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Asfalti, decoro e grandi opere:
l’Ancona del 2023 di Mancinelli

POLITICA – Al voto del Consiglio comunale arriva il primo atto politico del Mancinelli bis. Appena dodici pagine che riassumono gli obiettivi di cinque anni. I titoli degli indirizzi di governo già messi in discussione dalle decisioni di Roma. Alla voce immigrazione si conferma l’adesione allo Sprar, sicurezza con rigore contro vandali e bar fuori legge, nuovo prg del porto per dare “lavoro, bellezza e sostenibilità”
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Il sindaco Mancinelli al ritorno sui banchi del Consiglio comunale dopo la rielezione di giugno

 

Meno traffico a Torrette con la variante nord per l’uscita dal porto, il raddoppio della statale 16 tra Ancona e Falconara, il lungomare Nord, nuovo volto all’ingresso nord con le riqualificazioni di Archi e Palombella, ritrovare l’identità di città di mare con il waterfront, un diverso assetto dello scalo con la demolizione dei silos e lo spostamento dei traghetti dal porto antico, più servizi con il Salesi a Torrette e il nuovo Inrca dell’Aspio. Grandi opere ma anche tanta quotidianità: decoro, manutenzioni delle strade e del verde, inasprimento delle sanzioni contro chi danneggia i beni pubblici e chi rovina la convivenza nei quartieri. Ecco il binario dell’Ancona dei prossimi 5 anni, come viene immaginata dagli indirizzi di governo del Mancinelli-bis. Appena dodici pagine per indicare gli obiettivi da raggiungere, un documento stringatissimo rispetto alle precedenti sindacature, sei capitoli in tutto che vanno dal decoro, ai quartieri e frazioni, servizi sanitari, cultura, porto e grandi opere. Al voto del Consiglio comunale di lunedì arriva il primo atto politico dalla rielezione al ballottaggio del sindaco Valeria Mancinelli dello scorso giugno, una sorta di primo voto di fiducia dove la giunta dovrà incassare, a meno di colpi di scena, tutti i 21 voti della maggioranza appena eletta. Un disegno di città messo sulla carta che già nei primi giorni di governo cittadino è già stato messo in discussione dalle decisioni di Roma. Su tutte c’è lo stop ai 12 milioni di finanziamento per le periferie e i progetti di Archi e Palombella , contro cui il sindaco ha ingaggiato battaglia, ma anche la visione della viabilità a nord frutto del patto con l’ex ministro Delrio non viaggia alla stessa velocità delle intenzioni della giunta Mancinelli: a quando il raddoppio della statale 16, inseguito da oltre 30 anni, o la progettazione della nuova bretella di collegamento tra porto e A14? Da Roma e dall’Anas silenzio. Se le grandi opere rischiano di diventare la grande incognita, gli indirizzi di governo si concentrano anche sulla vivibilità di ogni giorno. Decoro e rispetto delle regole, per tutti la parola d’ordine è controlli e sanzioni. La giunta annuncia che vigilerà “con rigore sul comportamento degli operatori economici, affinché questi non compromettano le basilari e normate regole della convivenza civile, arrivando anche in questo caso alla sanzione esemplare dove necessario”. Stesso rigore contro i vandalismi per assicurare “la sanzione nei confronti di chi, anche giovane e giovanissimo attenta alla sicurezza delle persone e della comunità”, con in più l’impegno nella prevenzione e nel recupero di vandali e sbandati. Ancora multe: anche contro chi sbaglia la differenziata e chi sporca la città. Sul tema rifiuti si insiste sulla nuova azienda unica provinciale, stoppata negli scorsi mesi dal Tar. Alla voce manutenzioni, la priorità è sempre la sistemazione degli asfalti, delle buche, dei semafori e della sicurezza stradale, cercando “soluzioni per eliminare gli incroci pericolosi”. Al tema più sensibile e discusso, quello dell’immigrazione, la giunta risponde con il rafforzamento degli “interventi per favorire integrazione e inclusione, percorsi di educazione linguistica e civica”. “Governiamo il fenomeno della migrazione attraverso l’adesione al sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)” si legge nel documento. Cultura e turismo, il fulcro delle politiche è inevitabilmente la Mole, da far diventare un polo dai contenuti di livello “nazionale”, poi le parole chiave restano eventi, promozione, destagionalizzazione e infine una nuova “movida”, “un sistema di vita notturna che non sia ghettizzante né collida con le semplici regole del vivere comune”. Sport: due i cantieri chiave. Il recupero dello Stadio Dorico per l’Anconitana e del Palaveneto. Ambiente e parchi, dal paragrafo del Cardeto non si accenna all’albergo o al ristorante al Faro, piuttosto si ribadisce la volontà di “valorizzazione del verde e delle aree storico-monumentali” e dei “luoghi di aggregazione socio-culturale”. Sotto la voce Portonovo, non una parola sull’arretramento dalla linea di costa degli stabilimenti, ma si parla vuole un “sistema di sosta e di mobilità da e per la baia con l’obiettivo del minimo impatto e della massima funzionalità”. “Destiniamo un’area che consenta l’accesso ai cani” continua il documento, che conclude con un cenno telegrafico sugli ex Mutilatini: “All’interno del contesto baia riqualificare e valorizzare gli immobili pubblici”. Come? Con la vendita a privati o con un recupero ad uso pubblico, come prevedeva il progetto, arenato, del Comitato Portonovo per Tutti? Infine, un capitolo a parte degli indirizzi di governo è dedicato al porto. Le priorità sono quelle indicate da decenni: il completamento della banchina rettilinea per il potenziamento dell’attività commerciale, la demolizione dei silos, il ritorno al pieno utilizzo di tutti gli attracchi del Molo Sud, il recupero dello spazio dell’ex Bunge per poter liberare le aree del porto antico a favore della città e del waterfront cittadino. Obiettivo un porto che dia maggiore occupazione, bellezza e sostenibilità ambientale.



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