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Inrca-ospedale Osimo,
in arrivo nuovi primari, medici
e la telemedicina (Video)

SANITA' - II sindaco Pugnaloni e dg dell'istituto di ricerca di Ancona Genga tirano un bilancio gestionale positivo per i primi tre mesi di fusione tra il presidio della Montagnola e il Ss. Benvenuto e Rocco. Saranno selezionati il vertice e due sanitari per la Pnemulogia con il distacco di un medico all'ospedale di Jesi. Novità anche per la Diabetologia di Ancona con l'avvio della selezione del primario dopo la scomparsa prematura del dottor Massimo Boemi. L'Asur si riprende, invece, i beni patrimoniali ceduti all'Inrca, anche l'ex ospedale Muzio Gallo e il suo parco o l'ex consultorio
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Fusione Inrca-Osimo: interviste al sindaco Simone Pugnaloni e al dg dell'Inrca, Gianni Genga

Fusione Inrca-ospedale di Osimo, un momento della conferenza stampa di stamattina a palazzo comunale di Osimo

Non solo la nomina dei primari di Pneumologia e Diabetologia, ma anche l’assunzione di nuovi medici, il completamento dei lavori di riqualificazione del pronto soccorso con la realizzazione dell’ascensore, l’attivazione della telemedicina per consulti radiologici, cardiologici. C’è poi l’ipotesi di cedere di nuovo all’Asur tutti i beni consegnati con l’accordo della cessione del ramo d’azienda, anche l’ex ospedale Muzio Gallo, finito a gennaio nel patrimonio dell’Inrca dopo l’incorporazione nell’istituto di ricerca di Ancona dell’ospedale di Osimo. A tre mesi dalla ratifica della fusione dell’Inrca con l’ospedale di Osimo, stamattina a palazzo comunale di Osimo, il sindaco Simone Pugnaloni e Gianni Genga, direttore dell’Inrca di Ancona, hanno tirato un bilancio più che positivo nella gestione di servizi e nella pianificazione di progetti, raccontando quello che è già stato definito e quello che c’è ancora da fare in un percorso che si è dimostrato più lungo del previsto.

Gianni Genga

I NUOVI SERVIZI – All’incontro stampa, stamattina, hanno partecipato anche l’assessore Daniele Bernardini con il direttore medico Inrca, Serenella David, il primario del pronto soccorso di Osimo, Enzo Frati, il primario di Anestesia, Salvatorio Iuorio ed il responsabile della Gastroenterologia-Osimo, Marco Silvestrelli. “Le polemiche sono state tante in questi mesi ma oggi il nostro presidio ospedaliero si è arricchito di nuovi ambulatori, servizi e presto anche l’organico dei medici sarà implementato. Alle parole noi rispondiamo con i fatti. C’è stata tanta disinformazione, qualcuno dell’opposizione voleva vedere morto questo ospedale” ha sottolineato il sindaco Pugnaloni. Oltre all’attivazione degli ambulatori previsti nel vecchio protocollo d’intesa per il potenziamento della realtà ospedaliera Inrca-Osimo, a maggio partirà sotto la guida del dottor Morresi anche l’ambulatorio di Dermatologia, mentre a fine aprile sarà operativa la piattaforma software di tele-cardiologia tra Inrca e Pronto soccorso di Osimo per consulti possibili in sistema remoto, 24 ore su 24, con i medici dell’ospedale della Montagnola. E’ stato inoltre avviato un progetto di informatizzazione globale di tutte le sedi Inrca in Italia che sarà portato a termine anche nel fabbricato ospedaliero di Osimo entro la fine dell’anno. I medici non annoteranno più diagnosi e prescrizioni su una cartella clinica cartacea ma su quella informatica, attraverso i tablet. Si lavora anche con l’azienda di Torrette per attivare nuove convenzioni come la Ortogeriatria, un’ortopedia dedicata ai traumi di un certo tipo non solo per anziani. “Stiamo valutando – ha anticipato Genga- di attivare il servizio proprio nel presidio di Osimo, utilizzando  alcuni dei 18 posti letto della terza corsia di Chirurgia, i cui lavori, entro 3 settimane, saranno terminati come primo stralcio del progetto di riqualificazione del Pronto soccorso. I letti della terza corsia saranno pronti prima dell’estate e saranno fruibili in parte per ampliare l’Obi del Pronto soccorso, in parte per l’Ortogeriatria”. Il completamento del restyling del Pronto soccorso non resterà, quindi, un progetto-chimera.

simone pugnaloni gianni genga osimo

GLI INVESTIMENTI Proprio questa settimana la Regione ha autorizzato all’Inrca 8 milioni di euro per gli investimenti sul presidio sanitario osimano di via Leopardi. “Completeremo i lavori della terza corsia. – ha garantito il dg dell’istituto di ricerca- Siamo intenzionati anche a realizzare l’ascensore di collegamento con il pronto soccorso per una spesa di 40 mila euro. Pubblicheremo a breve il bando per l’appalto lavori. Mentre per il secondo stralcio dei lavori del Pronto soccorso, per circa 200 mila euro, stiamo discutendo con la Regione. Se saremo autorizzati, partiremo anche con questo intervento, poi abbiamo formulato anche altre idee per migliorare il progetto. Ci eravamo dati 3 mesi di tempo per assestare la macchina della fusione ed entro la fine di marzo sarebbe dovuti andare a regime ma forse ci vorrà ancora qualche mese. Ci sono situazioni in cui l’istituto non può ancora rendersi autonomo. E’ necessario pertanto un periodo transitorio e di passaggio un po’ più lungo per monitorare gli sviluppi dei singoli percorsi. Il sistema del 118 e dell’emergenza resterà ad esempio integrato ma di competenza dell’Asur. La Radiologia rimarrà attiva ma con altre modalità. Rispetto ai 7 medici in organico, 5 hanno avuto collocazione di ambito territoriale, una è in maternità. Da maggio, pertanto, partirà nella Radiologia di Osimo il collegamento del Ris per la tele-refertazione a distanza con la guardia radiologica h24 dell’Inrca. Il tecnico ad Osimo eseguirà l’esame, il medico dell’Inrca referterà”.

