Vertenza Elica, Simona Lupini:
«La strada è ancora lunga»
Prime schiarite sul fronte Elica, ma tra le parti le distanze restano importanti: l’azienda avrebbe accettato di mantenere in Italia la produzione delle ‘Tesla’, riducendo il numero di produzioni d’alta gamma spostate all’estero, ma il numero di dipendenti che sarebbe tutelato dalle ultime schiarite della trattativa rimarebbe fermo attorno alle 150 persone, contro le 409 colpite dalla chiusura di Cerreto d’Esi. «E per lo stabilimento dell’entroterra, nel corso dell’estate si è affacciata anche la prospettiva di una possibile cessione al colosso agrifood Fileni, nell’ambito di un possibile piano di reindustrializzazione. Azienda e sindacati dovranno essere nuovamente convocati al Mise entro la prima decade di settembre». Sul tema si registra un nuovo intervento della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Simona Lupini, che da subito ha sposato la causa degli operai. «Il mantenimento di produzioni di alta gamma è una buona notizia, – sottolinea la consigliera – ma la strada è ancora lunga. Ci sono ancora troppi esuberi da coprire, e Elica, con i conti e le quote di mercato che ha può e deve fare ancora molti passi in avanti».
Sulla prospettiva di una cessione della fabbrica di Cerreto d’Esi, l’invito è alla chiarezza: «Il destino del sito di Cerreto farà la differenza per la vita di centinaia di famiglie. La posta in gioco è il destino di un manifatturiero in un intero territorio: servirebbero meno ipotesi sui giornali, e più proposte concrete. I lavoratori fanno bene a mantenere alta la guardia, e dobbiamo tutti sostenerli in questa loro battaglia». La politica continuerà a vigilare. «Come dimostra anche la proposta anti-delocalizzazioni lanciata insieme al Ministro Orlando, – chiude Simone Lupini – la viceministra dello Sviluppo Alessandra Todde sta lottando con tenacia per difendere i lavoratori e la produzione industriale. Se Elica si comporterà responsabilmente, si farà tutto il possibile presso il Mise e la Regione per favorire la competitività dei prodotti e la nascita di nuove attività industriali».
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