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Pozzo dell’orrore:
«L’Hotel House non è Scampia,
ci costituiremo parte civile»

PORTO RECANATI - Il sindaco Mozzicafreddo e la sua giunta parlano di un enorme danno di immagine dopo i ritrovamenti di due corpi davanti al palazzone multietnico. «Nei prossimi giorni chiederemo alla procura di voler considerare il Comune persona offesa, se confermata la consumazione di gravi reati sul nostro territorio»
venerdì 6 Aprile 2018 - Ore 16:28
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Gli scavi di fronte all’Hotel House

 

Il sindaco di Porto Recanati Roberto Mozzicafreddo

 

di Laura Boccanera

(foto Federico De Marco)

Pozzo degli orrori, il comune di Porto Recanati si costituisce parte civile: “danno di immagine”. Lo ha valutato e deciso il sindaco della cittadina costiera Roberto Mozzicafreddo che questa mattina assieme al vice Rosalba Ubaldi e all’assessore Roberto Attacalite e ai consiglieri Pina Citaroni e Andrea Giuggioloni hanno convocato una conferenza stampa. Lo scopo era chiarire alcuni punti dopo il clamore suscitato dai rinvenimenti dei due cadaveri vicino all’Hotel House, riservando anche critiche ad alcuni mezzi di informazione rei, a loro avviso, di aver travisato la realtà, parlando ad esempio di 5 cadaveri. «L’Hotel House non è Scampia e Porto Recanati non è l’Hotel House – ha ribadito il sindaco -, ad oggi è stato scritto di tutto, ma noi aspettiamo i risultati della polizia. E’ certo che nei prossimi giorni il Comune chiederà alla procura di voler considerare il comune di Porto Recanati persona offesa in conseguenza degli enormi danni di immagine che derivano alla città dalla eventuale, se confermata, consumazione di gravi reati sul proprio territorio». In allegato all’esposto il sindaco invierà anche copia della rassegna stampa raccolta sul caso «al fine di esercitare l’azione penale in ordine ai fatti di reato che verranno accertati. Il comune, ricorrendone le condizioni, si costituirà parte civile negli eventuali procedimenti penali che verranno aperti».

Il vicesindaco Rosalba Ubaldi

La decisione arriva dopo la consultazione con un avvocato, un esposto che rappresenta una risposta politica da parte dell’amministrazione che difende la città e punta il dito contro ricostruzioni che giudica inverosimili o falsate rispetto alla realtà dei fatti: «non c’è volontà di perseguire, ma l’Hotel House, seppur con i suoi problemi non è Scampia. I reati ascritti all’Hotel House depongono per una situazione certamente problematica che non ha però alcuna attinenza con quanto succede nella località. A Scampia i reati sono associativi, si agisce con una regia di tipo camorristico, all’Hotel House ogni reato è ascrivibile ai singoli, nessuna regia di nessun tipo, la differenza è sostanziale. Non riusciamo a controllare tutti, i residenti che sono in assoluta maggioranza gente normale. La legge non ci consente di bloccare le residenze all’Hotel House neppure in presenza di una ordinanza di inagibilità dell’immobile, così come ci impone di aspettare un anno per cancellare chi viene, prende la residenza, il permesso di soggiorno e poi sparisce». Mozzicafreddo ribadisce poi i numeri dell’Hotel House, 1.721 residenti, 32 diverse etnie, 480 appartamenti: «Porto Recanati è e resta una città tranquilla nella quale la convivenza con un numero pur enorme di extracomunitari in 30 anni non ha mai fatto registrare episodi di razzismo o di intolleranza. E’ una città in cui si vive di turismo, che nel turismo investe e si adopera ogni giorno per confermare la propria identità. Ma se dal clamore di questi giorni gli abitanti dell’Hotel House si aspettano interventi pubblici per la soluzione di problemi privati del condominio resteranno delusi ed è bene chiarirlo ancora una volta».

Lo scorso mercoledì nel corso di un controllo della guardia di finanza era stato trovato un femore vicino ad un casolare. Poi erano iniziati gli scavi in un pozzo ed erano emerse altre ossa umane. Fin qui sono due i corpi trovati: uno di persona adulta, il secondo di  un bambino.

 

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