IL PERSONALE – All’atto di fusione, nello scorso mese di gennaio, l’ospedale di Osimo aveva in organico 225 dipendenti, circa 200 effettivi e al lavoro. Le richieste di mobilità sono state 30, 19 delle quali sottoscritte da infermieri. “La gestione delle domande di mobilità in uscita non è stata semplice in così pochi mesi. – ha ammesso il dg dell’Inrca- Al personale del Blocco operatorio, 6 infermieri, abbiamo chiesto il sacrificio di restare ad Osimo ancora per pochi mesi, fino al 16 aprile, per darci il tempo di trovare i sostituti e per non sguarnire il servizio”. Due sono state le domande di mobilità di medici osimani verso la Pneumologia di Jesi, per ora solo uno dei due è stato assorbito in organico al ‘Carlo Urbani’, l’altro è in attesa di ottenere l’ok dall’Inrca. “Sarà sganciato non appena avremo terminato la selezioni per reperire il suo sostituto. – ha garantito Genga – Per la Pnuemologia di Osimo sarà nominato anche il nuovo primario ed assunti quindi 2 medici in sostituzione dei colleghi che se ne sono andati. Due nuovi medici sono già stati integrati al Pronto soccorso e quindi di notte si è riusciti ad attivare finalmente il doppio turno medico. Ma c’è anche un collega chirurgo che attende di rientrare all’Inrca dall’Asur e ci permetterò di potenziare lo staff di Chirurgia”. Fuori dall’organico c’erano anche 49 dipendenti precari, “alcuni stanno per andarsene e attingeremo dalla nostra graduatoria per infermieri – ha rimarcato il vertice Inrca – Tra otto mesi, al termini della procedura avremo quindi nuovi primari: per Pneumologia ma anche per il laboratorio analisi e individueremo il sostituto del dottor Massimo Boemi dopo la sua scomparsa prematura, come primario della Diabetologia dell’Inrca di Ancona. Nei nostri piani di assunzione c’è anche l’individuazione di 3 nuovi radiologi”. Il primario Iuorio che coordina da marzo l’equipe dell’ambulatorio di Analgesia per Inrca e Osimo ha inoltre avviato la sperimentazione (presto anche con la radiofrequenza) per curare tutti i tipi di dolore con 85 pazienti e dal 1 gennaio l’ospedale è stato riaperto alla rete formativa della Politecnica della Marche. Sono tornati gli specializzandi in corsia, anche ad Osimo. Tra le novità in arrivo c’è anche l’intenzione di trasformare l’unità semplice di Gastroenterologia di Osimo in Dipartimento. “L’obiettivo – ha rimarcato Genga- è di renderla maggiormente autonoma con un incarico dipartimentale per valorizzare le sue professionalità, il dottor Marco Silvestrelli e la sua equipe, e la sua storia di fiore all’occhiello dell’ospedale di Osimo. In quest’ottica continueremo anche a fare lo screening del colon retto che non sarebbe previsto all’Inrca”.

L’EX OSPEDALE MUZIO GALLO TORNERA’ ALL’ASUR – In ‘movimento’ anche il patrimonio ceduto dall’Asur all’Inrca all’atto della fusione, composto oltre che dal fabbricato dell’ospedale Ss. Benvenuto e Rocco, dall’ex ospedale Muzio Gallo, dall’ex dispensario-consultorio dalla chiesa barocca di San Pietro e da diversi terreni. “Con un determina l’Asur sta rivendendo l’elenco dei beni ceduti che rivorrebbe indietro. Forse quello è stato un atto che è sfuggito come penna.- ha ricordato il dg dell’Inrca – Sul Muzio Gallo si potrebbe studiare insieme, tra enti, un progetto. Il patrimonio è regionale anche se la gestione provvisoria è dei vari enti. Potrebbero riprendere il Muzio Gallo o il poliambulatorio di piazza Giovanni XXIII anche se lì con il dottor Alessandro Marini avremmo già un’idea per utilizzarlo”. Il sindaco Simone Pugnaloni ha lanciato l’idea “di mettere attorno ad un tavolo tutti gli attori della sanità regionale per costruirci un progetto a servizio degli anziani e della terza età, un centro specializzato. Un progetto che deve essere condiviso in un tavolo di concertazione, Regione, Asur e Inrca”. Sono già state realizzate circa 6 milioni di opere di riqualificazione e secondo l’assessore alla sanità di Osimo, Daniele Bernardini “ne basterebbero altri 15 di base per renderlo fruibile. C’è tra l’altro un bellissimo parco attorno”.

IL NUOVO INRCA DI CAMERANO – Sono in stand by, invece, i lavori di costruzione per il nuovo complesso ospedaliero dell’Aspio di Camerano, destinato ad accorpare i reparti dell’ospedale della Montagnola di Ancona e quelli del Ss. Benvenuto e Rocco. “Passo in cantiere tutte le settimane – ha rivelato Genga – I lavori sono ripartiti ma sono state smontate le gru della vecchia ditta e si stanno approntando lavori sul fronte antisismico e la messa in sicurezza dell’area edificabile. Questa fase non è molto celere ma non appena saranno impiantate le nuove gru scatteranno i due anni per la consegna dell’opera”.

(m.p.c.)



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