PORTO RECANATI - Dalla terra continuano ad emergere resti dei due corpi: un adulto e un bambino. Tra gli oggetti trovati ci sono anche 2 fermacapelli e una scarpa numero 41 che deve essere chiarito se appartengano alle persone sepolte
mercoledì 4 Aprile 2018 - Ore 19:43
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di Gianluca Ginella e Laura Boccanera

(Foto di Federico De Marco)

Pozzo dell’orrore a Porto Recanati: dalla terra continuano ad emergere resti di due corpi e oggi sono state trovate parti di un teschio. Confermata l’ipotesi che si tratti di una persona adulta e di un bambino. Ma resta da capire di chi siano quei corpi. I resti saranno repertati e consegnati al laboratorio di Medicina legale di Macerata per essere esaminati e per una prima valutazione scientifica che verrà inviata alla procura. In seguito i resti saranno mandati ai laboratori della polizia scientifica di Roma per altri accertamenti e per cercare tracce di Dna.

Se per uno dei corpi si parla di persona adulta, anche se non viene escluso possa trattarsi della 15enne Cameyi Mosammet, scomparsa nel 2010, per il bambino si parla di età prepuberale. Gli inquirenti sono comunque cauti su ogni dettaglio anche perché è difficile senza esami più approfonditi in laboratorio sbilanciarsi sui rinvenimenti di quelle ossa. Oltre alle ossa sono stati trovati oggetti come due fermagli per capelli, una scarpa numero 41, due canotte (una sportiva e una da donna) ma c’è da chiarire se quegli oggetti siano connessi con i corpi ritrovati o meno. Intanto oggi, ad una settimana dal ritrovamento del primo femore, si è continuato a scavare. A est e a sud del pozzo. Sono spuntati una decina di frammenti e ossa, di cui il più rilevante è sicuramente una porzione del cranio, ricostruita con alcuni frammenti, del cadavere più adulto. Rinvenuti poi anche parti di un altro femore, suddiviso in varie parti e pezzi di costato. Le ossa hanno tutte lo stesso colore, ipotesi che avvalorerebbe il fatto che tutti i pezzi ritrovati risalgano allo stesso periodo di sepoltura. E probabilmente si continuerà a scavare anche domani: gli inquirenti operano con un metodo che fino ad ora ha dato i risultati attesi. Si segue come direttrice la linea del suolo al livello del casolare e si effettuano dei solchi campione nel terreno dove la terra appare di riporto. In quella zona infatti ogni due anni circa venivano effettuati dei lavori di movimentazione della terra e sembra ormai credibile che gli scheletri siano stati spezzettati e smembrati dall’azione meccanica di ruspe e mezzi da lavoro. Il riporto della terra avrebbe poi disperso i resti nella zona attorno al pozzo e all’interno. Da ieri a Porto Recanati è presente anche la troupe della trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?” che effettuerà una diretta dalla zona dello scavo in via Santa Maria in Potenza.

Il sindaco Mozzicafreddo con il vice Rosalba Ubaldi sul luogo del ritrovamento dei corpi













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