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Sopralluogo in raffineria,
ancora criticità
dopo l’incidente al serbatoio

FALCONARA - Sei ore tra gli impianti per i tecnici di vigili del fuoco, Regione, Arpam e Comune che hanno controllato otto serbatoi insieme a un militare della Capitaneria
martedì 7 agosto 2018 - Ore 17:20
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Foto d’archivio

 

E’ durato circa sei ore il sopralluogo all’interno della raffineria Api di Falconara, affidato a un gruppo di lavoro di cui fa parte anche un ingegnere del Comune falconarese e disposto dal Comitato tecnico regionale dei vigili del fuoco, per verificare il rispetto delle prescrizioni impartite dallo stesso Ctr dopo l’incidente dell’11 aprile al serbatoio TK61. Durante il monitoraggio all’interno dello stabilimento, cominciato alle 8.30 di questa mattina, sono state notate alcune situazioni critiche. Queste saranno comunicate al Ctr, che farà approfondimenti e valuterà le eventuali misure da adottare. Il gruppo di lavoro incaricato di compiere le verifiche dal Comitato tecnico regionale è composto da due ingegneri dei vigili del fuoco, da un ingegnere della Regione Marche, da un rappresentante della Capitaneria di Porto, da un ingegnere dell’Arpam, oltre che un funzionario del Comune di Falconara. Dopo i controlli sul campo, i tecnici hanno chiesto di esaminare i documenti della manutenzione e della conduzione degli impianti. I sopralluoghi sono cominciati il 5 luglio e quello di oggi era il terzo programmato. Sono stati passati in rassegna otto serbatoi (non il TK61, che è ancora sotto sequestro) alla presenza di responsabili e tecnici della raffineria. Il sindaco Stefania Signorini, che parteciperà al prossimo tavolo del Comitato tecnico regionale del 23 agosto, si riserva di commentare l’esito del controllo dopo la riunione tecnica. Sull’incidente dello scorso aprile la procura ha aperto un fascicolo dove sono indagati 16 dipendenti dell’Api. Le accuse vanno dall’emissione di esalazioni nocive a lesioni personali passando per inquinamento ambientale colposo e l’omessa osservanza delle normative sulla sicurezza sul lavoro. In corso c’è anche un accertamento tecnico sul serbatoio voluto dalla magistratura per chiarire le cause dell’incidente. La procura si è mossa dopo la valanga di 1.035 denunce presentate dai cittadini e residenti, che hanno lamentato per giorni a partire dal 12 aprile il forte odore di gas e carburante nell’aria. Gli episodi e i disagi sono diminuiti solo dopo dieci giorni, ma continuano a fasi alterne a ripresentarsi e ad essere avvertiti dai falconaresi.

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